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Trovati alcuni cervi decapitati e compare il cartello ironico al bar: ''Sicuramente colpa del lupo''. Scarian: ''Lì i predatori però non sono ancora presenti''

Nel corso di un'escursione per andare a fotografare le aquile, il ritrovamento di tre cervi da parte di Scarian, mentre un altro è stato visto dal gestore dell'esercizio pubblico: "Due esemplari sono stati trovati troppo vicini e supini stessa direzione e sopra una slavina. Soprattutto entrambi sono senza testa, come le altre due carcasse"

Di Luca Andreazza - 06 gennaio 2020 - 19:05

TRENTO. Quattro cervi sono stati trovati senza testa nella zona di Bellamonte, quindi un cartello appeso fuori da un bar riporta ironicamente: "Sicuramente colpa del lupo che vuole appendere i trofei in soggiorno". Immagini pubblicate poi sul gruppo Facebook "Fiemme e Fassa il ritorno del lupo". Scatti che sono diventati virali sul social, mentre si è accesa anche una discussione dopo la pubblicazione del post. 

 

E se il cartello riporta cinque cervi, gli animali sono in realtà quattro. Comunque tanti e tutti che riportano più o meno gli stessi segni. "Due esemplari sono stati trovati nel fondovalle vicino alla località - commenta Paolo Scarian, fotografo, naturalista ed esperto appassionato di montagna - mentre altre due carcasse sono state individuate a circa 2 mila metri di quota. Abbiamo immediatamente avvisato il corpo forestale, che ora ha il compito di interessare il rettore della sezione, ma anche portare avanti alcune analisi".

Nel corso di un'escursione per andare a fotografare le aquile, il ritrovamento di tre cervi da parte di Scarian, mentre un altro è stato visto dal gestore dell'esercizio pubblico. "Due esemplari sono stati trovati troppo vicini e supini - aggiunge l'esperto e appassionato - stessa direzione e sopra una slavina. Soprattutto entrambi sono senza testa, come le altre due carcasse".

 

Nella giornata di oggi, lunedì 6 gennaio, Scarian si è recato con Donato Delladio per fotografare nuovamente le aquile, ma hanno effettuato alcuni approfondimenti in quanto sarebbero fin subito emerse alcune particolarità, che porterebbero a escludere una morte naturale degli animali.

 

"Questa mattina abbiamo abbiamo inviato ulteriori foto e documenti ai forestali - evidenzia Scarian - il ventre delle carcasse è stato aperto, il sangue è fuoriuscito per impregnare il terreno in profondità: circa 80 centimetri. Quindi il corpo era ancora caldo, altrimenti si sarebbe coagulato all'interno dell'animali. Abbiamo notato tagli troppo nitidi sulla pelle, altri dettagli potrebbero emergere dopo il sopralluogo ufficiale della forestale. Le segnalazioni dei cittadini sono importanti, senza nulla togliere a quanto concerne l'ambito della caccia regolare".

L'esperto e appassionato difende anche il cartello esposto nel bar di zona. "Il riferimento al lupo è giusto e corretto: sono predatori naturali e apicali, ma in quella zona non sono ancora presenti - conclude Scarian - quindi difficile che possa staccare la testa di un cervo. Anche un predatore di piccola taglia, come una volpe, può danneggiare in questo modo una carcassa. Oggi inoltre abbiamo incontrato un'altra persona lungo il cammino, ma sembra aver fatto di tutto per nascondersi al fine di evitare un incontro. Ora aspettiamo le analisi del corpo forestale potrà meglio e scientificamente stabilire quanto successo: se ci sono state irregolarità, saranno gli organi preposti a fare gli accertamenti del caso".

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