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Coronavirus, “Se positivi, ma senza sintomi, dopo 21 giorni non si è più contagiosi”. Ecco come cambiano le regole per la quarantena

Nuove regole per uscire dall’isolamento, Benetollo: “Con il test molecolare alcune persone possono continuare a risultare positive al Covid fino a due mesi di distanza, ma dopo 21 giorni, se non ci sono sintomi, non si è più contagiosi”. Ecco come funzionano i nuovi certificati che arriveranno con l’esito del tampone e cosa cambia per le persone conviventi

Di Tiziano Grottolo - 13 November 2020 - 19:21

TRENTO. “Con il test molecolare alcune persone possono continuare a risultare positive al Covid fino a due mesi di distanza”, è questa la conclusione alla quale sono arrivati i laboratori dell’Azienda sanitaria. “In questi casi – osserva Pier Paolo Benetollo il direttore generale facente funzioni di Apss – è stato dimostrato come frammenti di virus restino in circolo e pertanto vengano individuati dal tampone molecolare analizzato con Pcr”.

 

Come sottolinea il dirigente dell’Azienda sanitaria, anche attraverso recenti studi certificati dall’Istituto superiore di sanità, è stato dimostrato che dopo 21 giorni, ammesso che non si abbiano sintomi da almeno 7, una persona non è più contagiosa (anche se potrebbe risultare positiva al test molecolare). Proprio per questo verrà applicata una nuova regola: “Dopo 21 giorni – sostiene Benetollo – anche se qualcuno dovesse risultare positivo siamo sicuri che non sarebbe contagioso, in questi casi infatti i tamponi individuano una carica virale estremamente bassa o solo dei frammenti di virus”.

 

Sempre come evidenziato dal direttore generale di Apss al momento le regole prevedono che una persona risultata positiva a uno qualsiasi dei test venga sottoposta al tampone di guarigione dopo 10 giorni, ovviamente se risulta negativa è giudicata guarita, in caso contrario verrà fatto un nuovo test a 15 giorni dalla prima positività. “Se con il secondo tampone di guarigione il soggetto risulta negativo potrà tornare alla sua vita normale – afferma Benetollo – altrimenti rimarrà in isolamento, ma al ventunesimo giorno non occorrerà più fare il test perché, a meno che non ci siano ancora dei sintomi, non sarà più contagioso”. Questione diversa per quanto riguarda i soggetti immunodepressi o che escono da una terapia intensiva, in quel caso l’Azienda sanitaria è stata incaricata di fare dei test aggiuntivi per certificare l’avvenuta guarigione.

 

Le novità non finiscono qui perché come sottolinea Antonio Ferro, dirigente del dipartimento prevenzione di Apss, “da un paio di giorni è stato introdotto un nuovo certificato che in automatico accompagna il referto del tampone dove viene indicato il periodo contumaciale di 21 giorni”. In altre parole in questo certificato viene fissata la data di scadenza dell’isolamento. In questo modo è stato anche aggirato il “collo di bottiglia” della Centrale Covid che non sarà più costretta a contattare ogni singolo soggetto.

 

Quindi, qualora la persona dovesse risultare positiva a ben due tamponi di guarigione, una volta passati i sintomi e scaduti i 21 giorni non sarà più considerata positiva. “Infine – prosegue Ferro – lo stesso isolamento dovrà essere rispettato dalle persone che vivono con un soggetto positivo”. Il certificato infatti, vale anche per le persone conviventi che potranno presentarsi dal proprio medico con lo stesso documento per farsi fare una certificazione. Chi lavora nei cosiddetti servizi essenziali, in attesa del tampone molecolare (che dovrebbe arrivare alla quinta giornata), potrà comunque recarsi al lavoro indossando la mascherina.

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