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Individuato l'infetto da cui è nato il “focolaio della Val Badia”: è un 24enne, denunciato assieme ai genitori per il reato di epidemia colposa

E' stato individuato dai carabinieri il giovane di 24 anni responsabile della messa in quarantena di 34 persone in Val Badia. Assieme ai genitori, recatisi al lavoro nonostante l'ordine di permanere in casa dopo il tampone positivo del figlio, è stato denunciato per il reato di epidemia colposa. Era stato, positivo e senza mascherina, in diverse feste e incontri nella valle

Pubblicato il - 18 July 2020 - 17:29

BADIA. La notizia della messa in quarantena di 34 persone in Val Badia aveva preoccupato non poco le autorità politiche e sanitarie altoatesine. Passate alcune ore, è dalla cronaca che arriva un ulteriore passo in una vicenda che potrebbe avere importanti conseguenze, quanto meno nei numeri del contagio in Alto Adige.

 

Tre persone sono state infatti denunciate per il mancato rispetto delle disposizioni sanitarie. Un mancato rispetto deliberato, che ha coinvolto un 24enne risultato positivo al test del Coronavirus e nonostante ciò ripetutamente uscito. Le autorità sanitarie, dopo che il suo tampone naso-faringeo per la ricerca del virus Sars-CoV2 era stato riscontrato positivo in data 10 luglio, gli avevano imposto l'obbligo di quarantena. A lui e di conseguenza ai genitori conviventi.

 

Il giovane, da parte sua, ha ignorato l'ordine di rimanere a casa e lo stesso 10 luglio era andata al lavoro, per poi partecipare ad un aperitivo in compagnia degli amici. La sera dopo, giusto per non farsi mancare nulla, aveva pure partecipato ad una festa di laurea in un rifugio di Corvara, frequentando diversi locali pubblici in tutta la valle. Nel totale spregio delle regole, come testimoniato da diverse persone, non portava nemmeno la mascherina chirurgica.

 

Anche i genitori, nondimeno, proseguivano indifferentemente la propria vita. Recatisi al lavoro, rispettivamente in una falegnameria e in una struttura ricettiva della val Badia, ignoravano di essere o meno positivi.

 

Tutti i contatti più stretti dell'infetto, identificati dai carabinieri, ora si trovano in quarantena. Ben 34, sparsi per tutta la valle. Il comportamento incosciente, però, potrebbe avere conseguenze ben più gravi e solo il tempo lo potrà confermare. I tre, per ora, sono stati segnalati alla procura della Repubblica ipotizzando il reato di epidemia colposa.

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