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| 30 ago 2020 | 19:44

Fango e ghiaia travolgono la teleferica del rifugio Pradidali: “Ora per i rifornimenti sarà un problema”

Una colata di fango, ghiaia e massi ha travolto la stazione a valle della teleferica di servizio del rifugio Pradidali, provocando danni ingenti. Il gestore: “Sapevamo che sarebbe stata una stagione difficile ma questa pioggia ci ha dato il colpo di grazia”

Fango e ghiaia travolgono la teleferica del rifugio Pradidali: “Ora per i rifornimenti sarà un problema”
di Tiziano Grottolo

PRIMIERO SAN MARTINO DI CASTROZZA. Il maltempo sta provocando danni il tutto il Trentino-Alto Adige con esondazioni e smottamenti. Nel pomeriggio di oggi, 30 agosto, una colata di fango, ghiaia e massi ha travolto la stazione a valle della teleferica di servizio del rifugio Pradidali.

 

“Lo smottamento – spiega Duilio Boninsegna, guida alpina che assieme alla sua famiglia gestisce il rifugio – ha distrutto anche la passerella in legno che avevamo costruito per raggiungere la teleferica. È stata una conseguenza di una frana caduta intorno alla fine di maggio”. Una frana piombata a valle dal Cimerlo, parte della Pale di San Martino.

 


 

“Questa mattina la situazione non era così. Nelle scorse settimane avevamo fatto anche dei lavori per sistemare i danni della frana poi però è arrivato questo fiume di ghiaia e materiale di riporto che l’acqua ha fatto slittare a valle. Verso di noi”. Ore per il rifugio sarà un problema con i rifornimenti: “Grazie alla teleferica riuscivamo a portare molto materiale, il rifugio è aperto e non ha subito danni ma ora sarà tutto più complicato”.

 


 

Così tanta acqua nemmeno Boninsegna se la ricorda, forse l’unico esempio paragonabile fu la tempesta Vaia del novembre 2018: “Per fortuna non c’è stato lo stesso vento ma forse in quest’occasione è persino caduta più acqua, concentrata in meno tempo. Sapevamo che sarebbe stata una stagione difficile al Pradidali – afferma Boninsegna – ma questa pioggia ci ha dato il colpo di grazia”. Grazie alla grinta che contraddistingua chi vive e lavoro in montagna la guida alpina però non si è persa d’animo e promette: “Faremo di tutto per arrivare almeno al 20 settembre”.

 



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