Contenuto sponsorizzato
Trento
27 gennaio | 06:00

Ansie e fragilità tra i banchi di scuola, la Pat pronta a potenziare al ruolo dello psicologo, Gerosa: "Lavoriamo a un nuovo modello. A settembre al via la sperimentazione"

Il nuovo modello su cui sta lavorando la Provincia punta alla presenza costante della figura dello psicologo che sappia cogliere i segnali e che aiuti e sostenga gli studenti. Gerosa: "Stiamo lavorando a un modello per l'infanzia, un modello che parta dalla primaria per arrivare alla fine della scuola. Con un'organizzazione differenziata. Uno spazio con l'importante ruolo del docente Faber"

Ansie e fragilità tra i banchi di scuola, la Pat pronta a potenziare al ruolo dello psicologo

TRENTO. Nella scuola la complessità dei bisogni dei ragazzi sta aumentando (Qui l'articolo). Ansia, fragilità emotive, difficoltà relazionali sono purtroppo sempre più diffuse tra i banchi. Negli ultimi anni il mondo dell’istruzione si trova a fare i conti con nuove problematiche e le risposte messe in campo sono diverse.

 

Sono di queste ore, per esempio, i risultati del bonus psicologo studenti introdotto dal 2022 all'interno del sistema diritto allo studio del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un sostegno ai ragazzi e alle famiglie che certamente non si sovrappone agli interventi socio-assistenziali o sanitari garantiti invece dal nostro sistema sanitario. La misura è destinata agli studenti di età non superiore ai 21 anni, iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado appartenenti al sistema pubblico e privato di istruzione e ai corsi di Istruzione e formazione professionale.

 

"Per questo strumento - ha spiegato Rosolen - dal 2022 al 2025 sono stati erogati 2 milioni e 250 mila euro per soddisfare 7.729 bonus a fronte di 8.939 domande pervenute. Gli psicologi della nostra regione hanno risposto in massa, visto che in questo momento sono accreditati 585 professionisti e sono 661 le sedi territoriali di ricevimento presenti in 77 Comuni del Friuli Venezia Giulia".

 

In Trentino piazza Dante stanzia per ogni anno scolastico circa 350 mila euro per l'intervento di uno psicologo nelle scuole. Un impegno importante che ora, a fronte dei bisogni nuovi e più complessi da parte di bambini e ragazzi, si vuole potenziare. La Provincia, infatti, con l'assessora Francesca Gerosa, sta lavorando su un cambio di passo. “È necessario pensare a un nuovo modello” ha spiegato.

 

Assessora Gerosa, negli ultimi anni è aumentata la complessità dei bisogni dei ragazzi, come sta cambiando la scuola?
Stiamo vedendo una situazione molto variegata. E' emersa una crescita degli stati di ansia e lo confermano anche diversi studi portati avanti. Vediamo una crescente difficoltà nella gestione che i ragazzi hanno delle proprie emozioni e che possono arrivare a stati violenti. Ci sono crescenti fragilità a volte causate anche da una mancanza di una famiglia presente alle spalle. E quindi siamo convinti che ci sia bisogno della presenza costante di una figura specifica che li aiuti e che li sostenga.

 

Lei e il suo Assessorato state lavorando a un nuovo modello che va a ripensare in qualche modo il ruolo dello psicologo nelle scuole potenziandolo. Di cosa si tratta?
Il progetto a cui stiamo lavorando vuole rispondere alle nuove esigenze a fronte di sempre maggiori complessità che viviamo nelle nostre scuole.
Uno studente che ha un bisogno e che bussa alla porta dello psicologo dimostra che ha la consapevolezza del proprio disagio, la maturità per rendersene conto e per chiedere aiuto. Credo, invece, che si debba invertire l'ordine delle cose. Ci deve essere una rete all'interno della scuola, con il supporto professionale dello psicologo, che riesca a cogliere fin dai primi segnali quella che è la necessità che poi abbisogna dello psicologo. L'obiettivo è quindi quello di cogliere prima i segnali.

 

E come intende realizzare questo nuovo modello?
Ci possono essere diverse manifestazioni di un bisogno e per questo penso a una presenza costante nella scuola, a modelli differenziati per target e per territori. Stiamo lavorando a un modello per l'infanzia, un modello che parta dalla primaria per arrivare alla fine della scuola con un'organizzazione differenziata. Uno spazio con l'importante ruolo del docente Faber.

 

In che modo si inserisce il docente Faber in questo nuovo potenziamento psicologico nelle scuole?
Abbiamo terminato tutta la fase di formazione che sarà poi implementata e come facilitatore del benessere emotivo e di relazione può essere quel collegamento, come ho sempre detto, con lo psicologo, con gli studenti ma anche con i docenti e il personale scolastico.
Nonostante le critiche ricevute fin dall'inizio avevamo un disegno che stiamo portando avanti passo dopo passo. Non penso più a uno psicologo che fa sportello qualche ora, ma penso a una presenza costante. Lo psicologo deve essere nel corridoio delle scuole.

 

Questo nuovo modello porterebbe la presenza costante di uno psicologo in tutte le scuole?
Questo sarebbe l'obiettivo partendo in maniera sperimentale in alcune strutture. Stiamo quantificando le risorse necessarie considerando la complessità dei territori e della presenza di uno psicologo o di uno staff di professionisti. L'obiettivo principale è il benessere.
Ovviamente la presenza di un professionista non vuol dire che tutto sia da sportello psicologico. L'esperto dovrà cogliere i segnali necessari per evitare che i ragazzi arrivino ad aver bisogno dello sportello. Mettendo in campo, quindi, un'azione preventiva.

 

Questo nuovo sportello andrà con il tempo a sostituire lo sportello che già oggi funziona in molte scuole?
No, non necessariamente. Potrebbe comunque servire un momento più riservato per affrontare delle questioni. Io parlo di un potenziamento, di un modello diverso. Io immagino lo psicologo come una persona in organico come gli altri docenti.

 

Su questo ambito la provincia ha investito 350 mila euro all'anno. Si sta pensando di aumentare le risorse? Quando partirà il nuovo modello?
Per come lo abbiamo immaginato serviranno risorse molto importanti. Ma credo che lavorare per sostenere i nostri ragazzi e aiutarli nella loro crescita valga la pena. Nel mese di febbraio ci sarà un nuovo confronto tra l'assessorato e l'Ordine degli psicologi e con settembre vogliamo partire con una sperimentazione in alcune scuole.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 21:25
L'uomo stava compiendo un'escursione assieme ad un amico e, mentre stava percorrendo in discesa il sentiero 370, che da Malga Termoncello rientra a [...]
Politica
| 07 agosto | 19:18
Gli hotel a 5 stelle in Trentino sono una dozzina, quasi un sesto rispetto a quelli presenti in Alto Adige. I punti di forza del territorio sono [...]
Cronaca
| 07 agosto | 18:59
Parte nelle Prealpi trevigiane la storia di Luca Parussolo, giovane allevatore che ha ereditato la passione e l’arte di fare formaggio dalla [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato