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Contributi per migliorare l'efficientamento energetico dei condomini costruiti prima del 1993: ecco cosa c'è da sapere

La delibera di qualche giorno riguarda potenzialmente circa 65.000 edifici su tutto il territorio provinciale. Cambiano regole e requisiti

Pubblicato il - 19 febbraio 2020 - 19:24

TRENTO. Cambiano i criteri di assegnazione degli incentivi a vantaggio dei cittadini che vogliono investire nell'efficienza energetica e aumentano la platea potenziale di soggetti beneficiari. Dal 2 marzo, potranno fare domanda tutti gli edifici costruiti prima del 1993 rientranti nella definizione di condominio secondo il codice civile, quindi tutti gli edifici che presentano almeno due appartamenti e una parte comune. Si parla di circa 65.000 edifici su tutto il territorio provinciale. Gli edifici fino alle 8 unità immobiliari, che per legge non sono obbligati ad eleggere un amministratore condominiale, dovranno in ogni caso nominare un rappresentante per seguire l'iter delle pratiche. 

 

Sarà inoltre necessario avere un conto corrente condominiale e registrare il codice fiscale del condominio. Inoltre, nei casi di edilizia abitativa sociale, ai sensi della legge provinciale n.15 del 2005, potranno beneficiare delle agevolazioni anche i singoli soggetti privati proprietari delle unità immobiliari, per le sole quote millesimali di loro competenza.

 

Altra novità importante è che gli interventi dovranno ridurre il consumo di almeno il 30%, il che spesso si traduce in un intervento sulle superfici opache, assieme a possibili interventi sugli impianti termici. In ogni caso non è consentita la sola sostituzione della caldaia. Il rimborso del 50% delle spese sostenute per la diagnosi energetica rimane tuttavia valido anche in assenza del raggiungimento della suddetta percentuale, in modo da continuare ad incentivare l’utilizzo di questo utile strumento conoscitivo per il condominio. Sono stati poi aggiornati i limiti di spesa e le percentuali di contribuzione delle diverse schede e la modulistica richiesta per la presentazione delle domande in seguito alle analisi effettuate sull’utilizzo degli incentivi.

 

Novità, insomma, sul fronte degli incentivi provinciali per la riqualificazione energetica dei condomini introdotti nel 2016 con la misura "Il tuo Condominio Green". Il tutto è stato previsto dalla delibera n.143 approvata il 7 febbraio scorso dalla Giunta provinciale con la quale sono stati modificati i criteri di assegnazione degli incentivi a vantaggio dei cittadini che vogliono investire nell'efficienza energetica. L'obiettivo è di poter intervenire con maggiore efficacia sulle abitazioni plurifamiliari, considerato che il patrimonio immobiliare privato pesa per il 40% sul bilancio energetico provinciale.

 

Le novità sono state illustrate oggi nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti, accanto all'assessore all'urbanistica, ambiente e cooperazione, l'Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia (APRIE) e le categorie rappresentate nel Tavolo Condomìni (Provincia, Habitech, Amministratori di condominio, Ordini professionali degli ingegneri, architetti, periti industriali e geometri, Associazione artigiani, ANCE e Confindustria e alcuni istituti di credito). "I nuovi criteri di assegnazione dei contributi - ha affermato il vicepresidente e assessore all'ambiente Tonina - ampliano la platea dei beneficiari dando ulteriore sviluppo e prospettiva ad un lavoro di squadra iniziato negli anni scorsi e che potrà contribuire a far ripartire l'economia e portare benefici complessivi per tutti".
 

Dal 2016 ad oggi, grazie alla sinergia sul territorio con gli attori della filiera della riqualificazione energetica, a fronte di circa 5 milioni di finanziamenti pubblici in forma di contribuzione, sono stati investiti circa 30 milioni di euro per lavori di riqualificazione, 21 dei quali erogati attraverso mutui. I contributi sono garantiti per tutto il 2020 e si prevede di confermarli anche negli anni a venire.

 

"Nel tempo – ha spiegato Laura Boschini, dirigente dell'Aprie – si è riscontrata una positiva evoluzione delle domande pervenute, sia per quanto riguarda l'ammontare degli importi dei lavori sia per quanto riguarda la tipologia di lavori finanziati. Nel 2016, primo anno di incentivazione, si sono registrate molte domande relative alle spese per le diagnosi, ma solo una su dieci veniva seguita da richieste di rimborso per le spese di progettazione. Ora ci si sta invece stabilizzando su una buona proporzione, con quasi 2 diagnosi su 3 che danno seguito a lavori di riqualificazione energetica. La stessa positiva evoluzione è stata riscontrata anche nelle tipologie di domande pervenute: nel 2016 quasi l’80% dei finanziamenti era per lavori sul solo impianto termico, e solo poco più del 20% riguardava anche l'involucro. Nel 2019 le percentuali si sono invertite: gli interventi sugli impianti erano poco più del 20% e quasi l'80% erano richieste per cappotti o interventi combinati. L’obiettivo è di spingere ulteriormente sulla riqualificazione, puntando ad ampliare e a migliorare la tipologia degli interventi finanziati, in modo da incidere in maniera sempre più forte sulla riduzione dei consumi attribuibili al settore privato''.

 

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