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Coronavirus, il Cts boccia le linee guida delle Regioni per aprire gli impianti. Il via libera allo sci dopo l'Epifania a rischio

Il Cts ha segnalato alcune carenze alle quali gli impiantisti devono dare una risposta prima del via libera. Per cabinovie e funivie la capienza deve essere del 50% con obbligo di mascherina. E' richiesto anche di gestire l'afflusso tramite la prenotazione degli skipass, che deve tenere conto anche delle quote stagionali e settimanali

Di L.A. - 26 dicembre 2020 - 19:48

ROMA. Le linee guida delle Regioni per riaprire gli impianti di risalita sono state bocciate dal Comitato tecnico scientifico. Questo quanto emerge dal verbale di riunione del Cts del 24 dicembre scorso. 

 

Se la prospettiva di aprire la stagione dello sci dopo l'Epifania sembrava perdere quota di ora in ora per una curva del contagio ancora piuttosto alta e la pressione sugli ospedali costante, ora diventa davvero complicato pensare all'apertura degli impianti superate le festività di Natale e Capodanno. Il Cts ha, infatti, segnalato alcune carenze alle quali gli impiantisti devono dare una risposta prima del via libera.  

 

"Una parte rilevante dei mezzi di risalita nei comprensori sciistici (in particolare cabinovie e funivie) presentano caratteristiche strutturali e di carico tali da poter essere assimilati in tutto e per tutto ai mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale (autobus, filobus, tram e metropolitane) - si legge nel verbale - rappresentando pertanto un contesto a rischio di aggregazione medio-alto, con possibilità di rischio alto nelle ore di punta in base alla classificazione del livello di rischio di contagio da Covid-19. Deve pertanto prevedersi un’efficace riorganizzazione del sistema degli impianti di risalita da affiancare a misure di prevenzione e protezione collettive e individuali che necessitano, comunque, della collaborazione attiva degli utenti che dovranno continuare a mettere in pratica i comportamenti previsti per il contrasto alla diffusione dell’epidemia".

 

Ci sono alcune precisazioni da parte del Cts tra impianti, gestione degli skipass e code ai tornelli. "Nell’ottica della prossima riapertura degli impianti, che dovrà comunque essere preceduta da una propedeutica rivalutazione della situazione epidemiologica, deve necessariamente essere messo in evidenza che le misure proposte possono trovare applicazione solo nel caso in cui l’andamento epidemiologico a livello di Regione o Provincia Autonoma sia compatibile con la classificazione del rischio nella cd. zona gialla".

 

Seggiovie e calotte. "Potrà essere ammessa un’occupazione al 100% delle seggiovie, con obbligo di indossare la mascherina chirurgica o di comunità e il divieto di abbassare la calotta antivento ove presente”. Se invece "dovesse rendersi necessaria la chiusura della calotta (ad esempio per condizioni meteo avverse o temperature eccessivamente basse) dovrà necessariamente prevedersi la riduzione della capienza al 50% anche per le seggiovie, fermo restando l’obbligo di mantenere la mascherina durante tutto il trasporto". Gli impianti chiusi quali cabinovie e funivie devono prevedere una riduzione della capienza al 50% e l'uso obbligatorio della mascherina. 

 

Gli skipass su prenotazione, per quanto riguarda "il contingentamento delle presenze sui campi da sci mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili, si sottolinea la necessità di declinare criteri chiari per la definizione di tali tetti massimi che tengano conto non solo delle quote giornaliere ma anche di quelle settimanali e stagionali”. Questo significa che “andrebbe anche previsto un sistema di prenotazione che possa consentire una gestione strutturata del numero di utenti che possono effettivamente accedere ai comprensori sciistici e ai relativi impianti di risalita in ogni singola giornata, anche attraverso il coordinamento non solo (come già previsto) con i rappresentanti di categoria e le Autorità sanitarie competenti, ma anche con i rappresentanti delle strutture ricettive".

 

Un nodo è quello delle file agli impianti. "Mancano previsioni relative alla gestione dei flussi per il controllo dello skipass o di altre tipologie di titoli di accesso. [...] Le linee guida devono potersi applicare a tutti i contesti sul territorio nazionale, è necessario mettere a punto misure idonee a evitare assembramenti e a ridurre le occasioni di contatto in tutte le realtà in cui la verifica del titolo di viaggio nel corso dell’intera giornata non possa essere svolta con modalità contact-less, soprattutto nei prevedibili momenti di maggiore afflusso”.

 

La richiesta agli impiantisti e alle Regioni è quella di "aggiornare le linee guida - equiparate al trasporto pubblico - le cui misure, comprese le eventuali deroghe, erano state delineate nel corso dello scorso mese di luglio 2020, in una fase della pandemia caratterizzata da un numero stabilmente molto basso di nuovi casi giornalieri in condizioni di bassa incidenza".

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