Abbonamenti online e rinnovi automatici a prezzi più alti: dallo streaming alle riviste digitali, ecco la "trappole" in cui è facile cadere e i consigli per tutelarsi
Ecco gli esempi più comuni e i consigli pratici per non finire nel tunnel dei rinnovi automatici e dei degli abbonamenti che "iniziano gratis e finiscono per costare molto di più"

TRENTO. Dallo streaming ai software, passando per le riviste digitali e i servizi fitness online. Abbonamenti che iniziano gratis e finiscono per costare molto di più e rinnovi automatici di servizi che non vengono utilizzati, e che ci si dimentica di disdire: queste sono solo alcune delle “trappole” in cui migliaia di consumatori cadono ogni anno.
A porre l'accento sulla questione è il CRTCU, il Centro di ricerca e tutela dei consumatori e degli utenti di Trento, che sottolinea come sempre più consumatori si ritrovino bloccati in abbonamenti che continuano a rinnovarsi senza preavviso, spesso con costi superiori a quanto inizialmente previsto.
“La possibilità di prevedere un rinnovo automatico non è di per sé una clausola illegittima, anche se va accettata espressamente e specificamente, anche solo con un click, e quindi va fatta molta attenzione da parte degli utenti” viene spiegato, con una specifica: “I casi più comuni possono riguardare servizi di streaming, dove il periodo di prova gratuito si trasforma in un abbonamento mensile a pagamento, abbonamenti a giornali e riviste digitali, dove le promozioni iniziali lasciano il posto a tariffe elevate al rinnovo, software in abbonamento come programmi per computer o app per smartphone, oppure ancora corsi, piattaforme o altri servizi online”.
Ma per farsi un'idea più concreta, quali sono gli esempi più comuni?
Si parte dagli abbonamenti in prova: spesso offerti gratuitamente o a basso costo per un periodo limitato, questi possono diventare costosi se non vengono annullati in tempo: “Un classico esempio sono i servizi di streaming che, una volta terminato il periodo di prova, iniziano a rinnovarsi automaticamente a prezzo pieno e senza preavviso”.
Ci sono poi gli abbonamenti a lungo termine: “Molti consumatori dimenticano di disdire abbonamenti annuali o pluriennali, trovandosi a pagare per servizi che non utilizzano più: in questi casi il rinnovo automatico scatta se non si comunica per tempo la volontà di disdire”.
Attenzione poi ai veri e propri “abbonamenti trappola” in cui può cadere, ad esempio, chi cerca in internet “un modello per un curriculum, una poesia, un esempio di contratto, un estratto del registro delle imprese” o simili, e incappa in offerte a pagamento non riconoscibili come abbonamenti. “Il download sembra costare pochi euro – viene specificato – ma solo mesi dopo ci si accorge che dalla propria carta sono state detratte mensilità per un abbonamento inavvertitamente concluso”.
Una volta illustrate le tipologie di “brutte sorprese” possibili, ad essere forniti sono alcuni consigli pratici per evitare inutili spese e rinnovi indesiderati.
In primis, leggere attentamente tutte le condizioni “dal momento che anche le clausole più nascoste possono contenere dettagli importanti su costi e scadenze, ma anche e soprattutto il riquadro che cliccate per concludere la registrazione, che potrebbe contenere la dicitura 'abbonati a pagamento' oppure 'attiva a pagamento', anziché l'indicazione di acquisto”.
Il consiglio del Crtcu è poi quello di segnare sempre le date di scadenza del periodo di prova o dell'abbonamento, e di disdire subito l'abbonamento dopo l'attivazione in modo da non perdere l'accesso fino alla fine del periodo gratuito.
Fondamentale è anche verificare se l'annullamento è possibile in ogni momento perchè, viene spiegato “ alcuni abbonamenti permettono di disdire alla fine di ogni mese, ma non è sempre così”.
Particolare attenzione deve essere prestata agli avvisi di rinnovo: “I fornitori devono avvisare almeno trenta giorni prima di un rinnovo automatico e, se non lo fanno, è possibile recedere senza costi fino alla scadenza successiva”.
Per informazioni e consulenze, viene specificato, è possibile rivolgersi alla sede trentina dello Sportello Europeo Consumatori, scrivendo all'indirizzo sec@euroconsumatori.org o chiamando il numero 0461984751.


















