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L'ex rettore: ''Dati del Trentino condizionati da scelta di non confermare con tampone molecolare i postivi antigenici, facendo apparire una situazione molto migliore al reale''

Mentre il professor Bassi spiega che l'indice Rt è sempre meno affidabile e sull'Huffington Post il presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei spiega la stessa cosa i dati sui decessi e i ricoveri mostrano una fotografia della realtà ben diversa. ''I numeri effettivi dei contagi sono un mistero ben conservato, ma evidentemente il sistema funziona, considerato che nonostante i molti ricoveri e decessi siamo ancora saldamente in zona gialla''

Di Luca Pianesi - 15 November 2020 - 23:26

TRENTO. ''I dati del Trentino sono fortemente condizionati dalla scelta di non confermare con tampone molecolare i postivi antigenici, facendo apparire una situazione molto migliore rispetto a quella reale. Sorprende che l'ISS non abbia fatto alcuna verifica di consistenza dei dati. Sento conferenze stampa e dichiarazioni varie dove viene riportato con grande evidenza che il valore (medio) di R è sceso da 1,72 a 1,43. Vero, ma considerati i margini d'errore, ci sarebbe una probabilità non trascurabile anche per l'ipotesi che R non fosse diminuito affatto. Purtroppo in ISS sento sempre parlare di valori medi, ma nessuno sembra mai prendere in considerazione l'ampiezza dell'intervallo di confidenza''. L'ex rettore dell'Università di Trento Davide Bassi, noto accademico, già professore di fisica sperimentale presso l'ateneo trentino e attento conoscitore di numeri e statistiche, nelle sue analisi sui dati e sui numeri che riguardano la crescita del contagio in Italia e in Trentino spiega come il calcolo dell'Rt (l'indice di trasferimento del contagio che in Trentino questa settimana è all'1,32) sia sempre meno affidabile perché molto dipende da come i singoli territori decidano di costruire i loro dati e di comunicarli (QUI L'ANALISI di Bassi).

 

E' evidente, infatti, che le regioni che stanno continuando a confermare i positivi ai test antigenici con i molecolari in tempi brevi hanno dati sui positivi trovati con i molecolari enormemente più alti rispetto a chi, come il Trentino, ha strutturalmente scelto di usare i molecolari con i positivi da antigenici solo per verificarne la negativizzazione, quindi alla fine del contagio. Questo ormai avviene sistematicamente da almeno due settimane (anche perché il sistema dei tamponi non riusciva da tempo a rincorrere la diffusione del virus) e quindi è normale che i dati comunicati dalla Pat siano sempre più in miglioramento. Come dimostrato in più occasioni da il Dolomiti il livello di positivi trovati in Provincia di Trento quotidianamente è circa il triplo rispetto ai dati ufficiali snocciolati dall'assessora Segnana e dal presidente Fugatti che giusto ieri si felicitava in conferenza stampa per il calo dell'indice Rt del Trentino e la conseguente scelta del governo di tenerci in zona gialla. 

 

Che l'Rt sia diventato molto poco affidabile lo spiega oggi un altro fisico, sull'Huffington Post. Si tratta di Giorgio Parisi presidente dell'Accademia Nazionale dei Lincei che spiega ''la discesa dell’Rt stimato è completamente irrilevante, anzi questa discesa è un sintomo preoccupante delle crepe che si stanno aprendo sul sistema di monitoraggio: non è un segnale che da solo autorizzi ottimismo'' (QUI L'ANALISI di Parisi). Sicuri, invece, sono i dati sui ricoveri, le terapie intensive e i decessi e questi sono alcuni dei grafici che fotografano la situazione attuale. Questo qui sotto è il grafico del Sole24 Ore con i dati aggiornati a ieri.

 

 

Qui sotto invece il dato sui decessi elaborato dal professor Bassi

 

 

 

''A parte la piccola Valle D'Aosta (circa 125.000 abitanti, praticamente poco più della città di Trento) che da qualche settimana presenta livelli di decessi spaventosamente alti - spiega a commento l'ex rettore - notiamo che c'è un gruppo di Regioni (quasi tutte dichiarate zona rossa) che presentano un livello di decessi decisamente superiore rispetto alla media nazionale (5,8). Parliamo in particolare di Liguria (11,9), Piemonte (9,7), Lombardia (9,0), Trentino (8,5), Alto-Adige (8,4) e Toscana (7,9). Il forte livello della mortalità registrato in Trentino potrebbe essere collegato alla veloce diffusione del contagio all'interno delle RSA. Ormai quasi il 10% degli attualmente positivi presenti in Trentino (quelli ufficiali naturalmente) si trova ricoverato negli speciali reparti delle RSA e la tendenza è in forte crescita. Negli scarni comunicati della Provincia non è specificato quanti ospiti delle RSA siano ricoverati in ospedale e manca (come al solito, direi) una sintesi dei decessi avvenuti nelle RSA''.

 

E aggiunge Bassi: ''I numeri effettivi dei contagi sono un mistero ben conservato, ma evidentemente il sistema funziona, considerato che nonostante i molti ricoveri e decessi siamo ancora saldamente in zona gialla''.

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