Dai costi in aumento alla mancanza di manodopera, panificatori in difficoltà: in vent’anni dimezzate le aziende. Bonafini: “Situazione non facile”
In Trentino ad oggi ci sono 110 aziende che vedono impegnate circa 500 persone. Sul futuro i panificatori guardano alla Scuola di Arte Bianca che dallo scorso novembre ha una nuova sede a Rovereto. La scuola riveste un ruolo fondamentale per la categoria anche per il ricambio generazionale

TRENTO. Un lavoro notturno che impegna mani. cuore e testa. Frutto di una tradizione che oggi purtroppo, è sempre più difficile portare avanti.
Stiamo parlando dei panificatori, delle circa 110 aziende che si trovano in Trentino e che vedono impegnate circa 500 persone.
Un settore, quello del pane, che ha visto negli ultimi 15-20 anni un dimezzamento delle attività. Un calo che purtroppo è continuato fino ad oggi.
“Il nostro auspicio è che si interrompano le chiusure che hanno caratterizzato purtroppo il settore in Trentino ma anche a livello nazionale” ci spiega Emanuele Bonafini presidente dell'associazione panificatori del Trentino.
L'impegno che devono portare avanti le aziende non è di poco conto. Per continuare a rimanere nel mercato servono sempre nuovi investimenti e la capacità di professionalizzare i propri collaboratori senza contare anche l'importante aspetto del ricambio generazionale.
“Le componenti che in questi anni hanno pesato sono tante – spiega Bonafini – a partire dalla forza lavoro, soprattutto nelle zone montane del territorio dove è ancora più difficile recuperare persone. Ci sono le nascite in calo e gli stranieri in valle fanno fatica a resistere. Senza contare i costi elevati degli affitti”.
Altri problemi riguardano la necessità di investimenti e i margini insufficienti che a livello economico purtroppo ha spesso il pane.
“Il costo delle materie prime di certo non si riduce e nemmeno i costi energetici” continua il presidente dei panificatori. Altro punto cruciale sono le farine. “Arrivano ormai da tutto il mondo – spiega - L'Italia produce solo il 40% delle farine che si consumano. Anche questo è un dato negativo”.
Sul futuro i panificatori guardano alla Scuola di Arte Bianca che dallo scorso novembre ha una nuova sede a Rovereto. La scuola riveste un ruolo fondamentale per la categoria. Sul fronte aziendale porta a una più facile continuità aziendale, garantendo giovani professionisti preparati a operare nel settore e nuovi imprenditori in grado di avviare nuove attività di panificazione.
La preparazione offerta è completa e di alto livello. Nella Scuola di Arte Bianca, infatti, si arriva al IV anno, con competenze che da operatore si trasformano in tecnico della panificazione.
“Un altro aspetto su cui vogliamo puntare – ha concluso Bonafini – è quello di avere materie prime a chilometro zero. Per questo abbiamo bisogno dell'aiuto delle aziende agricole per arrivare a una farina il più possibile del nostro territorio. Le potenzialità ci sono tutte”.













