Ancoraggi instabili: chiusa per sicurezza una delle ferrate più frequentate della zona. E il caldo ora mette in crisi anche i rifugi, l’acqua inizia a scarseggiare, l'allarme del Cai
Pietro de Faccio, presidente del Cai di Tolmezzo, descrive le cause che hanno portato alla chiusura della ferrata sul versante sud del monte Amariana, in Carnia. Intanto sale la preoccupazione per l'approvvigionamento dell'acqua nei rifugi

TOLMEZZO (UDINE). “Tutto è cominciato lo scorso sabato 27 giugno, quando abbiamo portato in cima al monte Amariana la statua della madonna che è stata completamente restaurata, è stato in quel momento che una guida ha notato alcuni fittoni della ferrata piuttosto instabili e per sicurezza si è deciso di chiuderla al pubblico”. Pietro de Faccio, presidente del Cai di Tolmezzo, descrive così le cause che hanno portato alla chiusura della ferrata sul versante sud del monte Amariana, in Carnia, che ora è soggetto a verifica da parte delle guide alpine. (QUI L'ARTICOLO)
Non è stato riscontrato un pericolo immediato ma è scattato il meccanismo di tutela – ha specificato de Faccio a il Dolomiti, e la ferrata rimarrà chiusa un paio di giorni per consentire l'intervento di ripristino da parte delle guide. L'episodio legato all'interdizione della ferrata Amariana si inserisce tuttavia in un quadro più ampio di problematiche con le quali il Cai di Tolmezzo si trova a fare i conti fare.
Se da un lato la montagna in questo periodo sta facendo registrare un'affluenza molto alta, dall'altro iniziano a palesarsi difficoltà sulle quali incide l'ondata di caldo, che non risparmia nemmeno i percorsi ad alta quota, e soprattutto le strutture ricettive.

“I problemi più grandi che stiamo riscontrando riguardano l'approvvigionamento d'acqua – spiega il presidente del Cai - che in alcuni rifugi inizia a venire a mancare, come nel caso del rifugio de Gasperi che è di nostra competenza. Al de Gasperi infatti l'acqua fa fatica ad arrivare, solitamente viene pompata da più a valle ma dalla scorsa settimana è stato necessario attivare un'altra sorgente. Inizia ad essere un problema verosimilmente anche in altre strutture”.
Non ci sono invece, fortunatamente, problemi attuali relativi alla manutenzione dei sentieri che complessivamente appaiono in buono stato un po' in tutti gli itinerari alpini della regione, complici anche le alte temperature e la scarsità di piogge dei giorni scorsi che arginano la rapida crescita della vegetazione.












