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Coronavirus: conviventi, persone sole e la “regola dei 21 giorni”, cosa cambia per isolamenti e diagnosi

Ecco come cambiano le regole di comportamento se in casa qualcuno avverte dei sintomi legati al coronavirus. La “regola dei 21 giorni” di isolamento e le altre istruzioni, l’Apss: “Le persone asintomatiche dei servizi essenziali continueranno a lavorare con la mascherina, poi in quinta giornata faranno un tampone”

Di Tiziano Grottolo - 23 November 2020 - 19:10

TRENTO. La Provincia di Trento, forse anche per via delle moltissime segnalazioni ricevute, ha deciso di provare a semplificare le procedure di diagnosi e isolamento che riguardano la maggior parte delle situazioni legate ai contagi da coronavirus. Le situazioni “più probabili” individuate sono tre, anche se l’azienda sanitaria fa sapere che alcuni casi particolari dovranno essere gestiti con procedure più complesse.

 

La prima casistica presa in esame è quella dei nuclei di più persone conviventi, fra cui uno o più soggetti presentano i sintomi da coronavirus. In questo caso le persone che hanno sintomi devono effettuare il prima possibile un tampone antigenico, rivolgendosi al proprio medico di medicina generale o al pediatra. I soggetti che risultano positivi vengono messi in isolamento per 21 giorni (QUI articolo), a partire dal giorno in cui viene effettuato il primo test positivo. Nel frattempo viene programmato un tampone “di guarigione” in decima e quindicesima giornata. Se i due tamponi risultano positivi in ventunesima giornata l’isolamento termina senza necessità di altri test.

 

“Chi è positivo – precisa Antonio Ferro direttore del dipartimento prevenzione dell’Apss – riceve una nota con un certificato di quarantena di 21 giorni per i quali dovrà assolutamente rimanere isolato, lui e i conviventi stretti che con lo stesso certificato potranno recarsi dal medico e avere un certificato di malattia”. Per quanto riguarda le persone che scelgono di cambiare abitazione quando un convivente risulta positivo a un tampone, qualora non presentino sintomi, dovranno comunque restare in quarantena per 14 giorni, che scatteranno da quando il soggetto cambia casa.

 

Le persone che vivono da sole invece, qualora riscontrassero dei sintomi dovranno effettuare il prima possibile un tampone antigenico, mettendosi in contatto con il proprio medico di medicina generale. La persona che risulta positiva a un tampone antigenico o molecolare dovrà restare in isolamento per 21 giorni, partendo da quando è stato effettuato il primo test positivo. Allo stesso tempo viene programmato un tampone molecolare in decima giornata e successivamente anche in quindicesima. Se uno dei due tamponi risulta negativo l’isolamento cessa in anticipo. Se i due tamponi (decima e quindicesima giornata) risultano positivi per uscire dall’isolamento si dovrà attendere i 21 giorni previsti dal certificato. In questo caso non sarà necessario svolgere altri test.

 

Importanti novità anche per facilitare l’accesso e la prenotazione ai cosiddetti tamponi di guarigione che si effettuano in decima e quindicesima giornata. Da domani infatti, 24 novembre, chi risulta positivo al tampone (sia molecolare sia antigenico) riceverà, insieme al certificato di isolamento, anche un codice di prenotazione con cui potrà fissare in autonomia l’appuntamento per il tampone di guarigione direttamente al Cup online. La procedura vale per tutte le persone risultate positive a partire dal 23 novembre. Per scaricare il certificato di isolamento e il codice di prenotazione basta accedere alla piattaforma TreC e FasTreC o all’App TreC_FSE il giorno successivo all’esito del tampone. Il certificato di isolamento viene allegato al referto per tutti i positivi dal 12 novembre in poi. Chi ha avuto il referto di positività prima di questa data dovrà aspettare la chiamata della centrale sia per il certificato di isolamento sia per la prenotazione del tampone di guarigione.

 

Il codice di prenotazione è unico e permette di prenotare il tampone di guarigione non prima di dieci giorni dalla data di effettuazione del tampone positivo. Dopodiché, sempre con lo stesso codice, si potrà prenotare, se il primo tampone dovesse risultare ancora positivo, anche il secondo tampone di guarigione a 15 giorni. “In questo modo – sottolinea Ferro – non ci sarà più bisogno di attendere la chiamata della Centrale Covid e i soggetti positivi saranno accompagnati in automatico verso la fine del periodo di isolamento”.

 

Infine, ci sono dei casi particolari, fondamentalmente quelli legati al mondo del lavoro: “Se un convivente è un dipendente di una ditta in decima giornata, prima di rientrare al lavoro, dovrà fare il test antigenico. Per ciò che concerne i servizi essenziali, cioè quelle attività che non possono essere interrotte per la collettività, le persone asintomatiche continueranno a lavorare con la mascherina e in quinta giornata dovranno fare un tampone. Qualora quest’ultimo fosse negativo si continuerà a lavorare fino alla decima e quattordicesima giornata”. Le altre situazioni particolari saranno prese in esame dalla Centrale Covid che valuterà un iter personalizzato caso per caso, così come la continuazione del contact tracing.

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