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| 01 febbraio | 22:28

"Droga del palloncino", da Milano al Garda scatta l'allarme per lo sballo low-cost: "A rischio i giovanissimi, tenere alta attenzione anche in Trentino". Ecco di cosa si tratta

L'utilizzo del protossido di azoto - noto come gas esilarante - si sta diffondendo tra i giovani (e i giovanissimi) che cercano uno "sballo" low cost e facilmente reperibile. Il punto sulla situazione e l'appello di Paola Meina, presidente dell'associazione Famiglie Tossicodipendenti: "E' necessario tenere alta la guardia"

MILANO. Un effetto di stordimento temporaneo, qualche minuto di euforia dopo ogni “boccata” e una relativa facilità di reperimento. L'uso di palloncini gonfiati con protossido di azoto – il cosiddetto gas esilarante –, che viene inalato per provarne gli effetti alteranti, si sta diffondendo sempre di più tra giovani e giovanissimi, mettendo in allerta le autorità in diverse zone del Paese.

 

Tra queste, in particolare, la Lombardia, dove a quanto pare i ritrovamenti di bombolette di metallo contenti il gas e di palloncini è sempre più frequente anche nelle zone pubbliche – come parchi e giardini pubblici – portando in alcuni casi anche all'intervento delle autorità.

 

Al momento, dicono a il Dolomiti forze dell'ordine e realtà che lavorano nella gestione delle tossicodipendenza sul territorio, in Trentino non si segnala l'arrivo massiccio di questa nuova tendenza: “Ma l'attenzione deve essere alta – dice Paola Meina, presidente dell'associazione Famiglie tossicodipendenti – perché la diffusione dell'utilizzo di queste sostanze, specie tra i più giovani, è rapida”. Ma procediamo con ordine.

 

Tornando alla situazione in Lombardia, negli ultimi giorni a intervenire sulla questione è stato il sindaco di Limbiate – comune di 35mila abitanti della Provincia di Monza e della BrianzaAntonio Romeo, che ha firmato un'ordinanza “contro l'uso improprio del protossido di azoto”.

 

Il primo cittadino del comune lombardo ha infatti deciso di vietare “la detenzione e l'utilizzo di protossido di azoto, noto come 'gas esilarante', in tutte le aree pubbliche, con particolare riferimento a parchi cittadini e aree limitrofe agli istituti scolastici”. L'annuncio è arrivato nel corso di una serata informativa dal titolo emblematico - “Basta una bomboletta” – nel corso della quale è stata riportata anche la testimonianza di una madre, il cui figlio ha sviluppato una dipendenza dalla “droga del palloncino” e sta affrontando oggi un percorso specifico per gestire la problematica da un punto di vista psicologico.

 

L'ordinanza, ha aggiunto il Comune: “Si è resa necessaria a seguito dei numerosi ritrovamenti di bombole e palloncini (strumenti usati per l'inalazione) effettuati dalla Polizia locale in varie zone della città. I rischi per la salute sono gravissimi: il gas può causare danni al sistema nervoso centrale, perdita di conoscenza e alterazioni delle funzioni cognitive. Il provvedimento prevede sanzioni amministrative e, nel caso in cui il trasgressore sia un minore, il contenitore verrà sequestrato e avviato alla distruzione, con contestuale convocazione dei genitori”.

 

Nel riportare la situazione del figlio al Corriere della Sera, la madre ha parlato di un cambiamento improvviso nell'atteggiamento del ragazzo – di vent'anni – diventato “improvvisamente intrattabile, con scatti di nervosismo” accompagnati da “continuo bisogno di denaro, uscite di casa senza spiegazioni, subito dopo aver ricevuto una telefonata”.

 

Il protossido di azoto presenta una varietà di usi legali di tipo medico, industriale, commerciale e scientifico e non è attualmente considerata di per sé una sostanza illegale, rappresentando dunque un'alternativa particolarmente accessibile per giovani e giovanissimi – per intenderci, il 'gas esilarante' viene utilizzato come anestetico o propellente nelle bombolette di panna montata – e aumentando così la portata del rischio.

 

Negli scorsi anni l'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze aveva lanciato un alert per la diffusione dell'utilizzo della sostanza, nel quale si evidenziava come “la crescente popolarità del protossido di azoto può essere spiegata anche sulla base della sua facile disponibilità, del prezzo basso, degli effetti di breve durata e dell'essere percepito da parte dei suoi consumatori come una sostanza relativamente sicura”. Da allora le misure legislative per arginare il fenomeno si sono moltiplicate in Europa, riporta in un dossier il Domani, dalla Francia al Portogallo, dalla Svezia fino alla Germania.

 

Secondo quanto riportato dal responsabile del Servizio tossicodipendenze dell'Asst Spedali civili, Luca Gheda, al Giornale di Brescia: “Al Sert ne sentiamo parlare da 7-8 mesi. A riferire di farne uso sono ragazzi tra i 17 e i 21 anni, che già abusano di alcol e cannabinoidi. Parlano di un fenomeno diffuso in città, nell'hinterland e sul Garda”. Sulla rete il gas viene venduto a basso costo in bombolette da otto grammi, tramite le quali si riempiono i palloncini che poi vengono consumati lentamente nel corso della serata.

 

L'effetto di una boccata, spiega ancora Gheda, dura circa dieci-quindici minuti, rendendone frequente l'uso ripetuto: “Provoca euforia, intorpidimento, distacco dalla realtà”. E i rischi, anche a livello fisico, non sono di poco conto: oltre alle possibili ustioni da freddo che il gas può provocare quando viene erogato, il responsabile del Sert bresciano parla di possibile insufficienza respiratoria, carenza di ossigeno nei tessuti, aritmie “e persino infarti”.

 

L'uso continuativo può poi provocare un'importante carenza di vitamina B12, con potenziali effetti a livello neurologico. A tutto ciò va aggiunto, ovviamente, il rischio dipendenza.

 

“Per adesso – ribadisce Meina parlando della situazione in Trentino – non abbiamo avuto tra i nostri ragazzi segnalazioni per l'utilizzo di gas esilarante. È indubbio però che l'utilizzo di questa sostanza possa rappresentare un pericolo particolare proprio per la sua disponibilità. Gli effetti che provoca sono forti e di breve durante, un connubio che può spingere gli utilizzatori anche a ricercare sostanze con un impatto, per così dire, più intenso. Il fatto che venga acquistato sostanzialmente senza divieti complica ovviamente le cose”.

 

Per quanto riguarda la possibilità che il “trendcoinvolga anche il Trentino, conclude la presidente di Aft: “E' necessario tenere alta la guardia. Quando si parla di utilizzo di sostanze da Milano a Brescia e fino a Verona la diffusione è rapidissima, e una volta che un prodotto o un trend arriva nella Città scaligera è normalmente già presente anche a Trento. Dobbiamo stare in allerta, anche perché i più giovani sono in grado di avvicinarsi a queste pratiche direttamente sulla rete”.

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