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Coronavirus, Alto Adige e Trentino tra i primi tre territori italiani con indice di trasmissione più alto

A livello nazionale tornano a crescere i contagi e se la scorsa settimana erano 8 le regioni con Rt sopra il livello di guardia, oggi sono 12 (comprese le due province autonome). Trento resta la terza con Rt più alto, Bolzano avanza e supera anche il Veneto

Di Luca Pianesi - 07 agosto 2020 - 16:28

TRENTO. Alto Adige secondo territorio italiano dove l'indice di trasmissione è più alto (davanti c'è solo la Sicilia) e Trentino terzo (assieme al Veneto). La regione Trentino Alto Adige si conferma essere una di quelle dove il virus sta circolando con maggior preoccupazione in queste settimane in Italia. In particolare la Provincia di Bolzano da giorni sta facendo registrare molti nuovi contagi sparsi su tutto il territorio (il ministero della salute ne ha identificati 46 dal 27 luglio al 2 agosto) con dei focolai legati all'ambito turistico/alberghiero e altri sviluppatesi in molti paesi.

 

In particolare, per esempio, c'è il caso di Bronzolo dove, dopo che sono state trovate sette persone positive, da lunedì prossimo, l'Azienda sanitaria locale, metterà in campo un progetto di tamponi a tappeto per tutti gli oltre 2.800 residenti. In Trentino la situazione è leggermente migliorata rispetto alla scorsa settimana, quando l'Rt (l'indice di trasmissione) aveva raggiunto il livello di 1.34 mentre oggi è sceso a 1.28 restando, comunque il terzo più alto d'Italia. La regione che conserva l'indice più alto è la Sicilia con 1.62 (la scorsa settimana era a 1.55) il Trentino è stabile al terzo posto con 1.28, mentre al secondo si è infilato l'Alto Adige con 1.43 (la scorsa settimana c'era il Veneto che oggi ha un Rt dell'1.28).

 

''A livello nazionale - spiega il ministero della salute - si osserva complessivamente un aumento nel numero di nuovi casi diagnosticati e notificati al sistema integrato di sorveglianza coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità rispetto alla settimana di monitoraggio precedente. L’aumento è soprattutto in persone asintomatiche. L’indice di trasmissione nazionale (Rt) calcolato sui casi sintomatici, è pari a 1.01''. ''L’età mediana dei casi diagnosticati - prosegue lo studio - nell’ultima settimana è ormai intorno ai 40 anni; questo è in parte dovuto alle caratteristiche dei focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane''.

 

''Sebbene le misure di lockdown in Italia abbiano permesso un controllo efficace dell’infezione da SARS-CoV-2 - prosegue il ministero della salute - al momento siamo in una situazione che mostra una tendenza in aumento: persiste, infatti, una trasmissione diffusa del virus che, quando si verificano condizioni favorevoli, provoca focolai anche di dimensioni rilevanti, spesso associati all’importazione di casi da Stati esteri''. La raccomandazione, allora, è sempre la stessa: serve ''prudenza'', e si consiglia di ''continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l’igiene individuale, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico i provvedimenti di quarantena''. In caso contrario, ''nelle prossime settimane, potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale''.

 

Questo l'indice Rt settimanale

Emilia-Romagna: 1.01
Friuli-Venezia Giulia: 0.26
Calabria: 0
Campania: 1.25
Abruzzo: 0.82
Basilicata: 0
Lazio: 1.08
Liguria 1.16
Marche: 1.13
Molise: 0
Bolzano: 1.43
Trento: 1.28
Piemonte: 0.87
Puglia: 1.1
Sardegna: 0.12
Valle d’Aosta: 0.11
Umbria: 0.58
Sicilia: 1.62
Toscana: 1.2
Veneto: 1.28
Lombardia: 1.04

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