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Casteller, alcuni manifestanti hanno piegato le reti perimetrali della struttura: “Gli orsi devono essere liberati”

Sul posto polizia e carabinieri in assetto antisommossa mantengono la posizione e difendono l’area. Gli attivisti: “I compagni che stanno cercando di smontare la gabbia ci informano che alcuni metri di recinzioni sono caduti”

Di Tiziano Grottolo e Mattia Sartori - 18 ottobre 2020 - 13:52

TRENTO. “Sono centinaia le persone che hanno risposto al nostro appello e che hanno raggiunto il concentramento da tutta Italia. Dalla stazione di Villazzano il corteo, dopo essersi spostato verso il recinto del Casteller, si è diviso in due tronconi: il primo sta bloccando il cancello, con attivisti simbolicamente incatenati. Il secondo, deviando il percorso, sta costeggiando il perimetro e ha cominciato a smontare le reti”. Questa è la cronaca riportata sulla pagina Facebook del Centro Sociale Bruno.

 


 

Una ricostruzione confermata dalle prime immagini della manifestazione che mostrano alcuni attivisti che sono arrivati a ridosso di uno degli accessi secondari del Casteller. In un’altra foto si notano alcune parti delle reti perimetrali dell’area faunistica danneggiate e piegate. Sul posto polizia e carabinieri in assetto antisommossa mantengono la posizione e difendono l’area. Da quanto si apprende non ci sarebbero stati contatti fra i manifestanti e le forze dell’ordine che comunque sono state costrette a spostarsi in forze laddove gli attivisti avevano preso di mira le recinzioni. Sul posto è presente anche il personale della forestale.

 

 

“I compagni che stanno cercando di smontare la gabbia ci informano che alcuni metri di recinzioni sono caduti”, annuncia dal megafono un’attivista (QUI video). “Gli orsi devono essere liberi” è una delle frasi più ricorrenti fra chi partecipa. Al momento il gruppo che si era staccato dal corteo per danneggiare le reti della struttura sembrerebbe essere stato bloccato dalle forze dell’ordine che hanno impedito ai manifestanti di addentrarsi all’interno dell’area faunistica.

 

 

I manifestanti si erano dati appuntamento alle 11 alla stazione di Villazzano, dopodiché un nutrito gruppo di attivisti si è diretto verso la struttura del Casteller il punto di arrivo dell’iniziativa organizzata da Centro Sociale Bruno, Assemblea Antispecista, Fridays for Future e Coordinamento Studenti Medi con l’obiettivo di denunciare le condizioni di detenzione dei tre plantigradi catturati dalla Provincia: M49-Papillon, M57 e Dj3.

 


 

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