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Coronavirus, ''160 senzatetto saranno sbattuti in strada". A rischio i posti nelle strutture di bassa soglia, l'assemblea Antirazzasta: ''Se alla Pat fanno schifo i poveri lo dica subito''

Domani scadrà la proroga fatta nei mesi scorsi da parte della Provincia per i posti invernali e extra nei dormitori affinché le persone, con l'emergenza coronavirus, non siano abbandonate in strada. Ora, però, il rischio è che 160 persone non abbiano più un posto dove dormire. La mobilitazione dell'assemblea Antirazzista in piazza Duomo a Trento 

Di Giuseppe Fin - 30 maggio 2020 - 15:26

TRENTO. E' solo questione di giorni o addirittura di ore e circa 160 persone che in questi ultimi mesi sono stati accolti nelle strutture di bassa soglia presenti nella città di Trento saranno sbattuti in strada. Persone, stranieri ma anche tanti trentini, che torneranno a dormire sulle panchine, sotto i ponti, senza avere alcun genere di riparo e aiuto. Il tutto mentre l'emergenza coronavirus è ancora presente e il pericolo di contagio, soprattutto in Trentino, è alto.

 

L'amministrazione provinciale sembra infatti di aver scelto di togliere (non confermando la proroga), a partire dal primo di giugno, 163 posti letto in bassa soglia. Sono posti messi negli scorsi mesi per l'emergenza invernale e altri messi proprio per la situazione sanitaria che stiamo vivendo per proteggere le persone dal contagio.

 

Negli scorsi giorni, su ildolomiti.it (QUI L'ARTICOLO), avevamo ripreso l'allarme lanciato dal consigliere comunale Paolo Serra e anche l'intervento dell'assessora Mariachiara Franzoia che si era impegnata di avviare un dialogo con la Pat per consentire una proroga nelle aperture evitando una ulteriore pressione sul Punto d'Incontro.

 

Nulla, però, fino ad oggi è stato fatto. Anzi, è stata ventilata l'idea, che sembra arrivare dalla Pat, di fornire ai senzatetto una sorta di zaino con un kit all'interno. Come se questo potesse risolvere il problema, come se uno zaino potesse proteggere una persona dal virus. A parlare di "zaini della vergogna" è stato il consigliere comunale Jacopo Zannini

“Noi di questo zaino non abbiamo alcuna informazione – ha spiegato ieri l'assessora comunale Franzoia - noi ci stiamo muovendo cercando di dialogare con la Provincia e l'assessora Segnana per trovare un aiuto per queste persone arrivando magari ad una proroga delle riaperture. Ci stiamo guardando anche intorno per capire se, nel caso non arrivasse questa proroga, possiamo usare qualche struttura per ospitare”. Dalla Provincia, invece, ancora nessuna comunicazione.

 

Dal mondo dell'associazionismo,intanto, è partita una forte mobilitazione di protesta contro la Provincia che non ha prorogato i posti extra disponibili fino a fine di questo mese ma anche critiche sono arrivate nei confronti del Comune che non è riuscito ad imporsi per il bene dei senzatetto.

 

“Vogliamo denunciare questa situazione perché non è possibile buttare in strada 160 persone” spiega Federico Maddalena, portavoce dell'Assemblea Antirazzista che questa mattina in piazza Duomo ha organizzato un Flashmob per far conoscere il problema alla popolazione.

“Queste persone per la nostra Provincia – spiega – sembrano essere solo una voce di spesa. Se alla Segnana e a questa Giunta fanno schifo i poveri lo dicano chiaramente”. L’emergenza sanitaria rende ancora più evidenti le discriminazioni e le sperequazioni sociali della nostra comunità. Stiamo assistendo a un gravissimo impoverimento sociale, con un numero crescente di persone che si trova costretto a chiedere aiuto per poter mangiare e per soddisfare gli altri bisogni primari. Una situazione che è destinata, purtroppo, ad aggravarsi.

 

“L'attenuarsi della fase di emergenza – ha spiegato l'Assemblea Antirazzista - dovrebbe essere il momento per pianificare con cura, orientare strategicamente e razionalizzare i finanziamenti, per garantire alle persone senza casa presenti sul territorio continuità di un posto sicuro e salubre per dormire, la possibilità di pasti con prodotti adeguati che mantengano la persona in salute e iscrizione all'anagrafe dei residenti”.

 

Nulla di tutto questo, invece, purtroppo, sembra avvenire. In pieno lockdown il Punto d'incontro si è trovato da solo a gestire quello che prima era il 'Diurno diffuso' che coinvolgeva più spazi. I dormitori, pur ampliando i loro servizi, sono rimasti chiusi per nuovi accessi. Ed ora la decisione di non prorogare le riapertura rischia di mandare in collasso l'intero sistema. La fotografia di un Trentino che rischia di non riconoscersi più in quella immagine di terra dell'accoglienza e della solidarietà.

 

Qui il documento dell'Assemblea Antirazzista

 

 

 

 

 

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