Arrestato un 29enne con mandato di cattura internazionale. Era in un albergo ed ha cercato di convincere gli investigatori che si trattava di un caso di omonimia
Doveva scontare la pena per una rapina, ai danni di una donna, commessa in Moldavia. Voleva convincere gli agenti che si trattava di un caso di omonimia ma è stato sconfessato dal riconoscimento delle impronte digitali

RIVA DEL GARDA. Deve scontare 4 anni e 6 mesi di carcere, per una rapina, ai danni di una donna, commessa in Moldavia ma si trova in un albergo del Comune di Drena. A finire rintracciato e poi arrestato dalle forze dell'ordine è stato un 29enne moldavo latitante con mandato di cattura internazionale.
L’uomo, che si trovava per motivi di lavoro in Val Cavedine, è stato rintracciato grazie al meticoloso lavoro dagli agenti che, nel corso di controlli incrociati, hanno scoperto che lo straniero era appena arrivato in Trentino ed aveva trovato alloggio a Drena.
Gli investigatori si sono immediatamente recati sul posto e dopo alcuni appostamenti hanno rintracciato il 29enne.
Condotto in Commissariato lo straniero ha ripetutamente cercato di convincere gli investigatori che si trattava di un caso di omonimia ma, suo malgrado, poco dopo è stato sconfessato dal riconoscimento delle impronte digitali. Al termine è stato condotto nel carcere di Spini di Gardolo.



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