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Trento
14 settembre | 22:13

Stop al bonus psicologo in Trentino, Tonina difende la scelta: “Meglio un sistema stabile che un contributo una tantum”

"Non si tratta di una rinuncia, ma di una scelta di responsabilità precisa: costruire in Trentino un sistema stabile, di qualità e capace di garantire benefici concreti e duraturi, piuttosto che affidarsi a misure temporanee e frammentate” ha spiegato l'assessore alla Salute, Mario Tonina

Stop al bonus psicologo in Trentino, Tonina difende la scelta: “Meglio un sistema stabile che un contributo una tantum”

TRENTO. “Siamo convinti che il sistema trentino per assicurare il sostegno psicologico a chi ne fa richiesta garantisca meglio e in maniera più capillare i cittadini trentini”. Queste le parole di che arrivano dall'assessore provinciale alla Salute Mario Tonina in merito alla mancata adesione del Trentino al cosiddetto “bonus psicologo” nazionale.

 

La decisione da parte della Provincia è stata messa nero su bianco su una nota dell'Inps (QUI L'ARTICOLO): “La Provincia autonoma di Trento – viene spiegato - ha comunicato al Ministero della Salute la volontà di non finanziare la prestazione del c.d. Bonus psicologo. Pertanto, d’intesa con il Ministero della Salute, la procedura di acquisizione delle domande sarà inibita per i residenti in tale Provincia autonoma”.

 

Una decisione che sta facendo discutere. “La scelta dell’Amministrazione provinciale risponde alla precisa volontà di garantire a tutti i nostri cittadini ai cittadini un sistema di supporto psicologico solido, accessibile e di qualità - spiega l’assessore -. Abbiamo deciso di non adottare il bonus nazionale perché riteniamo più utile offrire ai cittadini trentini un sistema continuativo, che unisce il servizio pubblico a professionisti privati accreditati, anziché risposte frammentate e con un contributo una tantum. Il Bonus psicologico è stato uno strumento utile in una situazione emergenziale come quella del covid, ma terminata quella fase si è valutato e scelto di integrare le risorse a favore del sostegno psicologico in modo più organico e stabile, costruendo un sistema che ha come priorità il dare risposte di qualità, che accompagnino le persone lungo percorsi strutturati e non episodici”.

 

Per quanto riguarda il servizio sanitario provinciale, secondo i dati diffusi dalla Pat, l’85% dei minori e il 70% degli adulti ottengono una prima visita entro 60 giorni, e c'è poi la rete di professionisti accreditati con i quali è stato rafforzato il rapporto.

 

“Se sul fronte pubblico stiamo anche investendo per potenziare ulteriormente il personale e le strutture, dal 2024 abbiamo quasi triplicato le risorse dedicate al privato convenzionato,  portandole a oltre 300 mila euro, e aumentato il compenso per seduta, così da assicurare un servizio sostenibile e qualificato”.

 

Risorse, spiega sempre la Provincia, che sono sempre state ampiamente sufficienti a coprire i bisogni emersi dal territorio. “Guardando i dati riferiti al periodo gennaio-luglio 2025 - precisa ancora Tonina - risulta utilizzato il 40% del finanziamento assegnato, circa 140 mila euro, a fronte di un budget complessivo assegnato pari a 304 mila euro. Nello stesso periodo del 2024 erano stati utilizzati solo 35 mila euro”.

Centrale anche l’accessibilità economica delle prestazioni. Nel servizio pubblico, un ciclo di 8 sedute comporta un ticket di poco più di trenta euro sia per il pubblico che per il convenzionato. “Si tratta – evidenzia Tonina – di importi notevolmente inferiori rispetto a una terapia privata, accessibili a tutti i cittadini senza necessità di ulteriori valutazioni reddituali. È questa la nostra idea di universalità: un servizio vicino alle persone, indipendentemente dalla loro condizione economica”.

 

“Ribadisco quindi che non si tratta di una rinuncia, ma di una scelta di responsabilità precisa: costruire in Trentino un sistema stabile, di qualità e capace di garantire benefici concreti e duraturi, piuttosto che affidarsi a misure temporanee e frammentate”.

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