I lavori sul Lungadige, al ponte di San Giorgio, mandano il tilt il traffico cittadino. Sono iniziati a febbraio. Gilmozzi: "Sono necessari e dureranno sino a fine agosto"
Novareti sta provvedendo alla sostituzione delle tubature dell'acquedotto. E, una volta ultimati i lavori in quel tratto, si procederà con il secondo lotto, sempre in direzione Sud. Il traffico, nelle ore di punta, si paralizza: residenti ed esercenti sono furibondi. "Comprendiamo le difficoltà, che certamente si sarebbero palesate in qualsiasi momento dell'anno e non abbiamo certamente fatto "apposta", lo dico provocatoriamente, a scegliere un periodo piuttosto che un altro per complicare la vita dei trentini"

TRENTO. I lavori sono iniziati a fine febbraio e, da quasi due mesi, negli orari di punta il traffico si paralizza. Ma, non solo, perché per residenti ed esercenti i disagi sono notevoli e inevitabili.
I lavori in Lungadige Leopardi, che rendono impossibile l'accesso e la percorrenza partendo dal ponte di San Giorgio, stanno mettendo a dura prova la viabilità cittadina in uno degli snodi cruciali soprattutto in fase d'ingresso (dalla tangenziale) alla città e, parzialmente, anche in uscita.
L'emergenza è destinata durare ancora per diversi mesi, visto che la conclusione delle operazioni è prevista per fine agosto - inizio settembre.
"Si tratta di lavori indispensabili e impegnativi, che vengono effettuati da Novareti - spiega l'assessore comunali ai lavori pubblico Italo Gilmozzi -: prevedono la sostituzione delle tubature dell'acquedotto e non potevano essere assolutamente rinviati. Comprendiamo le difficoltà, che certamente si sarebbero palesate in qualsiasi momento dell'anno e non abbiamo certamente fatto "apposta", lo dico provocatoriamente, a scegliere un periodo piuttosto che un altro per complicare la vita dei trentini. Dureranno sino al termine dell'estate e questo rende l'idea di quanto le operazioni siano complicate. Chi polemizza in maniera "gratuita", se avesse dovuto decidere al posto nostro non avrebbe fatto la stessa cosa".
I disagi non si esauriranno, però, con il termine dei lavori nel tratto attualmente interessato perché, successivamente, si procederà con la sostituzione delle tubature anche nella parte finale di Lungadige Leopardi, in direzione Sud.
"Prevedo che la "seconda parte" - conclude Gilmozzi - verrà effettuata nel 2026 e, come in questo caso, si tratterà di un'operazione che non può essere rinviata. Ad occuparsene sarà il nuovo assessore ai lavori pubblici ma, fin da ora, ribadisco che si tratta di lavori assolutamente necessari. Stiamo parlando dell'acquedotto, che garantisce un servizio primario, di fondamentale importanza".


















