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Rischia di farsi 6 anni di carcere per rapina e aggressione ma la vittima cambia versione e non lo riconosce: 30enne assolto

La vicenda è avvenuta in stazione a Rovereto, in un primo momento il 60enne ha riferito ai carabinieri di essersi procurato le ferite. Poi ha spiegato di aver mentito e di essere stato aggredito. Rintracciato il presunto aggressore, però, la vittima ha cambiato di nuovo versione oltre a non riconoscerlo

 

Di G.Fin - 29 November 2020 - 10:56

ROVERETO. Dall'essere accusato di rapina aggravata e lesioni con un rischio di condanna di almeno 6 anni di carcere, al vedere cadere una dopo l'altra le prove contro di lui. E' successo ad un 30enne di origine polacca coinvolto in un episodio di aggressione alla stazione dei treni di Rovereto

La vicenda è iniziata la notte del 3 gennaio 2018. Alcuni cittadini avevano chiamato i carabinieri denunciando il possibile furto in corso al bar della stazione o ai tabacchi che già più volte erano state prese di mira dai malviventi. 

 

Sul posto si è portata una pattuglia dei carabinieri di Rovereto che nel controllare quello che stesse accadendo si sono invece trovati davanti un uomo di circa 60 anni steso a terra, quasi incosciente e con la faccia intrisa di sangue

 

Subito sono stati avvisati i soccorsi sanitari che arrivati in stazione hanno immediatamente medicato il 60enne. L'uomo in un primo momento ha riferito di essersi causato accidentalmente le ferite. La versione, però, non ha per nulla convinto i carabinieri soprattutto per la gravità delle lesioni riportate in faccia che difficilmente parevano compatibili con una caduta

 

A far dubitare ancora di più le forze dell'ordine è stato anche un testimone che poco dopo ha raccontato di aver visto una aggressione e forniva importanti dettagli sulla ricostruzione della dinamica e sulla descrizione dell’aggressore.

 

Nel mentre, portato al Pronto Soccorso, l’uomo ha confermato di aver mentito e di non essersi davvero fatto male ma anzi di essere stato picchiato con calci e pugni per essersi rifiutato di offrire una sigaretta ad uno straniero con forte accento dell’est Europa. Oltre ad aver subito la violenza fisica gli erano stati portati via anche due telefoni e delle monete mentre si trovava incosciente per i violenti colpi ricevuti in faccia. 

 

Scattata la caccia all’uomo, le forze dell'ordine hanno acquisito i filmati di videosorveglianza della stazione, attivi 24 ore su 24 ed è stato anche monitorato il traffico dei telefoni rubati per verificarne l’uso successivo, alla ricerca di qualcuno che corrispondesse all’identikit delineato dalla vittima e dal testimone oculare. 

 

Si è giunti quindi all’individuazione di un cittadino polacco, pluripregiudicato con precedenti denunce per rapina e tentato omicidio, che si trovava certamente in stazione al momento dell'aggressione. Viste le prove raccolte a suo carico è stato aperto un procedimento penale per rapina aggravata e lesioni aggravate. 

 

All’udienza di venerdì davanti al Tribunale Collegiale di Rovereto, l’aggredito sentito come testimone, ha però fornito una versione dei fatti non del tutto coerente con quanto riferito in passato. Oltre a questo, nel corso del cosiddetto “confronto all’americana” dove è stato chiamato a riconoscere il suo aggressore tra 5 persone simili tra loro in fila davanti a sé, non ha riconosciuto tra queste  l’imputato come colui che lo aveva rapinato. 

 

Non sono bastate le altre prove portate dalla Procura a supportare la richiesta di condanna alla pena di un anno e 8 mesi di reclusione, ed il polacco, difeso dall’avvocato Nicola Zilio, è stato assolto da ogni accusa per non aver commesso il fatto.

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