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Turchia, attacco imminente nel nord della Siria, i curdi: ''Chiamiamo a raccolta la nostra gente per la resistenza''

Questa notte il tweet del portavoce del presidente Erdogan che ''l’esercito turco, insieme all’Esercito siriano libero, attraverserà a breve il confine turco-siriano'' e la replica dal Rojava a tutti i gruppi etnici, a spostarsi verso le aree confinanti con la Turchia per combattere

Pubblicato il - 09 ottobre 2019 - 13:01

ANKARA. Secondo fonti ufficiali coperte da anonimato un piccolo nucleo di soldati sarebbe già entrato in Siria in due punti vicino alle città di Tal Abyad e Ras al-Ayn in attesa della più ampia offensiva che si dovrebbe consumare a momenti. Ne da notizia l'agenzia Bloomberg mentre le autorità curde hanno fatto appello a una mobilitazione generale esortando gli abitanti della zona alla resistenza. 

 

''L’esercito turco, insieme all’Esercito siriano liberoattraverserà a breve il confine turco-siriano'', ha scritto su Twitter il capo della comunicazione della Presidenza di Ankara, Fahrettin Altun aggiungendo che ''i militanti dell’Ypg (curdi ndr) hanno due opzioni: possono disertare oppure noi dovremo fermarli dall’interrompere i nostri sforzi di contrastare l’Isis“. La situazione, insomma, pare davvero sull'orlo del tracollo. Il portavoce di Recep Tayyip Erdogan ha fatto il post condividendo un articolo del Washington Post intitolato: ''Il mondo deve sostenere il piano della Turchia per la Siria nordorientale''.

 

 

''Chiamiamo la nostra gente, tutti i gruppi etnici, a spostarsi verso le aree confinanti con la Turchia per compiere azioni di resistenza in questo momento storico'', il comunicato dei curdi che si sentono sempre più abbandonati e traditi da un'occidente che si è servito di loro nella battaglia contro l'Isis, celebrandoli e incensandoli sulla stampa internazionale, raccontando le imprese delle donne soldato e l'incredibile impegno profuso nei mesi scorsi, mentre oggi tutto sembra dimenticato.

 

Dal Rojava l’appello alla comunità internazionale è quello di non lasciarli soli per evitare che avvenga una ''catastrofe umanitaria che potrebbe investire il nostro popolo''. Cosa sta succedendo in quell'area del mondo ve lo abbiamo raccontato ieri (QUI ARTICOLO). Ora la milizia curda Ypg che costituisce la spina dorsale della Sdf partner fondamentale degli Stati Uniti nella lotta contro lo Stato islamico rischia di essere travolta da un esercito importante e strutturato (che ha, evidentemente, già preso accordi con la Russia che già a a gennaio 2018 aveva dato il suo ok ad operazioni contro i curdi, mentre gli Usa parlavano della possibilità di creare lì uno stato cuscinetto proprio per i curdi in quella parte di Siria) come quello turco. Tutt'ora nelle mani dei curdi ci sarebbero, come riferisce Bloomberg, decine di migliaia di combattenti jihadisti e le loro famiglie in campi e centri di detenzione nel nordest della Siria. 

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