Caro materiali, edilizia in ginocchio: "Tanti cantieri in bilico, la crisi rischia di sfuggire di mano: da soli non possiamo reggere"
Torna l’allarme degli imprenditori bellunesi sul caro materiali. A intervenire è Ance Belluno, che rileva come i rincari nell’edilizia rischino di rallentare i cantieri, incrementare il contenzioso e rendere difficile il rispetto dei cronoprogrammi. Da qui la lettera inviata alle stazioni appaltanti per lanciare un appello urgente ad agire ed evitare irrimediabili perdite alle imprese

BELLUNO. Torna l’allarme degli imprenditori bellunesi sul caro materiali. “Il comparto è in ginocchio. Soprattutto in un contesto alpino dove i trasporti su strada sono l'unica alternativa per raggiungere i cantieri, l’esplosione dei costi pesa di più che in pianura. Asfaltature e manutenzioni stradali poi, capillarmente diffuse su un territorio con centinaia di chilometri di strade, sono tra le lavorazioni più esposte. E la stagione delle asfaltature è alle porte”.
A intervenire è nuovamente Paolo De Cian, presidente Ance Belluno (Associazione nazionale costruttori edili), che rileva una situazione ormai al limite per le realtà produttive del territorio.
L’occasione è l’invio di una lettera alle stazioni appaltanti della provincia per lanciare un appello urgente a enti e istituzioni su un quadro definito in rapidissima evoluzione. “In poche settimane - nota De Cian - lo scenario è radicalmente cambiato e i costi sono esplosi. La criticità attuale riguarda in particolare i contratti in essere. I conti non tornano, perché gli stessi materiali sui quali avevamo formulato le nostre offerte mesi, se non anni, fa sono aumentati dal 20 al 50%. Siamo ben oltre il rischio d’impresa e ci sono già tanti cantieri in bilico”.
Supporto arriva anche da Confindustria Belluno Dolomiti. “Serve un salvagente istituzionale - ribadisce la presidente Lorraine Berton - perché la rapidità di questa crisi rischia di sfuggire di mano. La politica si deve responsabilizzare e muoversi con tempestività: la recessione si può evitare solo se si sostengono gli assi portanti delle filiere economiche”.
Negli ultimi mesi, infatti, Ance Belluno fa notare che il prezzo del Brent (punto di riferimento per il petrolio greggio) è schizzato di oltre il 40-50%, il gas naturale ad Amsterdam ha segnato picchi di quasi il 40%, il gasolio industriale è passato da 1,37 a 1,76 euro al litro in poche settimane, in più il prodotto raffinato di riferimento per il gasolio, il cosiddetto Platts, ha raddoppiato il proprio valore: da 55 centesimi a oltre un euro al litro. Né mancano i materiali: il bitume ha subito incrementi fino al 56% (da circa 410 a 638 euro a tonnellata), il ferro e le barre d'acciaio hanno registrato aumenti fino al 20%, mentre tubazioni in Pvc, plastiche e materiali in Pead sono quotati dai fornitori con riserva di aggiornamento prezzi: insomma, anche il listino del giorno non è più una garanzia.
Una situazione portata alla luce da De Cian già poche settimane fa (qui l’articolo), quando l’associazione denunciava le molteplici sfide affrontate dal settore, ma ora il limite sembra raggiunto. “In tale contesto - prosegue - si muove buona parte dei contratti pubblici in corso, stipulata quando il bitume costava 400 euro a tonnellata e il gasolio 1,37 euro al litro. Questo significa che è stata superata la soglia di sostenibilità”.
Da qui la lettera inviata alle stazioni appaltanti bellunesi per mettere in guardia dal rischio concreto di rallentamenti nei cantieri, incremento del contenzioso e difficoltà nel rispetto dei cronoprogrammi - tra cui, va ricordato, l’imminente e non negoziabile scadenza del Pnrr. Tre i livelli di intervento prospettati: una valutazione tempestiva delle segnalazioni che le imprese stanno presentando nella convinzione che ritardare equivalga ad aggravare i danni, la promozione di tavoli tecnici territoriali per gestire in modo coordinato le criticità, evitando che ogni cantiere diventi un caso isolato da gestire attraverso il contenzioso, e l’eventuale attivazione di percorsi concreti di rinegoziazione e riequilibrio contrattuale, strumenti peraltro già previsti a livello normativo.
“Siamo di fronte a una situazione eccezionale - conclude il presidente - che nasce da eventi internazionali imprevedibili. Noi siamo disponibili al confronto: ogni settimana di inerzia equivale a una perdita secca per tutte le nostre imprese ed è un impatto che da soli non possiamo reggere”.












