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Trento
10 marzo | 19:37

"Ridare dignità alla scuola dell'infanzia", l'allarme dei sindacati. "Dal precariato al rapporto numerico insegnanti-bambini fino alla mancanza di insegnanti: serve agire"

Dura nota congiunta di Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola e Fgu-Satos: "Profonda preoccupazione per lo stato di disinteresse in cui si trova la scuola dell’infanzia: abbandono della politica ed esclusione dei necessari investimenti umani e materiali"

"Ridare dignità alla scuola dell'infanzia", l'allarme dei sindacati

TRENTO. “Bisogna ridare dignità alla scuola dell'infanzia: servono un segnale di interesse e azioni reali”. Ad affermarlo, in modo congiunto, sono le sigle sindacali trentine Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola e Fgu-Satos che esprimono profonda preoccupazione per lo “stato di disinteresse in cui si trova la scuola dell’infanzia”. A preoccupare le sigle, nello specifico, sono “l’abbandono della politica e l’esclusione dai necessari investimenti umani e materiali”.

 

Ad essere messe in fila sono poi le principali richieste alla politica: dal “riaffermare il ruolo dell’insegnante come parte attiva nella progettazione didattico-pedagogica sia a livello di scuola che di sistema” alla “riduzione del rapporto numerico insegnante-bambini” fino al “ridare valore ai momenti di compresenza, previsti per legge, ma spesso disattesi a causa di scelte al risparmio sulle sostituzioni e alla carenza di personale qualificato”.

 

Ad essere poi richiesto dai sindacati è “il riconoscimento dell’aggravio di lavoro per tutto il personale derivante da continue richieste non previste e non riconosciute”, un “qualificato potenziamento di ore per sostenere i bambini con bisogni educativi speciali e infine “di sostenere il personale con formazione adeguata e diversificata e la stabilizzazione del precariato storico”.

 

“La massima stabilità delle scuole va garantita con organici adeguati – prosegue il comunicato congiunto – già dal mese di settembre, in funzione delle frequenze previste sulla base delle preiscrizioni per il gennaio successivo e sulle esigenze previste e prevedibili”.

 

Le sigle chiedono poi di “adeguare alle complessità e ai bisogni” anche i parametri di assegnazione del personale operatore d’appoggio e “stabilizzare il personale ausiliario e cuoco” coprendo tutti i posti liberi da piano annuale.

 

E poi il tema del rinnovo contrattuale. “Vogliamo – si legge nel testo – una apertura immediata del tavolo APraN per il rinnovo contrattuale adeguatamente finanziato, per conformare tutta la parte giuridica, con inoltre la previsione della ricostruzione di carriera e dell’automatismo delle progressioni e la ripresa della contrattazione Foreg 2025/2026 con risorse aggiuntive estese all’intero sistema”.

 

Ad essere affrontata nella nota congiunta è l'urgenza di analizzare lo stato di salute della scuola e delle lavoratrici, di porre rimedio a situazioni di sofferenza come la mancanza di insegnanti e l’utilizzo di personale senza titoli adeguati, del rendere attrattiva la professione dell'insegnante e gestire il ricambio generazionale.

 

“Attualmente si registra – viene specificato – una massiccia presenza di contratti con orari che vanno dalle 5 alle 10 ore settimanali, inaccettabili per garantire una vita dignitosa e un lavoro di qualità. E poi la scuola dell’infanzia, in analogia con la scuola a carattere statale, deve seguire lo stesso calendario scolastico e chiede che il periodo estivo sia affidato a servizi conciliativi”.

 

Infine l'affondo, in cui si sottolinea come le sigle, “dopo aver chiesto e non ottenuto dati, dopo aver atteso e non ricevuto ascolto”, ora chiedano segnali concreti dall’Amministrazione.

 

“Durante questa primavera – conclude la nota – tutta la scuola dell’infanzia sarà in stato di agitazione e di mobilitazione che non rientrerà fino a quando le sue richieste, fino ad oggi inascoltate, saranno seriamente considerate dalla politica”.

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