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Coronavirus sul lago di Garda: 7 comuni coinvolti ma la situazione è sotto controllo. Gravi danni al settore turistico

I contagi nella zona del lago di Garda sono in aumento anche se  fortunatamente il numero di persone coinvolte resta limitato, le autorità: “Situazione sotto controllo”. La paura del coronavirus però fa calare le prenotazioni in tutta la zona gardesana mettendo a rischio l’apertura di stagione

Di Tiziano Grottolo - 06 marzo 2020 - 12:00

LAGO DI GARDA. “La situazione è sotto controllo”, questo il messaggio delle autorità locali che si stanno impegnando al massimo per contrastare il diffondersi del coronavirus che però, nonostante l’impegno profuso, continua ad espandersi.

 

Se la sponda trentina, almeno per il momento, è stata risparmiata lo stesso non si può dire delle località venete e lombarde. Spesso si tratta di singoli casi, fatto sta che il coronavirus è arrivato anche sulle sponde del lago di Garda. In provincia di Brescia sono stati toccati i comuni di: Gardone Riviera, Moniga, Puegnago sul Garda, Padenghe (l’unico con 2 casi) Lonato e Sirmione. In quest’ultima amministrazione la persona trovata positiva è l’ex sindaco, oggi assessore della Regione Lombardia, Alessandro Mattinzoli. Per quanto riguarda la sponda veneta invece c’è un singolo comune ad aver registrato un caso di contagio ed è quello di Castelnuovo del Garda.

 

Se però si allarga il focus all’entroterra la situazione peggiora sia per comuni coinvolti che per numero di contagi, per la Lombardia troviamo: Gardone Val Trompia, Sarezzo, Villa Carcina, Concesio, Gussago, Collebeato, Nave, Brescia Botticino, Gavardo, Rezzato, Bedizzole e Calcinato Montichiari. Mentre in Veneto proprio negli ultimi giorni si sono aggiunti: Sona, San Pietro in Cariano, Fumane Sant’Anna d’alfaedo, San Vito di Negrar, Grezzana e Verona. Anche in questa zona i contagi sono limitati a un ristretto numero di persone.

 

Più del coronavirus però, spaventa il calo del numero delle prenotazioni e le innumerevoli disdette arrivate in questi giorni. La Fondazione Think Tank Nord Est ha fotografato la situazione, evidenziando i territori più esposti alla crisi, fra i più penalizzati ci sono ovviamente quelle località che affidano la propria economia prevalentemente al settore turistico. Secondo i calcoli della fondazione il comune maggiormente danneggiato sarà quello di Malcesine seguito dalle altre località gardesane come Brenzone sul Garda, Garda, Torri del Benaco, Bardolino e Lazise. Stesso discorso per quanto riguarda la sponda lombarda: anche qui si registra una flessione delle prenotazioni che stanno mettendo a rischio l’apertura di stagione prevista per il ponte di Pasqua.

 

In Trentino a confermare il trend negativo sono arrivati i dati rilevati dall’Associazione albergatori ed imprese turistiche della Provincia di Trento (Asat) che parlano di un calo di oltre 1 milione di presenze registrato nei mesi di marzo e aprile. Ciò si traduce in una diminuzione di circa il 60% delle presenze rispetto lo scorso anno per una perdita stimata di quasi 140milioni di euro (QUI articolo).

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