Mix pericolosi e il primo bicchiere a 11 anni: in Trentino cresce l’allarme silenzioso di una generazione tra binge drinking e sostanze. Levari: “Un fenomeno sottovalutato"
Ogni anno sono circa 370 i nuovi utenti che si rivolgono ai centri sparsi sul territorio e che si trovano ad affrontare problemi con l'alcol. La direttrice dell’Unità operativa dipendenze dell’Asuit, Ermelinda Levari: "E' sempre più frequente il binge drinking e chi mescola l'alcol con farmaci, spesso ansiolitici, per avere un effetto sedativo. E' un comportamento assolutamente pericoloso e sbagliato per placare l'ansia e i vissuti spiacevoli"

TRENTO. In Trentino si inizia a bere sempre prima, a volte già a 11 anni con casi davvero estremi che sfiorano gli 8 anni. Un fenomeno sommerso, spesso sottovalutato perché legale, ma in continuo aumento negli ultimi anni, coinvolgendo sempre più giovani.
A confermarlo è la direttrice dell’Unità operativa dipendenze dell’Asuit, Ermelinda Levari, che traccia un quadro sulla situazione in Trentino sul consumo problematico di alcol. Un consumo che purtroppo sta intrecciando sempre più nuove abitudini pericolose.
Parliamo del binge drinking diffuso tra i giovanissimi ma anche del mix con farmaci e sostanze acquistate online. “Il policonsumo è pericolosissimo” spiega la dottoressa Levari. “L'associazione di più sostanze con l'alcol aumenta esponenzialmente i rischi”.
Ogni anno sono circa 370 i nuovi utenti che si rivolgono ai centri sparsi sul territorio e che si trovano ad affrontare problemi con l'alcol. Numeri tremendi che continuano a salire.
Anche quest’anno i Centri alcologia, antifumo e altre fragilità dell’Unità operativa dipendenze di Asuit, in collaborazione con i volontari Acat (Associazioni dei club alcologici territoriali), hanno deciso di organizzare una serie di appuntamenti sul territorio per informare e sensibilizzare la popolazione sui rischi legati al consumo di alcol.
Quanto è diffuso oggi il consumo problematico di alcol nella nostra provincia? Ci sono stati degli aumenti?
L'alcol è la prima sostanza che usano anche i giovanissimi. Questo è evidente non solo in Trentino ma in tutta Italia. La relazione annuale in Parlamento su queste tematiche ha collocato la prima consumazione di alcol attorno agli 11 anni. Un consumo diffuso e il Trentino non si discosta dai dati nazionali, abbiamo avuto qualche consumazione ad età precoce. Addirittura 8 anni.
Quante persone state seguendo?
Come presa in carico abbiamo più o meno 1300 persone prese in carico considerando tutti i centri provinciali. Effettuiamo altrettante visite alcologiche per le patenti nel corso dell'anno. Grazie a queste visite riusciamo ad intercettare anche situazioni problematiche di alcol che è il caso di agganciare al nostro servizio. L'attenzione è alta.
La fascia giovanile è quella maggiormente coinvolta in questa problematica?
Sì, molti per le patenti. I giovani purtroppo difficilmente vengono spontaneamente da noi. Arrivano quando c'è il ritiro della patente. Purtroppo c'è un discorso culturale, l'alcol non viene percepito come una problematica, è legale ma questo non vuol dire che faccia bene. C'è poi ancora uno stigma. In questo facilita l'afferire ai centri di alcologia.
Sono cambiate le abitudini di consumo di alcol negli ultimi anni? Ci sono dei mix pericolosi?
Sì, sono cambiate, nel senso che è molto più frequente il binge drinking. L'alcol si mescola poi con i farmaci, spesso ansiolitici per avere un effetto sedativo. E' un comportamento assolutamente pericoloso e sbagliato per placare l'ansia e i vissuti spiacevoli.
Quanti sono gli utenti nuovi in un anno che si rivolgono a voi per problematiche legate all'alcol? E quanto dura un percorso di aiuto?
Una persona può scegliere se e quando venire. Noi non la obblighiamo ma proponiamo dei percorsi. Ci sono dei colloqui e ci sono poi anche i gruppi psicologici e di auto mutuo aiuto che fanno capo ad associazioni del privato sociale e che possono proseguire in autonomia.
Le nostre porte sono comunque sempre aperte. E' fondamentale che ci sia il supporto dei familiari che è direttamente proporzionale con la buona riuscita del percorso. Riferendoci ai numeri, invece, abbiamo circa 370 persone nuove all'anno che si rivolgono ai nostri centri per problematiche legate all'alcol.
C'è un allarme e una problematica che si sente di lanciare?
Il policonsumo. In particolare i giovani consumano alcol assieme ad altre sostanze sia legali che illegali. Ci sono mix con farmaci o con sostanze psicoattive che vengono acquistate nel dark web. Questo fa aumentare esponenzialmente il rischio di stare male.
Il mese di aprile sarà un momento importante per la prevenzione alcologica con tantissimi appuntamenti su tutto il territorio.
Noi cerchiamo di fare tutto il possibile in collaborazione con il dipartimento prevenzione di Asuit. Quasi tutti i giorni ci saranno vari incontri e non mancheranno gli stand sul territorio anche in collaborazione con diverse associazioni.












