Centinaia di euro per piccole riparazioni, così ignari utenti vengono raggirati. I consigli del Crtcu per evitare i salassi
Sturare il lavello può arrivare a costare 400 euro, sbloccare un basculante? 1.305 euro, sistemare la perdita di un tubo? 1.200 euro e, se ti lamenti, devi pagare una penale di 900 euro. Così artigiani scorretti raggirano gli utenti con contratti capestro. Il Crtcu: “Pratiche commerciali scorrette, segnalazioni all’Antitrust”

TRENTO. Molto spesso, per eseguire piccoli o grandi lavori di riparazione nelle abitazioni di proprietà, è necessario ricorrere a un professionista. Quando però non si ha la possibilità di affidarsi ad un artigiano di fiducia o al passaparola, la scelta di effettuare una ricerca tramite internet potrebbe essere quella più semplice ma anche la meno conveniente. Talvolta il rischio è quello di incappare in un vero e proprio salasso.
Infatti, come ricorda il Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti, occorre prestare molta attenzione ai risultati elaborati dal motore di ricerca e, soprattutto, ai siti di Pronto Intervento che solitamente ne occupano i primi posti. “Spesso – ricorda il Crtcu – ci vengono segnalate pratiche commerciali scorrette messe in atto da accorti artigiani i quali, non solo chiedono il pagamento immediato di cifre molto cospicue e non giustificate, ma fanno firmare contratti in cui il malcapitato consumatore approva sia la spesa, sia le clausole che escludono qualsiasi tipo di contestazione”.
Gli escamotage possono essere i più disparati ma l’obiettivo rimane sempre lo stesso: spillare più soldi possibili agli ignari clienti. Così un intervento per sturare il lavello può arrivare a costare 400 euro, oppure per riparare una tapparella bloccata si chiedono 450 euro, sbloccare un basculante? 1.305 euro, sistemare la perdita di un tubo? 1.200 euro e, se ti lamenti, devi pagare una penale di 900 euro. “Tali servizi – sottolinea il Crtcu – pur garantendo interventi h24 e anche nei giorni festivi, espongono diritti di chiamata e costi di trasferta molto alti, di cui il consumatore risulta molto spesso ignaro, per questo li abbiamo segnalati all’Antitrust”.
Ma quindi come si può fare per non incorrere in questi spiacevoli episodi? “È bene pertanto cercare artigiani presenti in zona, verificando la sede legale dell’impresa, e diffidare da quelle aziende che forniscono solamente un numero di cellulare e non un numero fisso”, dice sempre il Crtcu. Un valido aiuto nella ricerca del professionista di cui si ha più bisogno e più vicino alla propria abitazione, potrebbe essere il motore di ricerca www.trovarti.it, che è il nuovo portale delle imprese artigiane trentine promosso dall’Associazione Artigiani Trentino, per cercare, suddivise per categorie, le varie aziende del territorio.
Inoltre, dopo aver identificato l’artigiano che potrebbe fare al caso, è altrettanto importante chiedere, in occasione del primo contatto telefonico, a quanto ammonta il costo del sopralluogo a seguito del quale occorre farsi rilasciare, prima dell’inizio dell’intervento, un preventivo dei costi (distinto per materiali e manodopera) per la di riparazione onde evitare brutte sorprese. “Il miglior modo per tutelarsi da queste brutte sorprese – conclude il Crtcu – è informarsi e soprattutto prestare la massima attenzione a ciò che si firma”. Per ulteriori informazioni il Crtcu è a disposizione dei consumatori per informazioni e assistenza sui contratti con gli artigiani, telefonando allo 0461984751 o scrivendo a info@centroconsumatori.tn.it.














