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Trento
20 febbraio | 18:50

Servizi estivi, il nuovo modello contro il 'summer learning loss': “Coinvolti fino a 8000mila giovani”. Ecco i dettagli

Le autorità della Pat parlano di un “nuovo paradigma” per quanto riguarda l'organizzazione dei servizi estivi in Trentino: “Si avvia la fase attuativa – dice il presidente Fugatti – di questo nuovo modello rivolto alle attività destinate ai ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado durante i mesi estivi”

Servizi estivi, il nuovo modello contro il 'summer learning loss': “Coinvolti fino a 8000mila giovani”
di Redazione

TRENTO. La Giunta provinciale ha introdotto in via sperimentale un nuovo modello di organizzazione dei servizi estivi per il 2026; un vero e proprio cambiamento di paradigma, dicono le autorità, per la gestione del settore. Ad annunciarlo sono proprio i vertici della Pat, che sottolineano come l'intervento potrà coinvolgere complessivamente fino a 8000 bambini e ragazzi 1320 per turno – su tutto il territorio provinciale, per sei settimane consecutive dal 29 giugno 2026. La riorganizzazione, dice la Provincia, nasce con l'obiettivo di “rafforzare le politiche a favore delle famiglie, attraverso servizi socio-educativi e di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, offrendo ai minori uno spazio educativo qualificato, capace di contrastare il fenomeno del 'summer learning loss', senza riproporre l'impostazione tradizionale dell'attività didattica”.

 

Nello specifico, la Giunta ha approvato l'avviso pubblico di manifestazione di interesse per i Servizi d'interesse economico generale (Sieg) estivi per raccogliere, da parte degli enti e realtà del settore, le proposte di progetti per l'estate. Nel secondo provvedimento, l'esecutivo ha approvato i nuovi criteri e modalità per la concessione di contributi per la realizzazione di soggiorni socio-educativi a favore della popolazione giovanile trentina.

 

“Con i provvedimenti approvati oggi – sono le parole del presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti – si avvia la fase attuativa di questo nuovo modello rivolto alle attività destinate ai ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado durante i mesi estivi. Un'iniziativa che rappresenta un ulteriore tassello di una strategia che mette la famiglia al centro delle politiche pubbliche. Vogliamo sostenere concretamente i genitori nel periodo di chiusura delle scuole, ma allo stesso tempo garantire ai ragazzi opportunità di crescita, socializzazione e sviluppo delle competenze. Non si tratta solo di un servizio estivo, ma di un investimento sul benessere della comunità e sul futuro del nostro territorio”.

 

Achille Spinelli, vice-presidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, ha sottolineato poi il carattere innovativo ed inclusivo del nuovo modello: “Qualifichiamo il sistema dei servizi estivi con finalità socio educative e conciliative, con standard chiari di qualità, inclusione e flessibilità, con orari più ampi rispetto all’attuale offerta. Estendiamo l’accesso anche alle famiglie che oggi non usufruiscono dei buoni di servizio, prevedendo tariffe calmierate in base alla condizione economica e un’attenzione particolare ai minori con disabilità o in situazioni di difficoltà. Una misura che consolida un modello di servizi estivi più strutturato, inclusivo e orientato alla qualità educativa, che promuove ed incrementa i servizi esistenti e interviene con un ulteriore servizio innovativo”.


 

Le caratteristiche del nuovo modello

 

Per la Provincia è stata di fatto ridisegnata l'offerta estiva per la fascia degli iscritti al primo ciclo della scuola (estendibile ai 18 per disabilità): “Questo sistema non si limita più a semplici contributi, ma integra tre pilastri normativi e operativi per rispondere ai bisogni emersi dalle indagini sulle famiglie, implementando e mettendo a sistema l’offerta dei servizi attualmente presente in ambito provinciale.
I pilastri sui quali viene definita l’offerta estiva sono Servizi di Interesse Economico Generale (Sieg), i Buoni di Servizio FSE+ (lo strumento storico di conciliazione dedicato alle famiglie con madri lavoratrici, ora integrato nel panel complessivo e con una gestione coordinata con il SIEG), i Soggiorni socio-educativi (L.P. 6/2009) con la revisione dei criteri per i contributi a enti senza scopo di lucro, per aumentare i contributi a fronte di un sostanziale innalzamento degli standard qualitativi ed in materia di sicurezza. Infine viene proposta una vetrina informatica unica: una piattaforma digitale Estate Family, che raccoglierà l'intera offerta territoriale, facilitando la messa a sistema dell’intera gamma dei servizi offerti e l'orientamento delle famiglie tra le diverse proposte”.

 

Il modello Sieg, continua Piazza Dante: “Introduce un cambio di paradigma: il servizio viene costruito attraverso una progettazione partecipata tra amministrazione e soggetti erogatori. Non si tratta di una semplice erogazione di fondi, ma di una co-definizione dei contenuti pedagogici ed organizzativi, che si basa sui seguenti elementi: qualità dei servizi offerti (progetti con specifiche caratteristiche educative non formali), inclusione e priorità d'accesso con un accesso garantito ai minori con disabilità (accogliendo almeno il 10% rispetto agli utenti previsti, e sempre in sovrannumero, con Supporto Individualizzato). Un costo calmierato per le famiglie, parametrato all’ ICEF, con soglia massima dell’indicatore pari a 0,70, ed una ampia flessibilità oraria per rispondere concretamente alle crescenti esigenze di conciliazione vita-lavoro: il servizio garantisce la copertura nella fascia 07:30 – 18:30. I turni sono settimanali (5 giorni consecutivi) con possibilità di opzioni part-time (minimo 4 ore) o full-time (8 ore). Nel tempo pieno è sempre garantita la somministrazione del pasto, anche tramite convenzioni con realtà locali, per favorire l'indotto territoriale”.

 

In altre parole, l'obiettivo è “trasformare l'estate in un'opportunità di crescita attraverso quattro colonne pedagogiche: l'esperienza diretta, la cooperazione, l'allenamento di abilità trasversali e il piacere della scoperta”. Il sistema di compensazione della Provincia, prosegue Piazza Dante: “Assicura che il costo per le famiglie sia proporzionato alle loro possibilità economiche, con rimborsi diretti ai soggetti incaricati per coprire il disavanzo tra i costi di gestione e le rette incassate. L'intero processo sarà monitorato per valutare il gradimento delle famiglie, gli elementi positivi o di eventuale attenzione e criticità, la valutazione dei contenuti e dei programmi proposti, la qualità del servizio reso e il grado di risposta alle esigenze delle famiglie in tema di conciliazione vita-lavoro”.

 

La seconda delibera approvata dalla Giunta riguarda poi i criteri per la concessione dei contributi per la realizzazione di attività di soggiorno socio-educativo, a favore della popolazione giovanile residente in Provincia di Trento, promosse da enti, associazioni o altri soggetti o organismi senza scopo di lucro. “Anche in questo caso – conclude la Pat – va sottolineata la messa a sistema del servizio e il fatto che a fronte di un maggiore contributo pubblico, raddoppiato per la frequenta, viene chiesta una implementazione qualitativa (formazione degli operatori, rapporto numerico tra operatori e minori, tutela della sicurezza degli utenti, proposta socio-educativa qualificante) alleggerendo il costo a carico delle famiglie. Inoltre, i termini per le domande dei contributi vengono anticipati da maggio ad aprile di ogni anno e le domande saranno avanzate attraverso la piattaforma digitale 'stanza del cittadino'”.

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