Stop ai punti nascita di Cles e Cavalese: “Tonina abbia il coraggio di discostarsi da Fugatti”. Demagri: “Sostituiamoli con servizi più sicuri, più efficaci ed efficienti”
"Sono certa che in questi due anni l’assessore Tonina non abbia incontrato un solo dipendente dell’Azienda sanitaria che gli abbia detto: 'Mi raccomando, non chiuda i punti nascita'" spiega la consigliera che chiede l'apertura di nuovi percorsi "più adeguati alla dotazione organica, più sicuri, più sostenibili, più rispettosi della soddisfazione e delle competenze del personale"

TRENTO. “Tonina abbia il coraggio di discostarsi dalle volontà del presidente Fugatti, volontà che sappiamo essere esclusivamente sue, e batta i pugni sul tavolo assumendosi fino in fondo la responsabilità del suo ruolo”. Usa queste parole la consigliera provinciale di Casa Autonomia, Paola Demagri, dopo le dichiarazioni dell’assessore Mario Tonina riportate su Il Dolomiti (QUI L'ARTICOLO), in cui si parla di professionisti capaci di far fronte anche a eventi complessi come le Olimpiadi e si auspica che tutto vada per il meglio.
“Si conferma – spiega – ciò che molti di noi sostengono da tempo: la sanità trentina è composta da donne e uomini di straordinaria professionalità, gli stessi che durante il periodo Covid hanno dimostrato di saper rispondere con prontezza e competenza a ogni emergenza”.
Proprio questi professionisti, la consigliera Demagri chiede che venga fatta una scelta “seria, responsabile, libera da capricci politici e da convenienze di parte”, fondata esclusivamente sulla ragionevolezza.
“La politica deve certamente – continua – essere al servizio dei territori e dei cittadini, ma sono i tecnici in ogni ambito a dover poi agire concretamente. E allora ascoltiamoli davvero. Facciamo loro questo regalo: sospendere definitivamente i punti nascita non più sostenibili e sostituirli con servizi più apprezzati, più sicuri, più efficaci ed efficienti”.
Una richiesta che già in passato è stata fatta, innescando un dibattito importante anche sul territorio.
“Sono certa che in questi due anni l’assessore Tonina non abbia incontrato un solo dipendente dell’Azienda sanitaria che gli abbia detto: 'Mi raccomando, non chiuda i punti nascita'. Non esiste in tutta l’Azienda sanitaria. Esiste, semmai, qualcuno che talvolta si sente obbligato a rilasciare dichiarazioni nelle quali nemmeno lui o lei crede davvero”, spiega ancora la consigliera provinciale.
“Si chiudono percorsi per aprirne di nuovi, più adeguati alla dotazione organica, più sicuri, più sostenibili, più rispettosi della soddisfazione e delle competenze del personale. È un atto di responsabilità che il nostro sistema sanitario attende”, conclude Demagri.












