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Trento
05 agosto | 11:47

Servizi e inclusione, Abilnova festeggia 18 anni di impegno. Ceccato: "Oggi le vere barriere sono sensoriali. Città moderne? Spesso meno accessibili"

Nata nel 2008 come Cooperativa Irifor del Trentino, oggi AbilNova è il polo di riferimento per la disabilità sensoriale in Trentino, con servizi dedicati alle persone con disabilità visiva e uditiva di tutte le età. Porta avanti percorsi educativi, riabilitativi, sanitari, psicologici e sociali, affiancando a questi un'intensa attività di formazione, informazione e sensibilizzazione rivolta alla comunità

Servizi e inclusione, Abilnova festeggia 18 anni di impegno
di Viola Bazzanella

TRENTO. Da una realtà di piccole dimensioni a un punto di riferimento per centinaia di cittadini trentini. La cooperativa Abilnova festeggia 18 anni di servizi e oggi rappresenta in Trentino un punto fondamentale per chi convive con disabilità visiva o uditiva.


A lavorarci ci sono oltre 160 persone, come ha spiegato a il Dolomiti il direttore Ferdinando Ceccato.

 

Oggi, tra servizi scolastici, assistenza sanitaria, formazione e progetti per l'autonomia, l'associazione affronta sfide sempre nuove: dall'impatto della tecnologia alle barriere sensoriali che caratterizzano le città moderne, fino alla necessità di garantire servizi sempre più capillari.

 

Direttore Ceccato, come è cambiato il lavoro di Abilnova da quando siete nati ad oggi?
La sensibilità è cambiata, e di conseguenza sono cambiate le persone che lavorano con noi: prima eravamo in pochi, oggi siamo in 162. Questo ha significato dover organizzare il lavoro in modo molto diverso, con una programmazione più puntuale di tutte le attività, perché riguardano tutte le aree di intervento. I numeri dicono che serve un'organizzazione più attenta: le riunioni sono più frequenti, perché gli argomenti da affrontare sono sempre di più.

 

Anche il numero delle persone che seguite è aumentato nel corso degli anni. Che tipo di richieste ricevete di più oggi rispetto al passato?
Il numero delle richieste è certamente aumentato: oggi seguiamo 140 studenti a scuola, circa 600 persone all'anno al centro sanitario nelle visite. Con l'unità mobile raggiungiamo circa 50 persone. A questo si aggiungono 1000-1500 visite circa, quasi 50.000 chilometri percorsi con il servizio trasporti, e poco meno di 5000 persone coinvolte nelle attività 'al buio'. I numeri dicono che c'è un aumento continuo, soprattutto nella scuola ma ancora di più nell'assistenza sanitaria, perché le persone vivono più a lungo e i problemi legati alla vista aumentano con l'età, proprio come per tutte le altre parti del corpo.

 

Qual è stato l'impatto della tecnologia? Ha cambiato molto il modo in cui aiutate le persone rispetto a 10 anni fa?
La tecnologia ha permesso di aiutare le persone in maniera molto diversa rispetto a quello che veniva fatto 10 anni fa.
Oggi lo smartphone e il computer, con i dispositivi di lettura vocale, aiutano tantissimo nella vita, nel lavoro, nello studio, nel tempo libero. Per chi ha problemi di udito ci sono strumenti come bilance parlanti, misuratori di pressione, termometri, orologi: sono quasi tutti gestibili con app. Sono strumenti digitali che spesso, soprattutto per le persone più anziane, richiedono un po' di pratica ed è per questo che organizziamo dei corsi.

 

Quali sono le difficoltà più grandi che incontrate ogni giorno nel vostro lavoro in Trentino?
Più che di barriere architettoniche, oggi parliamo soprattutto di barriere sensoriali. Pensiamo ai bancomat e ai POS: essendo touch, per noi diventano una barriera. Lo stesso vale per i mezzi pubblici, perché non su tutti sono presenti annunci sonori funzionanti, e non tutte le fermate sono accessibili, che rappresentano un ostacolo concreto all’autonomia. "È un cambiamento che riflette una trasformazione più ampia della società: se tempo fa le barriere erano fisiche, scalini, marciapiedi stretti, oggi buona parte della vita quotidiana passa attraverso schermi touch, che per chi non vede risultano di fatto inutilizzabili senza un feedback tattile o sonoro.

 

Ci sono zone del territorio dove è più difficile raggiungere le persone che hanno bisogno di aiuto?
Paradossalmente, le difficoltà maggiori si riscontrano spesso non nei paesi più piccoli, ma in centro città. Chi è nato e ha sempre vissuto in un paesino conosce bene le strade e ha sviluppato negli anni un senso dell'orientamento molto forte in quel luogo. In centro, invece, essendo un ambiente più grande, caotico e rumoroso, che cambia più facilmente, orientarsi diventa più complicato. A questo si aggiunge il fatto che, con la maggiore quantità di macchine, persone e confusione, anche l'assistenza fatica ad arrivare con la stessa velocità.

 

Negli ultimi anni il bilancio è cresciuto o è più difficile trovare fondi?
Il nostro bilancio negli ultimi anni ha mantenuto una sostanziale stabilità, accompagnata da una crescita costante. Questo ci ha permesso di chiudere l'anno con un risultato positivo, anche se il nostro obiettivo non è fare profitto, ma reinvestire le risorse nei servizi.

 

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