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| 15 lug 2020 | 12:31

Blitz della polizia al campo nomadi di Ravina, perquisite le roulotte in cerca di armi. Trovata una pistola, emesse sei misure dal questore

L'operazione, che ha visto impegnati la squadra mobile in collaborazione con i reparti prevenzione crimine di Milano e la polizia locale di Trento, ha passato al setaccio il “campo sosta” a ridosso del fiume Adige 

Blitz della polizia al campo nomadi di Ravina, perquisite le roulotte in cerca di armi
di Redazione

TRENTO. Sono sei le misure di prevenzione ad altrettante persone che sono state messe dal questore di Trento nel blitz avvenuto questa mattina al campo nomadi di Ravina. (QUI L'ARTICOLO)

 

La squadra mobile in collaborazione con i reparti prevenzione di crimine di Milano e la polizia locale di Trento, ha passato al setaccio il “campo sosta” a ridosso del fiume Adige.

 

 

 

 

Nell’insediamento di Ravina dimorano dal 1992 circa 60 persone di origine sinti, tra questi anche alcuni soggetti raggiunti da provvedimenti restrittivi della libertà personale richiesti dalla Procura della Repubblica di Trento per diversi reati tra cui furto, ricettazione, porto di oggetti atti ad offendere nonché di arnesi idonei allo scasso, minaCce e detenzione e porto ingiustificato di armi da sparo.


L’iniziativa di oggi da parte del questore Cracovia, si inserisce in un piano più articolato di controllo del territorio, che punta ad individuare la presenza di soggetti eventualmente pericolosi in alcuni zona nevralgiche della città.

 

In quest’ottica durante l'operazione si è deciso di emettere 6 misure di prevenzione personale, avviso orale, a 5 uomini ed una donna, perché risultati vivere di proventi delittuosi. Nei giorni precedenti un’analoga iniziativa è stata portata avanti presso lo scalo ferroviario di Trento, in cui furono controllati numerosi soggetti, per lo più stranieri, risultati in parte pregiudicati.

 

Questa mattina sono state anche perquisite due roulotte alla ricerca di armi. Le persone che si trovavano all'interno nel recente passato erano già stati raggiunti dalla custodia in carcere perché in possesso di armi illegalmente detenute ed utilizzate per esplodere colpi in aria.  In una di queste è stata recuperata una pistola semiautomatica con munizioni, rivelatasi successivamente una “replica” scacciacani.

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