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Coronavirus, una mazzata per bar e ristoranti ma c'è chi rilancia. 'Il Posto di Ste': ''Apriremo dalle 10 alle 16, sabato e domenica punteremo sui brunch''

Le nuove regole contenute nell'ultimo Dpcm firmato dal presidente Conte prevedono la chiusura dei bar e ristoranti alle 18. Accanto alla indignazione di molti c'è anche chi, come Stefano Bertoni, decide di "trasformare i limiti in opportunità''

Di G. Fin - 26 ottobre 2020 - 12:23

TRENTO. L'atmosfera che si respira a Trento tra baristi e ristoratori è triste ma anche confusa. Non si conoscono al momento le regole che Fugatti ha intenzione di mettere in campo con la nuova ordinanza che dovrebbe arriva oggi ma allo stesso tempo per molti, la chiusura alle 18, come previsto nell'ultimo Dpcm, potrebbe portare all'ennesima mazzata.

 

“Dobbiamo evitare un nuovo lockdown, ritrovarci a scegliere tra salute ed economia” aveva spiegato ieri il premier Giuseppe Conte, pesando bene le parole prima di illustrare il nuovo Dpcm. Le nuove regole che prevedono la chiusura serale anticipata per bar e ristoranti cercando di inseguire un virus che va veloce. Nuove regole che hanno fatto crescere una forte indignazione in diverse zone del Paese.

 

C'è chi prova rabbia, chi è spaventato, preoccupato del futuro, chi si è seduto su una sedia a guadare il nulla pensando a come fare per andare avanti. Ma c'è anche chi ha deciso di non fermarsi e di rilanciare. Di non abbattersi e “trasformare i limiti in opportunità”. Ha usato proprio queste parole Stefano Bertoni che con il suo locale 'Il posto di Ste' è riuscito a stregare i palati di centinaia di trentini estasiando anche il ‘Gambero Rosso’ che lo ha messo tra i migliori posti ‘gourmettari’ d’Italia.

 

Lo abbiamo incontrato. A ventiquattro ore dalla firma del Dpcm è seduto fuori dal suo locale in via Malpaga, una laterale che collega via Oriala con via Diaz. Mascherina in viso e tanta voglia di andare avanti.

 

“Troppo spesso quando ci troviamo difronte a dei limiti invece di pensare come superarli – ci dice – cerchiamo sempre qualcuno a cui dare la colpa. Io di natura sono una persona sempre molto positiva e cerco sempre di lavorare al meglio” da qui la decisione di “trasformare i limiti in opportunità”. Una frase, questa, che Stefano, racconta con un post su Facebook, vedeva in passato su un cartello quando si recava al lavoro e che ora ha deciso di applicare. “Visto le regole che ci sono con il nuovo Dpcm ho deciso di rimodulare trasformando il ristorante in una osteria diurna”.

 

Ecco allora che gli orari de “Il Posto di Ste” sono cambiati. Non più dalle 11 alle 15 e dalle 18 alle 23. “Ho deciso che farò dalle 10 alle 16, sette giorni su sette, con la possibilità di allungare il pranzo per chi magari si prende tardi ma apriremo anche il fine settimana. Oltre a questo organizzerò il brunch del sabato e della domenica” ci dice con grinta. Un'occasione, insomma, per cambiare, una forma di resilienza che porta novità e ad andare avanti. “Chissà – ci dice – magari arriveranno anche nuove persone. Di certo non sarà il Covid a mettermi in difficoltà”.

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