Riparte l’estate dei rifugi, le Guide alpine avvertono: “Molte persone si rivolgono all’intelligenza artificiale o ai social”, ma la montagna “va affrontata in sicurezza”
Con l’avvio della stagione estiva, abbiamo interpellato le Guide Alpine di Cortina per sapere cosa ci si aspetta tra le Dolomiti bellunesi nella prima estate post Olimpiadi. Con l’occasione, il presidente ha ribadito alcuni consigli utili per chi vuole affrontare un’uscita in montagna, spesso invece sottovalutati da chi si affida esclusivamente ai social per pianificare le escursioni

CORTINA D’AMPEZZO. I rifugi riaprono e la stagione estiva prende il via, anche tra le Dolomiti bellunesi. “Purtroppo molte persone si rivolgono all’intelligenza artificiale o ai social per pianificare un’uscita in montagna, che vanno bene fino a un certo punto. Ci sono invece molti aspetti da tenere in considerazione per affrontarla in sicurezza”.
A parlare è Andrea Piccoliori, presidente delle Guide alpine di Cortina, contattato da Il Dolomiti per fare il punto in vista della ripresa dei flussi turistici nel territorio nella prima estate dopo i riflettori accesi dai Giochi olimpici. “Non sappiamo di preciso cosa aspettarci. Già da qualche anno - commenta - la stagione si è allungata e le prenotazioni partono numerose da subito. Dopo il periodo Covid infatti c’è stata un’importante ripresa, mentre ora c’è il fattore guerre che purtroppo è imprevedibile. Sicuramente però lo spirito olimpico farà il suo. In più una svolta importante è stato il riconoscimento Unesco: da quel momento sono cresciuti molto soprattutto i mercati stranieri”.
Non tutti i turisti, però, si rivolgono alle guide. “Purtroppo no - concorda - e certo gestirli tutti non sarebbe facile. Però il problema maggiore è rappresentato dall’affidamento quasi totale che molti fanno sulle informazioni online, che sono utili ma che non tengono in considerazione fattori come i cambiamenti repentini di condizioni meteorologiche. Bisogna essere pronti per affrontarli”.
Negli ultimi anni infatti anche la montagna estiva è molto cambiata a causa del cambiamento climatico. Quali consigli si sente di dare agli escursionisti in merito alla sicurezza e alla pianificazione delle uscite? “Anzitutto - risponde - leggere bene i bollettini meteo, quindi non solo guardare i simboli. Sulle Dolomiti il meteo classico è quasi sempre di sole al mattino, poi arrivano le nuvole e magari nel pomeriggio c’è il temporale. A volte però questi fenomeni si invertono, e ogni giorno è diverso dall’altro. Spesso i turisti sbagliano perché vedono il simbolo del sole e si limitano a quello: bisogna invece spendere i minuti necessari per leggere tutto ciò che il bollettino contiene”.
“Inoltre - aggiunge - è bene essere pronti ai cambi repentini, quindi avere sempre la giacca per la pioggia nello zaino. Una cosa che a noi era insegnata fin da piccoli, mentre ora molti la lasciano a casa se vedono che la mattina c’è il sole. Invece, l’uscita giusta è quella con lo zaino un po’ più grande del necessario e con addosso almeno due strati in più di quelli che effettivamente si useranno”.
La storia delle Guide Alpine di Cortina ha inizio nella seconda metà dell’800, quando Paul Grohmann, esploratore e fondatore del Club Alpino austriaco, soggiornò qui dal 1862 al 1865 e si affidò agli alpinisti della zona per esplorare le Dolomiti, dando avvio a molte storiche imprese. Ad oggi il gruppo è composto da 25 guide e 3 accompagnatori di media montagna: perché affidarsi a voi? “Perché si può pensare un po’ meno a tutte quelle accortezze di cui parlavo prima - conclude Piccoliori - e lasciare che ci pensi la guida, godendosi pienamente la vacanza. Inoltre la guida conosce anche la storia, la geologia, la flora e la fauna dei territori, perciò ti può dare qualcosa in più: è come andare in una città storica e farsi spiegare le sue peculiarità in maniera più approfondita e a 360 gradi”.












