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L'Associazione per i minori tradita dalla Pat. Zeni: "Vergognoso, francamente non si è mai visto tanto". Le interrogazioni di Pd e Patt

La decisone di Fugatti e Spinelli di raddoppiare l'affitto all'Appm, rendendogli di fatto impossibile stabilirsi in via Manzoni, suscita scalpore nel mondo della politica trentina. Arrivano interrogazioni dal Patt e dal Pd, chiedendo spiegazioni riguardo a una scelta estremamente discutibile da parte della Provincia

Di Mattia Sartori - 23 novembre 2020 - 18:44

TRENTO. L’indignazione serpeggia verso la Provincia. Ma perché? In via Manzoni c’è un immobile appena ristrutturato. Tale struttura è stata pensata e costruita a favore di un’associazione che da anni si spende per i giovani trentini: l’Appm (Associazione provinciale per i minori). Per due anni questo ente no profit ha seguito i lavori di ricostruzione della struttura, pensando a come renderla perfettamente compatibile con i bisogni dei ragazzi, ma la Provincia ha pensato bene di cambiare idea sul finale, chiedendo all’Appm un affitto doppio rispetto a quello che paga ora (QUI per approfondire).

 

La lettera di aiuto pubblicata dall’associazione si è diffusa, raggiungendo anche molti esponenti della politica trentina. A cascata sono infatti arrivate le interrogazioni del PD e della PATT, che chiedono giustizia per una realtà apprezzata e riconosciuta sul territorio.

 

Rossi, Demagri e Dallapiccola scrivono: “La Patrimonio Spa, cui la Provincia ha ceduto l’immobile, ha comunicato ad Appm che è volontà della Giunta provinciale utilizzare la sede di via Manzoni, progettata per i ragazzi, per accogliere uffici provinciali. Questa decisione priva l'Appm di una struttura funzionale e attesa da oltre un decennio e sulla quale si erano già costruite progettualità e accordi importanti”.

 

Il Consiglio direttivo – continuano i rappresentanti del PATT - ha criticato questa scelta politica, definendola non condivisibile, anzitutto perché non rispetta il vincolo di destinazione del bene ma ancora di più perché sottrae alla Comunità giovanile trentina uno spazio da molti ritenuto indispensabile. L’associazione è scettica sulla possibilità di riconvertire in uffici una struttura progettata secondo particolari necessità. Viene quindi chiesto al presidente Fugatti cosa intenda fare per tornare sui propri passi”.

 

Colpisce ancora più duramente Luca Zeni del PD, che dichiara: “A qualcuno occupato solo di fare cassa per poter sostenere le politiche propagandistiche della Giunta Fugatti,  non interessa nulla di un’associazione volta solo ad aiutare i giovani ed ecco l’impossibile richiesta di raddoppio dell’affitto, oltre al carico di tutte le spese gestionali, che pare imporre all’Appm la scelta di dover declinare l’ipotesi, lasciando quindi libero un immobile che forse qualcuno sta già pensando di destinare a qualche più lucrosa attività”.

 

“Se a ciò si aggiunge – conclude Zeni con l’accusa finale - che le iniziative portate avanti in questo senso e su indicazione della Giunta provinciale, sono di “Patrimonio Trentino Spa”, ovvero di un ente parapubblico fortemente infeudato dalla Giunta provinciale, allora pare di poter capire che dietro l’insensatezza di un provvedimento che mette, in maniera del tutto impropria, sullo stesso piano attività sociali indispensabile e logiche di mercato immobiliare, potrebbe esserci un disegno speculativo di ben maggiore portata, costruito sulle spalle dei più deboli e finalizzato a sostenere quegli “amici degli amici” che albergano un po’ ovunque nei pressi del potere”.

 

Vedendo il comportamento della Pat in questa situazione viene veramente da chiedersi quali siano gli interessi che giacciono sotto ad una decisione così palesemente ingiusta, che mina alla base le intenzioni di un ente che da tredici anni si spende per aiutare i giovani in difficoltà. Si resta in attesa di una risposta da parte della Provincia che spieghi la ratio dietro a questa presa di posizione.

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