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Lui chiede un ultimo bacio ma la sfregia con un coltello e scappa in auto. L'aveva già cacciato ma era stata costretta a riprenderlo in casa a causa di Covid-19

La donna era stata costretta a riammetterlo in casa perché a San Zeno di Montagna aveva conservato la residenza e lì avrebbe dovuto trascorrere il periodo di lockdown. In questi mesi, i contrasti tra i due si erano nuovamente acuiti per la gelosia dell’uomo che accusava la donna di aver allacciato una nuova relazione. La fuga è durata poche ore

Pubblicato il - 29 maggio 2020 - 22:02

SAN ZENO DI MONTAGNA. Lesioni personali aggravate e deformazione dell'aspetto della persona per lesioni permanenti al viso, queste sono le accuse mosse dai carabinieri ad un 40enne residente a San Zeno di Montagna.

 

E' una vicenda drammatica quella che si è consumata nel veronese, quando al termine di un litigio, un 40enne originario del Marocco ha colpito con un coltello al volto e alla testa l'ex compagna di 52 anni per poi dileguarsi in auto. 

 

La fuga, però, è durata poche ore. Le indagini sono partite immediatamente e i carabinieri sono riusciti a ridurre il raggio d'azione del sospettato, fino a rintracciarlo a Reggio Emilia

 

E' successo intorno alle 20 di ieri, giovedì 28 maggio: il litigio è degenerato e il 40enne ha afferrato un coltello per sfregiare la donna, con la quale aveva convissuto per più di dieci anni. Il rapporto, che è sempre stato piuttosto travagliato anche se non aveva mai fatto registrare atti di violenza, era stato interrotto dalla 52enne alcuni mesi fa quando l'uomo è stato allontanato da casa.

 

Da quel momento il 40enne aveva trovato ospitalità da alcuni connazionali a Costermano, ma anche da lì se ne era dovuto andare per il suo carattere irrequieto. Con l’arrivo della pandemia Covid-19, però, la donna era stata costretta a riammetterlo in casa perché a San Zeno di Montagna aveva conservato la residenza e lì avrebbe dovuto trascorrere il periodo di lockdown.

 

In questi mesi, i contrasti tra i due si erano nuovamente acuiti per la gelosia dell’uomo che accusava la donna di aver allacciato una nuova relazione. Cadute le restrizioni, la donna è tornata a insistere affinché l'ex convivente lasciasse nuovamente l'abitazione. Dopo aver fatto i bagagli e aver recuperato i documenti, il 40enne ha chiesto alla 57enne un ultimo bacio

 

La donna si è avvicinata, lui ha sferrato una violenta serie di fendenti e poi è fuggito a bordo della sua Audi A3 nera che aveva già caricato con gli effetti personali. La vittima, subito soccorsa, è stata condotta in ospedale dove è stata trattenuta in osservazione, con una prima prognosi di 20 giorni per una ferita maggiore del volto superiore a 20 centimetri con conseguente lesione permanente e un taglio al cuoio cappelluto.

 

Immediato anche l'arrivo dei carabinieri per i rilievi e per avviare le indagini. I militari dell'arma sono riusciti a ricostruire la rete di amicizie e possibili appoggi del 40enne in quanto è stato subito accertata la sua volontà di fuggire all'estero.

 

Le rapide ricostruzioni hanno consentito ai carabinieri di ipotizzare la presenza del 40enne a Reggio Emilia. Una conferma è arrivata quando il sistema varchi di lettura targhe ha individuato l’auto nella provincia reggiana, dove si sono concentrate le ricerche.

 

Alle 2.30 di notte, i carabinieri del posto sono riusciti a intercettare e fermare l’auto condotta dal 40enne in via Anna Frank di Reggio Emilia. La perquisizione veicolare ha consentito di rinvenire ulteriori indicazioni a confermare la sua responsabilità nel delitto in questione, quali gli abiti indossati durante l’accoltellamento oltre a elementi che hanno avvalorato la tesi della probabile fuga all’estero, quali il rinvenimento di 2 valige con abbigliamento e effetti personali, ma anche soldi in contanti per circa 1.500 euro.

 

Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza acquisti a suo carico e del concreto pericolo di fuga, l’uomo è stato quindi sottoposto a fermo di indiziato di delitto e ristretto al carcere di Reggio Emilia a disposizione della competente Procura, con le accuse di lesioni personali aggravate e deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso.

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