“Perché rinunciarvi?”, l'Ordine degli psicologi sullo stop al 'bonus' deciso dalla Pat: “Bisogni in aumento. Erano risorse a beneficio dell'intero territorio”
"La comunicazione dell’Inps non ci ha colto di sorpresa" ha spiegato la presidente dell'Ordine degli Psicologi spiegando che l’anno scorso la posizione della Giunta provinciale era stata espressa con chiarezza e riguardava la rinuncia al finanziamento. "Tuttavia avremmo auspicato un cambio di rotta" spiega ancora. "Il bonus non può, però, essere la sola risposta al bisogno enorme di psicologia che è sotto gli occhi di tutti"

TRENTO. “Il bonus è un tassello che può contribuire al benessere della popolazione, non si capisce perché rinunciarvi. Sarebbero risorse stanziate a beneficio di un intero territorio: dei suoi cittadini, siano essi pazienti o professionisti”. Usa queste parole la presidente dell'Ordine degli Psicologi del Trentino, Katia Castellini, in merito alla decisione da parte della Provincia sul “bonus psicologo” (QUI L'ARTICOLO).
Una doccia fredda per gli “addetti ai lavori” e per molti cittadini, quando nelle scorse ore una nota dell'Inps ha messo nero su bianco che: “La Provincia autonoma di Trento ha comunicato al Ministero della Salute la volontà di non finanziare la prestazione del c.d. Bonus psicologo. Pertanto, d’intesa con il Ministero della Salute, la procedura di acquisizione delle domande sarà inibita per i residenti in tale Provincia autonoma”.
In Trentino, nel 2023 (Fondo "bonus psicologo" 2022), sono state presentate quasi 3.000 richieste, di cui 500 finanziate. Lo studio PsyCare, commissionato dal Consiglio nazionale dell'Ordine degli Psicologi in collaborazione con diverse università, ha documentato l'efficacia della misura, sia in termini di esiti sull'utenza che di risparmio in termini di ore di malattia sul lavoro. Inoltre, ha rilevato che il 72% delle persone che vi hanno fatto ricorso non aveva mai effettuato sedute di psicoterapia e che, tra queste, l'81% non vi aveva avuto accesso anche per motivi economici. Da qui l'importanza della misura per sostenere le fasce economiche più in difficoltà nell’accesso alle cure psicologiche.
“La comunicazione dell’Inps non ci ha colto di sorpresa perché l’anno scorso la posizione della Giunta provinciale era stata espressa con chiarezza e riguardava la rinuncia al finanziamento per il Bonus psicologo per il biennio ’24–’25; tuttavia, avremmo auspicato un cambio di rotta, anche alla luce delle interrogazioni promosse al Consiglio provinciale (la numero 600 dell’ottobre ’24 promossa da Zanella e Demagri) e dell’interesse della cittadinanza per un contributo economico tutt’altro che frivolo”.
Alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, l’Ordine degli Psicologi della Provincia di Trento ha inviato all’assessore Tonina la richiesta di chiarire, anche per tutti i professionisti psicologi coinvolti, la posizione della Pat relativamente all’erogazione del bonus per l’anno 2025. “Questo, oltre alla proposta di incontrarci per condividere opinioni e progettualità riguardanti la salute psicologica della nostra Provincia. Siamo in attesa di questo confronto” spiega Castellini.
Per la presidente dell'Ordine degli Psicologi del Trentino, il bonus non può, però, essere la sola risposta al bisogno enorme di psicologia che è sotto gli occhi di tutti. Ne sono la prova i dati diffusi con il convegno “Oltre il silenzio”, in cui è stato messo in evidenza l’alto tasso di suicidi nella nostra Provincia e l’aumento costante della richiesta di visite psicologiche, sia nel pubblico che nel privato.
“Ci vogliono interventi strutturali che vadano a intercettare il prima possibile la sofferenza, il disagio: prima che diventi patologia. Pensiamo all’ambito scolastico – continua la dottoressa Katia Castellini – dove servirebbe un servizio di psicologia che tenga conto di molteplici aspetti, come il benessere delle persone che lo vivono (studenti, insegnanti, personale tutto), che si occupi di prevenzione nelle classi, di gestione dei gruppi, di supervisione ai consigli di classe, di compartecipazione alla progettualità dei progetti personalizzati degli studenti con bisogni educativi speciali. Pensiamo anche a un Servizio di psicologia di assistenza primaria di prossimità, dove lo psicologo lavori a fianco di medici di base e pediatri. Pensiamo al grande tema dell’emergenza, dove sempre più lo psicologo è chiamato a intervenire a fianco dei soccorritori, delle vittime e delle loro famiglie, e che deve diventare quindi una garanzia di presenza, non demandabile solo al volontariato, visto il grande impegno che richiede”.
Se da un lato l'Ordine degli Psicologi concorda con l’assessore Tonina sul fatto che il nostro servizio pubblico sia di grande qualità, dall'altro, però, spiega Castellini: “Vorrei che non passasse il concetto che il mondo della libera professione non offra la stessa garanzia di professionalità del pubblico, e mi spiace percepire che in alcuni momenti questo sia stato affermato nei discorsi e nelle pronunce di alcuni rappresentanti istituzionali. Quella dello psicologo psicoterapeuta è una delle professioni che più investe nella propria formazione professionale e personale. Non solo c’è una riconosciuta propensione all’autoformazione, ma vi è anche un sistema codificato e obbligatorio di formazione continua cui ogni iscritto all’Albo dell’Ordine degli Psicologi (libero professionista o dipendente pubblico) è tenuto ad adempiere, che si chiama formazione Ecm. Inoltre, vi è un Consiglio dell’Ordine degli Psicologi che tutela la professione, non solo per gli iscritti, ma anche per i cittadini”.














