Boato del terremoto? No, sono le esplosioni per il tunnel Loppio-Busa: “Detonazioni tre volte al giorno e i lavori proseguono”
Il sindaco di Nago Torbole Gianni Morandi: “E' difficile spiegare l'andamento dei lavori visto che è la natura a decidere la conformazione della montagna. Finché si trova della roccia però bisognerà continuare con le esplosioni”

NAGO-TORBOLE. Galleria Loppio-Busa, continuano le esplosioni per realizzare il tunnel e con loro le segnalazioni dei cittadini per i forti boati, il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi: “Bisognerà abituarsi fino alla fine dei lavori, non sarà certo tutti i giorni ma finché si trova la roccia sarà necessario utilizzare gli esplosivi”. Negli ultimi giorni, in particolare sui social, sono stati infatti diversi i post in cui si parlava di “forti esplosioni” e qualcuno ha chiesto addirittura se si trattasse d'un terremoto.
“I lavori stanno proseguendo e, come previsto, lo scavo viene effettuato utilizzando l'esplosivo: in base al programma di lavoro ogni sette giorni circa vengono modificati gli orari dei brillamenti – spiega a il Dolomiti il direttore lavori della galleria Loppio-Busa Carlo Benigni –. Di norma vengono effettuate tre 'volate' al giorno, poi dipende ovviamente dal tipo di lavori che devono essere effettuati. In linea di massima però vengono evitati gli orari notturni anche se, considerando che l'impresa lavora su due turni e copre quindi quasi l'intero arco della giornata, ogni tanto può succedere che anche in quelle fasce orari si utilizzino gli esplosivi”.
Alcuni degli utenti infatti hanno lamentato la sgradita “sveglia” arrivata in alcuni casi, scrivono, anche alle 5 del mattino. “E' difficile spiegare l'andamento dei lavori – continua Morandi – visto che è la natura a decidere la conformazione della montagna. Finché si trova della roccia però bisognerà continuare con le esplosioni”. Nella zona di competenza del primo cittadino però, continua lui, i boati si sentirebbero “forse in maniera meno intensa” vista la presenza della montagna stessa a fare “da scudo”.
“In ogni caso – continua Morandi – non c'è niente per cui allarmarsi: le esplosioni avvengono seguendo un programma e nelle zone interessate sono state preliminarmente portate avanti tutte le analisi del caso per scongiurare ogni rischio, senza contare che in tutto il territorio sono stati installati una serie di sismografi per monitorare la situazione. Le esplosioni comunque non avvengono tutti i giorni, dopo le volate infatti c'è anche bisogno di recuperare il materiale e liberare l'area per proseguire con gli scavi”.














