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Benno ha ammesso di aver ucciso i genitori ''e di averli abbandonati nell'Adige''. Trovato il corpo della madre cadute ''tutte le difese di negazione e rimozione''

Parlano i legali del giovane che spiegano come dal ritrovamento del corpo della madre abbia cominciato a collaborare e ora ''l'indagato si aggrappa a un sentimento di pentimento disperato, che non chiede né ha aspettative di ricevere pietà dalle vittime''. La procura della Repubblica conferma che proseguono le ricerche del corpo del padre Peter e che si procederà ''all'incidente probatorio, finalizzata all'accertamento della capacità di intendere e di volere dell'indagato al momento del fatto''

Di Luca Pianesi - 08 March 2021 - 19:49

BOLZANO. ''Benno Neumair ha ammesso di essere responsabile della morte dei genitori. I due decessi sono avvenuti nella casa di via Castel Roncolo e i corpi, già privi di vita, abbandonati nelle acque dell'Adige''. Comincia così il comunicato stampa redatto dai due avvocati che difendono Benno Neumair dall'accusa di essere l'assassino dei suoi due genitori il padre Peter e la madre Laura Perselli.

 

Flavio Moccia e Angelo Polo, i due legali, spiegano che a questo punto ''l'indagato si aggrappa a un sentimento di pentimento disperato, che non chiede né ha aspettative di ricevere pietà dalle vittime: gli stessi infelici genitori e tutti gli altri affetti, più intimi e cari''. Quei genitori che, però, non ci sono più a questo punto pare senza più nessun dubbio per colpa dello stesso Benno.

 

Un duplice omicidio tenuto nascosto dal figlio almeno fino al momento in cui il corpo della mamma, Laura, non è stato ripescato il 6 febbraio sotto Ora, dopo che il livello dell'Adige era stato abbassato. Un ritrovamento che avrebbe di colpo fatto cadere ''di schianto tutte le difese di negazione e rimozione attuate nelle settimane successive ai fatti dall'indagato'', spiegano i legali.

 

''Questa decisione di aprirsi alla verità - scrivono Moccia e Polo - e mettersi a disposizione della Procura della Repubblica, accettata sin dall'undici febbraio scorso, e, quindi, ancora prima di conoscere l'esito della decisione del Tribunale del Riesame, è maturata spontaneamente quale immediato esito alla notizia del rinvenimento del corpo senza vita della madre, che ha avuto l'effetto di produrre una dissoluzione, di schianto, di tutte le difese di negazione e di rimozione, attuate nelle settimane successive ai fatti dall'indagato, che impedivano ogni sua possibilità d'esame cosciente di una realtà, altrimenti per chiunque indicibile e inaffrontabile''.

 

E così per giorni sono proseguite le ricerche del corpo del padre sempre nell'Adige dove, anche dalle ricostruzioni degli inquirenti, dovrebbe ancora trovarsi e infatti in una nota di oggi della Procura della Repubblica si sottolinea che ''si comunica che le ricerche volte al ritrovamento del corpo di Peter Neumair proseguiranno ulteriormente''.  La drammatica vicenda della scomparsa dei coniugi Neumair è iniziata il 4 gennaio scorso e il 29 gennaio (QUI L'ARTICOLOera avvenuto il fermo e poi l'arresto del figlio. Le ricerche dei corpi nell'Adige hanno impegnato non poco tutti gli operatori altoatesini e trentini. Dai vigili del fuoco alle forze dell'ordine per diverse settimane in tantissimi hanno scandagliato i fondali del fiume fino alla diga di Mori. Il 6 febbraio scorso, anche grazie all'abbassamento del livello dell'acqua, come detto, è stato rinvenuto il corpo di Laura Perselli (QUI L'ARTICOLO).

 

''Nei giorni successivi a una prima ammissione - scrivono ancora i legali del giovane - d'intesa con la Procura della Repubblica e nel rispetto di quella segretezza che le circostanze, il diritto e l'etica professionale imponevano e continuano ad imporre, si è proceduti all'approfondimento dei fatti, in termini di dettaglio e di riscontri obiettivi, perché emergesse, in uno con la pienezza della collaborazione offerta, anche la complessità di una personalità in apparenza capace di porre in essere condotte incoerenti con il bene altrui e con il proprio, oltre che irrimediabilmente antagoniste con ciò che viene accettato dal consorzio sociale. Profili di problematicità al momento, da più parti, percepiti "sotto traccia", pur se ancora da esplorare, come condiviso dalla Procura della Repubblica con la propria richiesta di incidente probatorio, finalizzata all'accertamento della capacità di intendere e di volere dell'indagato al momento del fatto''.

 

''Come difensori - concludono - aggiungiamo che l'indagato si aggrappa a un sentimento di pentimento disperato, che non chiede né ha aspettative di ricevere pietà dalle vittime: gli stessi infelici genitori, e tutti gli altri affetti, più intimi e cari. Invitiamo gli organi di stampa, cui è dedicato questo comunicato, senza che ciò sia inteso come limite al presidio del diritto d'informazione ma per il rispetto dovuto al lavoro degli inquirenti, dei volontari che stanno rischiando la vita anche in questi giorni nelle acque dell'Adige, così come delle vittime, e, non da ultimo, dell'indagato, di temperare almeno le voci più chiassose, purtroppo sempre più diffuse, che non solo non accrescono nell'opinione pubblica la comprensione reale dei fatti ma che, allo stesso tempo, rinforzano diffusi sentimenti d'odio e di vendetta che non appartengono al nostro sistema costituzionale''.

 

Intanto, come detto, la procura di Bolzano ha trasmesso agli uffici del Gip il fascicolo relativo alle indagini nei confronti di Benno con richiesta di incidente probatorio avente ad oggetto la capacità di intendere e volere dell'indagato. Contestualmente alla richiesta avanzata la Procura ha desegretato i verbali dei due interrogatori nel corso dei quali l'indagato, alla presenza dei difensori ha ammesso le sue responsabilità. 

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