Scuole dell’infanzia tra calo delle nascite (-2% in un anno) e nuove sfide. Gerosa: “Abbiamo deciso di trasformare queste reali criticità, in reale cambiamento”
Confermato l'impegno sullo sviluppo del sistema integrato 0-6 mantenendo le specificità distintive dello 0-3 e del 3-6, individuando spazi comuni di lavoro, “non per occupare posti e riempire strutture, ma sempre per mettere al centro i bisogni dei bambini” ha spiegato l'assessora provinciale Francesca Gerosa

TRENTO. Un sistema educativo fondamentale che riesce, non senza fatica, a tenere insieme comunità, famiglie e territori, ma che si trova ora davanti a nuove sfide: dal calo delle nascite all’aumento della burocrazia, dalla sostenibilità organizzativa al riconoscimento del ruolo del volontariato.
È questo il quadro emerso dall’Assemblea ordinaria della Federazione Provinciale Scuole dell’Infanzia di Trento, che ha acceso i riflettori sulle fragilità di un modello fondamentale per la coesione sociale del territorio.
La Federazione rappresenta 130 scuole, organizzate in 20 circoli di coordinamento per un totale di 6.346 bambini e 1.379 dipendenti.
Il presidente della Federazione Giuseppe Grisenti ha condiviso esiti e prospettive attraverso la relazione dal titolo “Il sistema delle scuole equiparate: infrastruttura sociale che tiene insieme comunità, fiducia e futuro”. Un futuro che non può essere affidato a soluzioni semplici o a risposte immediate, ma che richiede “coraggio, visione, corresponsabilità e un lavoro di tessitura paziente e condiviso, orientato al bene comune e alla crescita delle nostre comunità”.
Tra i temi trattati oltre l’azione e la responsabilità del volontariato che “chiedono di essere viste e riconosciute nel loro valore comunitario, sociale, educativo, nella loro funzione centrale per la crescita delle nostre comunità” anche la sperimentazione nell’ambito dello 0-6. “Tale sperimentazione – ha spiegato il presidente - coinvolge tre scuole associate, Sant’Alessandro di Riva del Garda, Castello di Fiemme e Santa Croce del Bleggio, e implica la presenza della Federazione anche sul piano delle attività di ricerca, in collaborazione con la Provincia e con le altre componenti del sistema di educazione e istruzione per l’infanzia del nostro territorio. Si tratta di un lavoro sollecitante dal punto di vista pedagogico, che implica un dialogo inedito tra professionalità diverse, uno sguardo nuovo sui contesti educativi, una propulsione innovativa che istituzioni, ruoli e persone stanno imprimendo sul piano scientifico”.
Presente all'assemblea l’assessora provinciale Francesca Gerosa che ha ricordato come il sistema trentino si fondi su una preziosa ricchezza di diversificate realtà, evidenziando la sinergia tra Provincia e Federazione quale metodo di lavoro. E' stato poi ricordato il finanziamento del 100% delle risorse necessarie pari a 75,4 milioni di euro implementando ulteriormente tale importo con la manovra di assestamento che ha permesso di corrispondere alle necessità relative agli adeguamenti contrattuali del personale. “Mentre lavoriamo – ha detto l’assessora – ci interroghiamo in un tempo di cambiamento e di cambiamenti. In merito al calo delle nascite (del 2% rispetto allo scorso anno) abbiamo però deciso di trasformare questa reale criticità, in reale cambiamento. Si è infatti deciso di mantenere invariato il contributo per il tempo prolungato e per la mensa e di mantenere il numero dei bambini per sezione a 24 unità rispetto alle 25 precedentemente previste, cosa che ha permesso di contenere gli effetti sul calo dei posti di lavoro per il personale”.
E' stato poi confermato anche l'impegno sullo sviluppo del sistema integrato 0-6 mantenendo le specificità distintive dello 0-3 e del 3-6, individuando spazi comuni di lavoro, “non per occupare posti e riempire strutture, ma sempre per mettere al centro i bisogni dei bambini”.
Presente anche la vicesindaca e assessora con delega in materia di cultura e turismo Elisabetta Bozzarelli è intervenuta riconoscendo l’importanza dell’aspetto posto al centro della relazione del presidente Grisenti circa il ruolo del volontariato. “Fare comunità è un focus che – ha riconosciuto la vicesindaca – contraddistingue le progettualità che le scuole coltivano e agiscono attraverso le tante proposte educativo-didattiche”. Evidenziata dalla Bozzarelli anche l’altissima ricerca pedagogica che caratterizza la qualità scientifica della Federazione, ricerca orientata a far sì che le bambine e i bambini possano crescere dentro la loro specificità, ma anche dentro un ambiente culturale che crea cultura, coinvolgendo anche le famiglie favorendone l’attivazione.


















