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Femminicidi, Claudio Cia: ''L'aborto è la prima causa. Anche l'utero in affitto è violenza sulla donna''

Il capogruppo di Agire spiega : "Dal '78 ad oggi abbiamo avuto più di 6 milioni di aborti, ovviamente non mi permetto di giudicare, però non posso tacere sul fatto che in quei 6 milioni, non c'erano solo bambini di sesso maschile ma anche di sesso femminile. Anche in questo caso è femminicidio”

Di Giuseppe Fin - 01 December 2020 - 15:57

TRENTO. L'aborto è la prima causa di femminicidio al mondo”. A sostenerlo è stato il consigliere di Agire, Claudio Cia, presidente della Quarta commissione, durante la discussione sul ddl 48 dell’ex consigliere Paolo Ghezzi e di Lucia Coppola (Futura) che ha come obiettivo l’introduzione dell’assegno di autodeterminazione e l’acceso agli alloggi Itea per le donne che hanno subito violenza.

 

Durante la seduta di oggi c'era l'audizione, fra le altre, del Centro studi di genere, Alfid, Atas, Centro antiviolenza e Coordinamento donne, che hanno espresso un giudizio positivo sul testo del ddl che consente di mettere in campo strumenti importanti, che permette di allineare il concetto di violenza con quello della Convenzione di Istanbul, così come la garanzia che le donne straniere possano avere dei mediatori culturali, scelta che dimostra attenzione alle maggiori fragilità.

 

Claudio Cia, d’accordo sul fatto che la violenza contro le donne sia un crimine contro l’umanità, ha aggiunto che la prima causa di femminicidio al mondo è l’aborto ed ha ribadito che l’interruzione di gravidanza è una condizione di vulnerabilità. “La violenza contro la donna per essere definita tale non ha la necessità di aspettare un funerale” ha spiegato a ildolomiti.it Claudio Cia spiegando che quando si va a colpire un essere umano, a prescindere da chi sia, si va a colpire l'umanità.

 

Durante l'audizione, tra le domande di due consiglieri alle associazioni vi è stata quella per chiedere se si era a conoscenza di altre condizioni, magari poco conosciute, che in qualche modo esponevano la donna a subire violenza.

 

“I vari soggetti uditi hanno detto la loro – ha spiegato Cia – ed io ho fatto la mia considerazione. Nel rispetto della visione di tutti, ovviamente, ho detto che se c'è una causa di femminicidio nel mondo è l'aborto. In alcuni casi può accadere che la donna lo faccia per questioni economiche ma il solo fatto di dover rinunciare alla maternità è una violenza. Non serve vedere un viso pieno di ecchimosi o un corpo straziato”.

 

Nel suo ragionamento, il consigliere Cia spiega che “Dal '78 ad oggi abbiamo avuto più di 6 milioni di aborti, ovviamente non mi permetto di giudicare, però non posso tacere sul fatto che in quei 6 milioni, non c'erano solo bambini di sesso maschile ma anche di sesso femminile. Anche in questo caso è femminicidio”. Per Cia quando si parla di femminicidio si deve considerare anche questo aspetto perché in caso contrario si è “ipocriti”.

 

Ma c'è poi l'utero in affitto. In Italia la legge 40 ha esplicitamente vietato la maternità surrogata e praticarla nel nostro Paese è un reato. Nessuno tuttavia può impedire agli italiani di recarsi all’estero e di ottenere un figlio in questo modo. Per il consigliere provinciale Claudio Cia, anche così “Uccidi la dignità di una donna”. “La si può uccidere in tanti modi – spiega – anche usandola come incubatrice, sfruttando la sua povertà, la sua disperazione, per poter poi vendere il 'prodotto' e questo è un crimine”.

 

Per il consigliere di Agire sono fondamentali le politiche che accompagnano la donna nel prendersi cura del proprio bambino o della propria bambina. “Abbiamo bisogno di politiche che consentano alla mamma di stare accanto a suo figlio per i primi tre anni di vita senza perdere opportunità di lavoro. In Italia abbiamo la legge 104 che consente di assistere i propri famigliari anziani in certe situazioni per due anni consecutivi. E' giusto ma lo sarebbe ancora di più dare la stessa attenzione quando si mette alla luce un figlio”.

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