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Aggredita, minacciata di morte e ricattata con foto intime, donna nel mirino dell’ex violento: arrestato per stalking

L’uomo non aveva accettato la fine della relazione con la donna e continuava a minacciarla (anche di morte) fino a ricattarla con foto intime, appostamenti sotto casa, lanci di uova contro le finestre, pedinamenti e danneggiamenti. Arrestato lo stalker che perseguitava l’ex compagna

Foto d'archivio
Pubblicato il - 27 May 2020 - 17:22

NEGRAR DI VALPOLICELLA (VR). Dopo settimane il terribile l’incubo di una donna è momentaneamente finito, quando il suo stalker è stato arrestato dai carabinieri al culmine di una serie di atti persecutori con vere e proprie minacce di morte. La vittima infatti, verso la fine del mese di aprile, aveva scelto di troncare la sua relazione con il fidanzato. Se quest’ultimo, in un primo momento, sembrava aver accettato la scelta della donna dopo pochi giorni ha iniziato a tempestare l’ex fidanzata con messaggi e telefonate ad ogni ora del giorno e della notte pregandola di tornare assieme.

 

Quando l’ex ha cominciato a non rispondergli più, ha rivolto le attenzioni moleste nei confronti della figlia maggiorenne della donna, chiedendole di fare da mediatrice ma con il solo effetto di tormentare anche lei. Il 4 maggio la prima di una lunga serie di “imboscate” con l’ex fidanzato che ha cominciato a presentarsi sotto casa della donna cercando con insistenza di contattarla.

 

Ad un certo punto la donna si è ritrovata faccia a faccia con l’ex sotto casa: terrorizzata, la donna ha chiamato il 112 e l’operatore le ha consigliato di recarsi immediatamente verso la stazione dei carabinieri di Negrar rimanendo in linea con lui finché non fosse arrivata davanti alla caserma o non fosse stata raggiunta da una pattuglia che era stata inviata. La donna così ha fatto e, presa la macchina e si è diretta verso il centro di Negrar, ma nel frattempo lo stalker, inforcato il motorino, ha voluto seguirla fino a quando non si è reso conto che l’ex fidanzata si stava dirigendo dalle forze dell’ordine.

 

La donna esasperata dalla situazione ha deciso di sporgere querela ma quando ancora si trovava in caserma le sono arrivate, via Whatsapp, le prime minacce di morte che i militari hanno letto in diretta. Da allora un crescendo di messaggi, a volte minatori a volte di supplica per tornare insieme, appostamenti sotto casa, lanci di uova contro le finestre, pedinamenti fino a Verona e danneggiamenti alle autovetture della donna e della figlia. Il 10 maggio la donna ha ricevuto un messaggio con la minaccia di pubblicare sui social una sua foto intima, che intanto l’uomo aveva già inviato alla figlia. Il 15 maggio la donna ha scoperto che la sua foto era stata pubblicata anche su un sito hard. Il 17 maggio le minacce di morte arrivano tramite Facebook e intanto continuano telefonate e messaggi, fino a cinquanta al giorno.

 

Il 22 maggio, un’altra aggressione durante la quale l’uomo ha rubato il cellulare di proprietà della donna, per poi darsi alla fuga attraverso i vigneti. In seguito a quest’episodio i militari hanno chiesto e ottenuto un decreto di perquisizione, ma l’uomo era introvabile. Domenica mattina, la donna affacciandosi alla finestra trovava lo stalker nascosto fra la vegetazione intento a spiarla, ma questa volta i carabinieri lo hanno colto sul fatto. In seguito alla perquisizione l'uomo è stato trovato in possesso delle chiavi di casa della donna e del cellulare. L’uomo del tutto fuori controllo arrivava a sbraitare minacce anche davanti alle forze dell’ordine.

 

I militari però lo hanno dovuto lasciar andare, denunciandolo in stato di libertà, ma preoccupandosi di garantire la sicurezza della donna e della figlia. Per tutta la domenica pomeriggio, lo stalker è stato notato transitare a bordo del suo scooter nelle immediate vicinanze della casa dell’ex fidanzata. Dopodiché, l’uomo ha tentato nuovamente di avvicinare la donna e attraverso i vigneti è giunto fin sotto le finestre. Questa volta però ad attenderlo c’erano i carabinieri, appostati fra le frasche, ne è nata una breve colluttazione al termine della quale l’uomo è stato immobilizzato. In considerazione della gravità del fatto, della pericolosità del soggetto e dell’elevatissima probabilità di reiterazione del reato, l’uomo è stato tratto in arresto e successivamente trasferito nel carcere di Verona Montorio.

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