Coronavirus, il ministro: ''Quarantena per chi arriva da Romania e Bulgaria''. Coldiretti: ''Allerta massima, stagione alle porte''
Il ministro alla salute ha incontrato quello degli esteri, Luigi Di Maio, per una verifica del quadro epidemiologico del coronavirus a livello internazionale. La ripresa della pandemia in Romania e Bulgaria con la decisione della quarantena può avere impatti significativi in diversi settori. E' la prima volta dalla riapertura delle frontiere che questi due Paesi vengono esclusi dalla libera circolazione

TRENTO. "Ho appena firmato una nuova ordinanza che dispone la quarantena per i cittadini che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato in Romania e Bulgaria". Questo l'annuncio del ministro Roberto Speranza. "Questa misura è già vigente per tutti i Paesi extra Ue, così come extra Schengen. Il virus non è sconfitto e continua a circolare. Per questo occorre ancora prudenza e attenzione".
Il ministro alla salute ha incontrato quello degli esteri, Luigi Di Maio, per una verifica del quadro epidemiologico del coronavirus a livello internazionale. La ripresa della pandemia in Romania e Bulgaria con la decisione della quarantena può avere impatti significativi in diversi settori. E' la prima volta dalla riapertura delle frontiere che questi due Paesi vengono esclusi dalla libera circolazione.
"La notizia è fresca - commenta Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti del Trentino Alto Adige - quindi è difficile valutare gli impatti ma l'allerta è certamente massima e monitoriamo strettamente questa situazione. L'intenzione è quella di muoversi a Roma e abbiamo anche interessato la Provincia. Tra pochi giorni inizia il periodo della raccolta e questa decisione può avere ripercussioni importanti".
E' soprattutto la manodopera proveniente dalla Romania a giocare un ruolo importante per quanto riguarda l'agricoltura trentina. "Il fabbisogno - dice il numero uno di Coldiretti - è tra i 7 mila e gli 8 mila addetti. Gli italiani coprono circa 2 mila posizioni e ormai la piattaforma è satura, il resto viene coperto dagli stranieri. Ci siamo attivati per capire meglio l'evoluzione della situazione".
I tempi iniziano quindi a essere già stretti. Ormai in agricoltura non si può più improvvisare e servono esperienza, professionalità e specializzazione."Ci si dovrebbe riorganizzare - conclude Barbacovi - tra anticipare l'arrivo o posticipare la raccolta. Intanto però si dovrebbero trovare gli spazi e sostenere ulteriori costi per far svolgere la quarantena, sempre che i lavoratori vogliano arrivare in Italia viste le restrizioni. Non siamo fermi e abbiamo in previsione delle azioni per risolvere la questione ma è ancora presto delineare tutto perché la notizia è troppo fresca".












