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Coronavirus, rimasti senza lavoro i ragazzi di Nuovi Orizzonti la comunità di recupero dalle dipendenze: ''Se qualcuno crede in noi può aiutarci''

Sedici ragazzi dopo aver terminato il percorso all'interno della comunità 'Nuovi Orizzonti' hanno costruito un nuovo progetto di lavoro e reinserimento sociale. E' nata l'impresa Kaire che offre un servizio di catering. Ora, però, il coronavirus ha bloccato tutto e la situazione sta diventando difficile  

Di Giuseppe Fin - 01 April 2020 - 10:32

TRENTO. Il coronavirus blocca tutto. Blocca gli abbracci, gli incontri e le cene con gli amici, le fabbriche e i mercati. Ma cerca di bloccare anche la voglia di riscatto, di sognare e di guardare avanti per costruirsi una vita. Ed è quello che sta accadendo ai sedici ragazzi del centro Kaire. Ragazzi provenienti da disagio sociale e dipendenze che dopo aver terminato l'impegno all'interno della comunità 'Nuovi Orizzonti' hanno avviato un nuovo importante percorso, una strada che gli ha consentito di riprendere in mano le redini della propria vita, di costruirsi un futuro in autonomia.

 

Si sono rimboccati le maniche e assieme hanno creato un'impresa sociale, la Kaire Srl, attraverso la quale hanno messo a frutto le proprie passioni, la propria professionalità offrendo un servizio di catering che in poco tempo ha conquistato tutti.

 

“A questi ragazzi non serve solo la comunità ma serve anche un reinserimento, un'opportunità lavorativa per farli uscire da una situazione di marginalità” ci racconta Alessandra Cipollone, presidente di Kaire.

 

E se l'idea di un'impresa sociale di catering fu all'inizio solo un esperimento ora è diventata una colonna portante non solo perché consente ai ragazzi di vivere assieme e di pagare le bollette e alcune spese della loro attività ma anche perché offre a gran parte di loro uno stipendio e in alcuni casi un contratto a chiamata.

 

“Per loro è un'opportunità – spiega la presidente dell'impresa – che ha portato ad avere risultati molto importanti. Grazie a questo riescono a costruirsi un'autonomia ed è importante farlo attraverso il lavoro. In questo modo diventano protagonisti della loro vita mettendo a frutto le qualità e le abilità che hanno”.

 

I ragazzi lavorano in cucina, sono dei maitre di sala e con il passare del tempo sono riusciti a costruire un team molto bello e compatto che ha già ricevuto diversi riconoscimenti da diverse accademie culinarie del nostro Paese. Ora, però, nel mezzo di mille impegni già programmati per le prossime settimane e i prossimi mesi, a mettersi di traverso è arrivato il coronavirus.

 

Avevamo matrimoni, cresime e cerimonie di vario genere ma tutto si è fermato e ci troviamo ora in un difficile momento. Per alcuni ragazzi – spiega Cipollone - c'è certamente la cassa integrazione ma per tanti che hanno un contratto a chiamata, l'essere senza lavoro crea tante difficoltà. Alcuni si stanno pagando anche le scuole serali”.

 

La preoccupazione continua a salire perché al momento nessuno sa quale sarà la data nella quale si potrà riprendere l'attività.  “Ci preoccupa perché non sappiamo quando finirà. In tanti hanno spostato comunioni e cresime ad ottobre addirittura. Se fosse per un mese riusciremmo a farcela ma qui stiamo parlando di diversi mesi e siamo in difficoltà a trovare una soluzione”.

 

Una preoccupazione che spaventa giorno dopo giorno sempre di più.  “Abbiamo speranza nella provvidenza e confidiamo che qualcuno creda in noi e ci possa sostenere in un momento delicato" conclude la presidente. E' possibile aiutarli con un bonifico intestato a Kaire (IT80I08300434850000043375341).

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