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Coronavirus, stop alle visite in molte case di riposo. Upipa: ''Se arriva il virus nelle nostre strutture siamo finiti'''

L'intervento di chiusura ai visitatori è stato adottato quest'oggi in numerose case di riposo presenti in Trentino. La presidente Upipa, Francesca Parolari: "Pronti ad opporci se dalla Pat arrivano disposizioni più morbide"

Di G.Fin - 05 marzo 2020 - 19:11

TRENTO. Vietato a familiari, visitatori, volontari, assistenze private e tirocinanti che non afferiscono a professioni sanitarie, di accedere alla strutture. Questo il messaggio che è arrivato quest'oggi da numerose case di riposo presenti nel nostro territorio e che hanno colto di sorpresa diversi cittadini che, ignari della decisione, sono rimasti fuori dagli enti impossibilitati di far visita ai propri famigliari.

 

A deciderlo è stata l'Upipa, l'Unione provinciale per Istituzioni per l'Assistenza che ieri sera ha inviato una nota a tutte le strutture affinché siano adottate misure molto rigide per evitare il contagio da coronavirus.

 

“Noi ci stiamo attenendo in modo ferreo al decreto che è uscito dal consiglio dei Ministri di mercoledì sera – ha spiegato la presidente provinciale di Upipa Francesca Parolari - e abbiamo dato indicazione alle strutture che sono presenti sul nostro territorio di chiudere ai visitatori”.

 

Una misura più che comprensibile data la tipologia di persone che sono presenti delle strutture di assistenza trentine. Perlopiù anziani o con patologie complesse che rientrano tra i pazienti a rischio in caso vi sia una infezione da coronavirus.

 

“Abbiamo condiviso questa decisione – ha spiegato Parolari – con l'azienda sanitaria con la quale siamo sempre in contatto. Valutando anche eventuali deroghe”. Casi eccezionali per i quali consentire l'entrata nelle struttura di famigliari. “Siamo stati molto chiari – ha chiarito la presente dell'Upipa – le deroghe possono essere solo eccezionali come nel caso di un ospite morente”.

 

Da parte di Upipa si è atteso in questi giorni qualche indicazione da parte della Provincia ma non ci sono stati provvedimenti inerenti le Case di Riposo.

 

“Ci è giunta notizia – continua Parolari – che la Provincia è orientata a dare disposizioni più morbide rispetto il decreto nei confronti delle Rsa trentine. Nel caso avvenga noi siamo assolutamente contrari. Siamo convinti che la misura della chiusura vada a tutela del nostro personale e dei nostri ospiti. Chiudono le scuole e lasciamo aperte le case di riposo? Se il virus entra nelle nostre strutture siamo finiti”.

 

Se alcuni cittadini hanno criticato la decisione di chiudere le visite molti altri hanno invece compreso l'emergenza che si sta affrontando. “Non stiamo interrompendo alcun servizio – ha concluso Parolari – ma tuteliamo delle persone. Dalle famiglie abbiamo avuto molti messaggi di comprensione”.

 

A sottolineare l'importanza di stabilire linee rigide anche per le case di riposo è Renzo Dori presidente della Consulta provinciale per la salute e dell'Associazione Alzheimer di Trento. “In certe strutture – ha spiegato Dori – vi è un'alta concentrazione di complessità clinica e i provvedimenti adottati fino ad oggi hanno perlopiù lasciato in ombra questo settore. Servivano misure ad hoc già quindici giorni fa”. 

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