Psicoterapia online tra codici sconto e algoritmi, l'allarme: “La salute mentale non è un e-commerce”. L'Ordine degli psicologi: “Le piattaforme in internet? Servono regole”
La pandemia e il lockdown hanno accelerato un cambiamento che era già in atto. Molti servizi di psicoterapia si sono spostati sullo schermo online. Niente più lettini da dottor Freud ma si è visto un vero e proprio boom di sedute online, con costi che si aggirano intorno ai 50 euro (a seduta), il tutto legato a piattaforme che sono spuntate come funghi. Castellini: "Non vanno demonizzate queste nuove forme di offerta psicologica. Va però garantita la serietà del servizio offerto”

TRENTO. Basta un clic, il primo contatto è gratuito e poi serve una carta di credito e pochi minuti per accedere a uno psicologo online. Ma ci sono codici di sconto, pacchetti ad hoc, algoritmi che scelgono lo psicologo adatto e diverse promozioni.
È la nuova frontiera della psicoterapia digitale che si è sviluppata negli ultimi anni che, se da un lato ha avuto l'effetto positivo di avvicinare le persone che hanno bisogno di aiuto, riducendo magari in qualche modo i costi, dall'altro però pone davanti diverse criticità. Nonostante molti servizi che si possono incontrare online “offrano” psicologi specializzati “con anni di esperienza”, l'attenzione non deve mai venir meno perché il rischio è quello di banalizzare problemi importanti o svalutare anche lo stesso lavoro, davvero importante, portato avanti dagli psicologi.
Un tema che ci può riguardare da vicino anche in Trentino, che ha scelto di non aderire al Bonus Psicologico Nazionale, ritenendo di poter contare su risorse proprie. Una decisione che, pur legittima sul piano amministrativo, solleva interrogativi profondi sul ruolo della politica nel garantire accesso equo e responsabile alla cura psicologica. In assenza di un sostegno economico pubblico, “si rischia di favorire un modello privatizzato e digitalizzato, dove il criterio dominante diventa il costo e non la qualità della relazione terapeutica”.
Le parole sono quelle della consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri, che ha portato il tema in Consiglio provinciale.
“Psicoterapia online, bonus e responsabilità pubblica: il Trentino non può voltarsi dall’altra parte”
I servizi di psicologia online sono davvero moltissimi in Italia. Basta collegarsi a un motore di ricerca per capire che si è davanti davvero a numerose possibilità. Molti offrono servizi di qualità ma non sempre, purtroppo, è così.
“Le piattaforme di telepsicologia offrono sedute online a prezzi contenuti, con algoritmi che abbinano terapeuti e pazienti e codici sconto che ricordano più l’e-commerce che la cura della persona. Non si nega – spiega la consigliera Paola Demagri – che queste realtà abbiano avuto il merito di avvicinare molti giovani alla psicoterapia. Ma è altrettanto vero che, come ha sottolineato l’Ordine degli Psicologi nazionale, la commercializzazione della salute mentale comporta rischi concreti: banalizzazione del disagio, riduzione dell’impegno terapeutico, precarizzazione del lavoro clinico”.
Niente più lettini da dottor Freud, ma a partire dal lockdown scattato in tempo di Covid si è visto un vero e proprio boom di sedute online, con costi che si aggirano intorno ai 50 euro (a seduta), il tutto legato a piattaforme che sono spuntate come funghi, con qualcuno che ne ha creato un vero e proprio business. Purtroppo, però, tra le principali criticità c'è la difficoltà di capire i segnali non verbali della persona. La comunicazione mediata dallo schermo rischia di far perdere numerose sfumature.
“La psicoterapia è un percorso delicato, che richiede motivazione, continuità, fiducia e presenza” spiega la consigliera Paola Demagri. “In un’epoca in cui si denuncia la crisi delle relazioni, l’abuso dei dispositivi digitali e la solitudine crescente, è paradossale pensare che la risposta possa essere una terapia a distanza, impersonale, e spesso vissuta come un servizio usa e getta. Il Trentino ha una tradizione di prossimità, di servizi territoriali, di attenzione alla persona. È proprio per questo che la scelta di non aderire al Bonus Psicologico Nazionale appare miope. Garantire un sostegno economico a chi sceglie di intraprendere un percorso terapeutico dal vivo, in uno studio, con un professionista del territorio, non è solo una questione di equità: è una presa di posizione culturale. Il Trentino può e deve fare la sua parte. La politica non può restare neutrale quando si tratta di salute mentale” conclude Demagri, che alla Giunta provinciale ha chiesto se la Pat ha intenzione di promuovere campagne di sensibilizzazione sul valore della relazione terapeutica in presenza e sulla qualità del servizio psicologico e se si intende coinvolgere l’Ordine degli Psicologi del Trentino in un tavolo di confronto su questi temi.
“Le piattaforme non vanno demonizzate ma manca una regolamentazione e serve massima attenzione”
La pandemia e il lockdown hanno accelerato un cambiamento che era già in atto. Molti servizi di psicoterapia si sono spostati sullo schermo online. Dietro a questo, però, ci sono diverse realtà che vanno dai colloqui veri con il proprio terapeuta via videochiamata, ai servizi erogati da piattaforme, fino alle risposte automatiche di un chatbot. Capire le differenze non è un dettaglio tecnico.
“Ci sono delle potenzialità in queste piattaforme” spiega la presidente dell'Ordine degli Psicologi della provincia di Trento, Katia Castellini. “Sono fruibili da persone che non riescono ad accedere concretamente a un percorso psicologico in presenza, per lontananza o per orari. Ma anche per persone che hanno difficoltà a uscire di casa: pensiamo alle fobie sociali, ai disturbi d’ansia e altro”.
Non mancano, però, le criticità che sono in particolare legate, come già accennato, alla distanza che uno schermo crea. “Studi recenti dimostrano che lo schermo crea anche un distanziamento emotivo: questo potrebbe significare che lo scambio terapeutico online potrebbe essere condizionato da questo, propendendo per una componente razionale a scapito di quella più emotiva. Non si deve generalizzare, perché l'intensità della relazione terapeutica è legata a molte variabili, per questo assolutamente unica e legata a quel determinato paziente, con quel determinato professionista, in quel particolare contesto” afferma la presidente.
Se la piattaforma è seria deve impiegare psicologi regolarmente iscritti a un albo. Questo significa che sono tenuti al rispetto del codice deontologico, che è garanzia di professionalità rispetto alla tutela dei propri pazienti.
“È vero però che, nonostante esista un tariffario, non esiste un obbligo di legge di seguirlo. Questo potrebbe generare problemi – spiega Castellini – di svalutazione economica del lavoro professionale. È un problema noto, legato all'equo compenso, condiviso con altre professioni sanitarie e non.”
Ma i limiti possono essere anche altri. Uno di questi è la non conoscenza, da parte del professionista che interagisce online, del territorio in cui vive il paziente. Il fatto, infine, che le piattaforme online siano una realtà piuttosto recente, significa che manchi ancora una regolamentazione. E dove manca una regolamentazione nascono anche situazioni al limite del deontologico e talvolta del legale.
“Per questo, al Consiglio nazionale degli psicologi – conclude Castellini – è stato attivato un gruppo di lavoro che si occuperà proprio di sorvegliare su questo mondo online, al fine di tutelare pazienti e colleghi. Non vanno demonizzate queste nuove forme di offerta psicologica, perché nella variabilità è possibile intercettare fette diverse di popolazione che hanno bisogno di aiuto. Va però garantita la serietà del servizio offerto ed è fondamentale individuare se per quel paziente l’online è la risposta adatta, arrivando eventualmente a dirottarlo su un collega del territorio”.


















