In Trentino stop al bonus psicologo (che ha aiutato centinaia di cittadini), la Provincia: “Il Servizio Apss già risponde ai bisogni”
A conferma la nota che è arrivata direttamente dall'Inps nelle scorse ore: "La Provincia autonoma di Trento ha comunicato al Ministero della Salute la volontà di non finanziare la prestazione del Bonus psicologo. Pertanto, d’intesa con il Ministero della Salute, la procedura di acquisizione delle domande sarà inibita per i residenti in tale Provincia autonoma”. La risposta della Pat ad una interrogazione che avevano presentato i consiglieri provinciale Paola Demagri e Paolo Zanella

TRENTO. In Trentino la Provincia ha deciso di fare a meno del bonus psicologo. Una misura nata per incentivare percorsi psicoterapeutici per persone che hanno bisogno di un aiuto psicologico.
Si tratta di un incentivo economico destinato alle “persone in condizione di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica”, affinché possano intraprendere percorsi psicoterapeutici presso studi di professionisti aderenti all’iniziativa.
L'amministrazione provinciale guidata da Fugatti ha deciso di non aderire più alla misura nazionale.
A conferma la nota che è arrivata direttamente dall'Inps nelle scorse ore nella quale si definivano i requisiti, gli importi e le modalità per presentare domanda dal 15 settembre al 14 novembre.
“La Provincia autonoma di Trento – viene spiegato - ha comunicato al Ministero della Salute la volontà di non finanziare la prestazione del c.d. Bonus psicologo. Pertanto, d’intesa con il Ministero della Salute, la procedura di acquisizione delle domande sarà inibita per i residenti in tale Provincia autonoma”.
Una doccia fredda per gli “addetti ai lavori” e per molti cittadini. In Trentino nel 2023 (Fondo "bonus psicologo" 2022) sono state fatte quasi 3000 richieste, di cui 500 finanziate. Nel 2024 (fondi 2023) in Italia 400.000 richieste e finanziate nemmeno l'1% (ridotti i fondi).
Lo studio PsyCare commissionato dal Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi in collaborazione con diverse Università, ha documentato l'efficacia della misura, sia in termini di esiti sull'utenza che di risparmio in termini di ore di malattia risparmiate sul lavoro. Inoltre ha documentato che il 72% delle persone che vi hanno fatto ricorso non aveva mai effettuato sedute di psicoterapia e di queste l'81% anche per motivi economici. Di qui l'importanza della misura per sostenere le fasce economiche più in difficoltà per l’accesso alle cure psicologiche.
I dati erano stati ripresi anche da un'interrogazione fatta alcuni mesi fa dai consiglieri provinciali Paola Demagri e Paolo Zanella nella quale si denunciava proprio l'intenzione da parte della Provincia di non proseguire con la misura.
In risposta all'interrogazione l'assessore Tonina aveva risposto che “Si ritiene che il servizio di psicologia clinica di Apss coadiuvato dall’attività degli studi di psicoterapia convenzionati, possa rispondere adeguatamente alla richiesta di supporto psicologico dei cittadini trentini. A supporto della valutazione si conferma che il livello assistenziale già ad oggi garantito dal sistema sanitario provinciale per i servizi di psicologia clinica è significativamente superiore rispetto al contesto nazionale”.
Secondo quanto riportato dall'assessore l’85% dei bambini e ragazzi (0-18anni) e il 70% degli adulti ottiene infatti una prima visita presso il servizio pubblico entro i 60 giorni.
“A questo si aggiunge – spiega - che gli indirizzi programmatori attuali vanno nella direzione di potenziare l’attività garantita dal servizio pubblico e di mantenere una regia pubblica sull’attività svolta dai professionisti privati, come presidio e garanzia dell’intero processo. Orientamento questo che potrà trovare supporto anche nell'ambito della proposta dei fabbisogni di personale 2024 - 2026 presentata dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari e attualmente in fase di valutazione”.
Parole queste a cui i due consiglieri avevano già risposto: "Ci sono persone che necessitano di cicli di psicoterapia più lunghi di quello offerti da Apss e gli studi convenzionati sono di fatto pochissimi. I dati del bonus 2022 dimostrano che anche in Trentino la richiesta non si risolve con il servizio di Apss o con gli psicologi convenzionati e quindi o si potenziano quei servizi, oppure i contributi per accedere alla psicoterapia vanno mantenuti".














