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Dallapiccola: ''M49, come Papillon, isolato nel bunker per tre mesi? Ecco perché non hanno permesso a Coppola di accedere alla struttura''

L'ex assessore competente analizza la situazione venutasi a creare dopo che Fugatti e la Giunta leghista sono riusciti a farsi scappare per la seconda volta l'orso dal Casteller. ''Mi risulta che anche la castrazione è solo chimica, non è stata fatta l'orchiectomia. Fugatti si cosparga il capo di cenere e chieda aiuto al ministro e cerchi soluzioni internazionali''

Di Luca Pianesi - 28 luglio 2020 - 10:40

TRENTO. ''Forse ho capito perché alla consigliera provinciale Coppola non hanno permesso di andare a vedere M49 tenuto in cattività al Casteller. Mi risulta che fino a pochissimi giorni fa sia stato tenuto in isolamento in quello che viene definito il bunker della struttura e che solo da pochi giorni era stato fatto uscire. E guardando le foto direi che l'orso è scappato da un punto del tutto simile alla volta scorsa da dove era riuscito a fuggire. Ora più che rincorrere Papillon, io consiglierei a Fugatti e alla sua Giunta di rincorrere soluzioni nazionali e internazionali. La figura che hanno fatto fare al Trentino è terribile e adesso come possono pensare anche solo di torcergli un pelo a questo animale con il mondo che osserva e tifa per lui?''. L'ex assessore provinciale competente Michele Dallapiccola anche in consiglio provinciale è stato molto duro con l'amministrazione leghista che, due anni fa, dopo anni di campagna elettorale fatta sulla pelle dei ''grandi carnivori'' era stata eletta al grido di ''basta orsi'' (e ''basta lupi'') e al momento sta passando alla storia per essere quella che è riuscita a farsi scappare due volte l'unico esemplare catturato.

 

 

Un orso che ieri in consiglio provinciale è stato definito ''pericoloso'' dal presidente della Lega Savoi che ha aggiunto: ''Deve essere catturato e abbattuto perché questo è il parere dei trentini e perché la pericolosità di quest’orso è dimostrata”. Un intervento che, ancora una volta, ha dimostrato la confusione nella quale vive la maggioranza leghista per quanto riguarda il tema dei grandi carnivori visto che l'animale era sì il record-bear per danni (comunque risibili, poche migliaia di euro all'anno risarcibili senza alcuna difficoltà) ma non ha mai dimostrato aggressività nei confronti dell'uomo.

 

''Errare è umano ma perseverare è diabolico - spiega a il Dolomiti Dallapiccola -. Guardando le foto l'orso è scappato praticamente dallo stesso punto dell'altra volta e non sembra proprio che fosse stato fatto qualcosa per aumentare le misure di sicurezza. Anzi. L'orso questa volta non ha dovuto nemmeno arrampicarsi. Ha semplicemente agito con forza sul recinto che è arrugginito, è fermo a 15 anni fa, il cemento si è sgretolato e i tondini si sono allentati. Dunque dopo che è stato preso non si è fatto nulla per aumentare la sicurezza. Poi ci hanno detto che lo hanno sterilizzato: a me risulta che non è stata fatta l'orchiectomia ma hanno agito con la castrazione chimica. Il ché vuol dire che senza le punture di richiamo tornerà normale. Adesso per un po' di tempo aggressività e istinto saranno sedati ma anche in questo tipo di azione non hanno avuto il coraggio di fare quello che avevano detto avrebbero fatto''.

 

E poi c'è la vicenda del bunker. Proprio come il vero Papillon, che dopo la prima fuga, finisce per anni isolamento per cercare di fiaccarlo nello spirito e nel fisico, anche M49 una volta ripreso a fine aprile, dopo la prima fuga del luglio dell'anno scorso, sarebbe stato chiuso per tre mesi in una prigione di poche decine di metri quadri (quella indicata dalla freccia rossa, qui sopra, cosa in parte confermata anche dal tecnico della Pat Masè in conferenza stampa). E così, passati pochi giorni, l'animale ritrovandosi nello stesso punto dell'altra volta ha pensato bene di fare quello che aveva già fatto: fuggire, seppur in un modo diverso. La situazione, oggi, è diversa perché l'animale è radiocollarato.

 

 

''Ma qual è il piano? - chiede Dallapiccola - prenderlo per rimetterlo nel bunker nuovamente? Bene, questa volta non ci sarà solo la consigliera Coppola a chiedere di poter visitare l'orso, in quel caso, ma ci saranno gli avvocati del ministro, delle associazioni, politici di ogni livello. Questa Giunta ha infilato il Trentino in un cul-de-sac senza precedenti. Avrebbero dovuto gestire la cosa con la massima trasparenza possibile, far entrare gli etologi del Muse, aprirsi agli esperti nazionali e internazionali, avviare studi e indagini e invece la linea tenuta da questa amministrazione è sempre stata quella di nascondere tutto il possibile. Si sono lasciati soli i nostri forestali, quelle figure, va ricordato, nelle quali questi stessi amministratori non credevano quando erano all'opposizione e dicevano che il ritorno del lupo in provincia era una 'storiella' o mettevano in dubbio i risultati sulle predazioni e i processi di risarcimento''.

 

''Da quanto mi risulta M49 è l'unico orso del Trentino radiocollarato - aggiunge il consigliere del Patt - nella mia legislatura ne erano stati radiocollarati cinque. Da quel che mi risulta, poi, la Provincia oggi conta in totale su tre radiocollari, perché si è azzerato qualsiasi progetto di gestione del fenomeno, di studio, di valorizzazione. Non c'è più informazione, formazione, tutto è affidato al caso e M49 lo sta drammaticamente dimostrando. Non si governa nulla con gli spot, non si risolve niente nascondendo le cose. Ora più che rincorrere M49, che è tornato in natura in un momento di buona disponibilità di cibo e quindi potrebbe tranquillamente essere lasciato dov'è, consiglio all'amministrazione di rincorrere soluzioni con il ministero e organi internazionali. Fugatti si cosparga il capo di cenere e chieda aiuto al ministro Costa, magari riaprendo quei canali di relazioni con Paesi come la Slovenia, con i quali avevamo ottime relazioni, per pensare a eventuali spostamenti dell'animale. Eviterei di riprenderlo e riportarlo al Casteller. Alla fine non c'è due senza tre''. 

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