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Il Coronavirus strangola il turismo: in due mesi bruciati 140 milioni di euro, a Trento le prenotazioni calano del 90%

Numeri drammatici quelli registrati dall’associazione degli albergatori: fra marzo e aprile le presenze calano di 1 milione (-60%), mentre i tour operator stranieri voltano le spalle al Trentino, Asat: “Sospesi o annullati contratti commerciali già in essere”

Di Tiziano Grottolo - 04 marzo 2020 - 20:24

TRENTO. Ormai è chiaro e anche i dati ufficiali confermano il trend negativo: il coronavirus sta danneggiando pesantemente l’economia trentina (QUI articolo). Fra i settori maggiormente esposti c’è quello del turismo dove i dati forniti dall’Associazione albergatori ed imprese turistiche della Provincia di Trento (Asat) parlano di un calo di oltre 1 milione di presenze registrato nei mesi di marzo e aprile. Ciò si traduce in una diminuzione di circa il 60% delle presenze rispetto lo scorso anno per una perdita stimata di quasi 140milioni di euro.

 

Asat però guarda con preoccupazione anche all’ormai prossima apertura stagionale che coincide con il ponte di Pasqua e a quella estiva, in particolare sul lago di Garda, e sugli altri laghi trentini. Numerosi eventi di carattere congressuale e culturale sono stati cancellati ed è molto probabile che perfino l’apertura di molti alberghi venga posticipata, considerando l’importante calo delle prenotazioni e alle cancellazioni comunicate da molti i tour operator. Nella città di Trento gli albergatori segnalano un calo delle presenze e delle prenotazioni di quasi il 90%.

 

Ma c’è di peggio, secondo i calcoli di Asat le prime crepe si iniziano a intravedere anche sulla stagione invernale con la sospensione o l’annullamento di contratti commerciali già in essere, soprattutto con i Tour Operator stranieri. Nonostante la situazione difficile, fa notare Asat, gli albergatori e tutti gli operatori turistici si stanno adoperando per garantire la miglior qualità dei servizi e per dare risposte ai turisti che intendono confermare la loro presenza in Trentino. Poche ad oggi le strutture che hanno chiuso anche se probabilmente da metà marzo il loro numero è destinato ad aumentare.

 

 

“La nostra Associazione – spiega il presidente di Asat Giovanni Battaiola – si è immediatamente attivata sia in sede locale sia in sede nazionale tramite Federalberghi per far fronte alla crisi che si prospetta per il settore, correlata, appunto, al diffondersi del virus Covid-19. Nei giorni scorsi – ricorda – le parti sociali, sindacati e associazioni datoriali, si sono riunite ed hanno concordato l’attivazione del fondo di solidarietà per tutelare innanzitutto i lavoratori del settore e per consentire la continuazione dell’attività”.

 

In particolare, tutte le aziende del settore turistico del Trentino potranno accedere da subito al fondo di solidarietà per far fronte al calo di attività, servizi e prenotazioni del mercato a seguito dell’emergenza Coronavirus. “Da parte nostra – continua Battaiola – abbiamo comunicato prontamente le modalità d’accesso a tutte le imprese interessate, in maniera che possano ‘sospendere’ i dipendenti attivi, ma non ‘utilizzati’ a causa dell’importante diminuzione del carico di lavoro, fino alla fine della stagione”.

 

Ora la palla dovrebbe passare alla politica che però si perde nella melina con il Governo, se Asat valuta positivamente la costituzione del Tavolo di crisi per il settore del turismo, dall’altro andrebbe evidenziato come le risposte fornite dagli assessori competenti durante i question time (di ieri martedì 3 febbraio) siano state piuttosto evasive. Perché al di là dell’attivazione del fondo di solidarietà (che già era disponibile), di un progetto che dovrebbe coinvolgere il sistema del credito locale (che si è fatto avanti per primo) e della così detta “manovra anticrisi” che per il momento è tutta sulla carta, o meglio è ancora confinata ai piani astratti della Giunta, all’orizzonte non sembrano esserci provvedimenti drastici in grado di invertire la rotta.

 

L’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli ha affermato: “La Giunta sta monitorando gli effetti del corona virus anche sul sistema economico – aggiungendo – altro obiettivo è quello di accedere agli interventi nazionali”.  A chi chiedeva all’assessore al turismo Roberto Failoni quali siano le “misure urgenti che la Giunta intende mettere in campo”,  l'assessore ha replicato che: “La Giunta sta valutando l'impatto sul sistema economico, c’è la volontà di coinvolgere il sistema del credito locale – e si aspetta – di accedere alle misure e risorse che verranno messe a disposizione delle regioni”. Visto che le valutazioni sono arrivate dalle stesse associazioni di categoria, gli imprenditori sono stati incontrati, c'è da sperare che  la Giunta incominci di metterci del proprio, anziché attendere direttive e soldi da Roma.

 

Su scala nazionale, Federalberghi si è attivata proponendo la programmazione di azioni promozionali e di campagne di comunicazione in vista della fase successiva all’emergenza, la costituzione di una task force specializzata nella comunicazione in situazioni di crisi, richiedendo la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti di imposte dirette e indirette, dei contributi previdenziali e assistenziali, premi assicurativi e la sospensione dei termini relativi al pagamento delle rate dei mutui, così come la sospensione dell’applicazione dell’imposta di soggiorno, l’accesso al fondo di integrazione salariale per tutte le aziende, anche per i lavoratori a tempo determinato.

 

Asat a sua volta ha presentato questo tipo di richieste alla Giunta provinciale con una sottolineatura particolare relativamente alle imposte di carattere locale. La Giunta leghista – ancora una volta – si è impegnata a “valutarne la fattibilità e l’impatto economico”. Il tempo però stringe e fra un “valuteremo” e un ci “impegneremo” lo spettro della recessione si fa sempre più concreto, ogni giorno che si perde a temporeggiare sarà un giorno in più di crisi che pagheranno i trentini. Questo è il momento di trovare delle soluzioni drastiche in grado di affrontare le sfide che l’emergenza da coronavirus impone.

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