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Belluno
01 aprile | 06:43

“Cantieri sotto pressione come ai tempi del Covid”, tra prezzi alle stelle e ritardi nei pagamenti i costruttori chiedono ristori e programmazione

In occasione della conferma a presidente del Consiglio di Ance Belluno, Paolo De Cian fa il punto sulla situazione di difficoltà per le imprese di costruzioni della provincia e sulle sfide per il futuro. Si punta in particolare alla valorizzazione delle imprese locali per le opere post-olimpiche e gli interventi contro il dissesto idrogeologico

BELLUNO. “Viviamo giorni e settimane nuovamente difficili, con la filiera delle costruzioni travolta da una nuova fiammata dei prezzi dei materiali. Solo l’incremento dei costi energetici può determinare un aumento del costo delle lavorazioni fino al 4%, che può arrivare a circa il 9% e oltre”.

 

Così Paolo De Cian, titolare di Edilcostruzioni srl e appena rieletto alla presidenza di Ance Belluno, delinea il quadro di uno dei settori trainanti per l'economia non solo locale. A confermarlo anche Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti che, nel salutare il nuovo Consiglio, sottolinea come “il settore delle costruzioni sia cruciale per lo sviluppo sostenibile del Paese e della nostra montagna. Abbiamo davanti sfide cruciali e condivise: ai nodi strutturali ora si affiancano le nuove emergenze causate dal conflitto in Medio Oriente per le quali dobbiamo mobilitarci tutti insieme”.

 

Nei giorni scorsi, l’Associazione nazionale costruttori edili aveva già ribadito la necessità che il governo intervenga su tre temi: assicurare pagamenti tempestivi alle imprese, sia quelli ordinari sia quelli straordinari per il caro materiali, garantire una programmazione pluriennale certa degli investimenti infrastrutturali per il dopo Pnrr, e proseguire nella semplificazione delle procedure a monte e accelerazione dei cantieri. Il ritardo nei pagamenti alle imprese, infatti, combinato con i mancati ristori per il caro materiali (mancano ancora oltre 2 miliardi di euro per lavori eseguiti da più di un anno) e i rincari sui prezzi, avrà un impatto notevole sul settore. Nella prima metà di marzo, con il prezzo del petrolio cresciuto di oltre il 30% e quello di gasolio e gas naturale rispettivamente del 46% e del 55%, Ance segnala aumenti per materiali come il bitume fino al 50%, con un impatto diretto sui costi delle opere: una pavimentazione stradale, ad esempio, costa circa il 25% in più rispetto a un mese fa.

 

Temi trasversali a più settori, in realtà. Solo pochi giorni fa erano intervenuti anche gli autotrasportatori della provincia, denunciando la necessità di risposte per il caro gasolio che sta mettendo in ginocchio le oltre 180 imprese bellunesi coinvolte (qui l’articolo). “Servono decisioni coraggiose a livello comunitario, come la temporanea sospensione del Patto di stabilità e l’applicazione delle clausole di salvaguardia, già vista in altre situazioni di difficoltà, per garantire agli Stati la possibilità di rapido ed efficace intervento” aveva commentato il presidente del settore Daniele De Bona.

 

“I cantieri - aggiunge ora De Cian - tornano sotto pressione come ai tempi dei Covid e delle fasi iniziali della guerra in Ucraina. Per questo serve attivare subito a tutti i livelli misure di salvaguardia, anche a livello fiscale”. Sullo sfondo il nuovo Codice degli appalti, che ha reintrodotto l’istituto della revisione dei prezzi, giudicato da De Cian “uno strumento indispensabile a tutela di aziende e stazioni appaltanti nel mantenere un equilibrio contrattuale”.

 

Oltre a ciò, saranno diversi i temi con cui si confronterà il nuovo Consiglio Ance Belluno, a partire dall’adeguamento dei prezzari regionali fino ai temi della sicurezza sul lavoro e della formazione, con la valorizzazione del Centro formazione e sicurezza e della Scuola edile. “Quest’ultima, in particolare - commenta - resta punto di riferimento per studenti da tutto il Veneto: dobbiamo renderla sempre più attrattiva anche studiando nuove formule di alloggio e ospitalità”.

 

Alta, infine, l’attenzione per le opere. “Il contributo delle nostre imprese è stato fondamentale per il successo delle Olimpiadi, ora tocca a noi vigilare sulla legacy olimpica e garantire la massima operatività. Chiediamo quindi nuovamente tempi certi e massimo coinvolgimento nella realizzazione della variante di Longarone, prioritaria per l’intera montagna (qui i tempi), così come abbiamo accolto con entusiasmo l’annuncio dell’attenzione riservata alle opere per la prevenzione del dissesto idrogeologico da parte della Giunta regionale, che va incontro alle necessità di tutela di un territorio montano molto fragile”, conclude.

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