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Trento
04 febbraio | 06:00

Boom di psicofarmaci tra i bambini, il caso arriva in Consiglio provinciale. Tonina: “Servono appropriatezza e tempestività nella presa in carico”, ma manca personale

L'intervento del consigliere provinciale Mirko Bisesti ha portato in Consiglio provinciale il boom di psicofarmaci tra i minori in Trentino. "Si tratta di un tema estremamente delicato, che riguarda minori e fasi cruciali dello sviluppo, e che impone una riflessione attenta sul corretto equilibrio tra necessità terapeutiche, appropriatezza prescrittiva e accesso a percorsi di supporto che non si limitino alla sola terapia farmacologica" ha spiegato 

Boom di psicofarmaci tra i bambini, il caso arriva in Consiglio provinciale

TRENTO. “La vera sfida oggi non consiste esclusivamente nel contrastare l’aumento delle prescrizioni di psicofarmaci, ma soprattutto nel garantire l’appropriatezza e la tempestività della presa in carico”. Usa queste parole l'assessore provinciale alla Salute, Mario Tonina, per rispondere ad una question time presentata dal consigliere della Lega, Mirko Bisesti, in in merito al consumo di psicofarmaci da parte di minori. 

 

Avevamo approfondito il tema nei giorni scorsi con Rodolfo D'Agostini medico psichiatra al Centro Crisi Adolescenti dell'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino (QUI L'ARTICOLO).  A confermare la situazione sono i dati. Purtroppo i casi sono raddoppiati negli ultimi 10 anni e in Trentino, nel 2024, circa 4 bambini e ragazzi su 1.000 (0-17 anni) hanno ricevuto almeno una prescrizione di antidepressivi, antipsicotici o psicostimolanti. 

 

Nel post-pandemia, le prescrizioni di psicofarmaci a bambini e adolescenti sono cresciute in modo sensibile. Dopo il Covid 19, viene spiegato sempre nel rapporto, l’uso di psicofarmaci in età pediatrica è cresciuto del 55% .Un campanello d’allarme che il consigliere leghista Mirko Bisesti ha portato nero su bianco in una question time.

 

“I dati più recenti – ha spiegato il consigliere leghista – indicano come anche sul nostro territorio si stia registrando un aumento del ricorso agli psicofarmaci in età pediatrica, in particolare antidepressivi, antipsicotici e psicostimolanti. Si tratta di un tema estremamente delicato, che riguarda minori e fasi cruciali dello sviluppo, e che impone una riflessione attenta sul corretto equilibrio tra necessità terapeutiche, appropriatezza prescrittiva e accesso a percorsi di supporto che non si limitino alla sola terapia farmacologica”.

 

Bisesti ha sottolineato l’importanza di un monitoraggio costante del fenomeno, al fine di prevenire prescrizioni non appropriate e garantire che ogni eventuale trattamento farmacologico sia inserito all’interno di una presa in carico complessiva e multidisciplinare, valorizzando anche le alternative non farmacologiche.

 

Dal canto suo l’assessore Tonina ha confermato che dal 2022 ad oggi anche in provincia di Trento si è registrato un progressivo incremento degli episodi di urgenza per pazienti con disturbi del neuro sviluppo e psicopatologie. L’Asuit, ha spiegato in Consiglio provinciale, ha posto particolare attenzione a questo tema, attivando il Centro Crisi Adolescenti di Arco e potenziando il personale specialistico dedicato alla salute mentale in età evolutiva. “La vera sfida – ha evidenziato Tonina –  è quella di garantire  l’appropriatezza e la tempestività della presa in carico. In questa prospettiva è strategico il rafforzamento dell’integrazione tra neuropsichiatria infantile, psichiatria e medicina territoriale, obiettivo su cui l’amministrazione provinciale è concretamente impegnata”.

 

Nonostante le risorse economiche, maggiori rispetto ad altre regioni, anche in Trentino permane il problema della scarsità di alcune figure professionali come, per esempio, i  neuropsichiatri. “Per quanto riguarda specificatamente bambini e adolescenti, la velocità con cui è cresciuta la richiesta, l’aumentata complessità e le modalità spesso emergenziali di manifestazione hanno messo sotto forte pressione il sistema e richiesto il potenziamento e la riorganizzazione dei Servizi pensando nuovi modelli di cura per rispondere a bisogni di Salute, diversi rispetto il passato” ha spiegato a il Dolomiti il dottor D'Agostini medico psichiatra al Centro Crisi Adolescenti.  

 

La sfida, insomma, non è semplice. Nel corso dei primi sei mesi di attività sono stati circa 70 i ricoveri con una media di durata circa due settimane.

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