Stagione dei funghi al via, l'esperto: ''Incidenti aumentati negli ultimi anni. Non fidatevi della app o dei gruppi social''. Ecco i dubbi più comuni
Il micologo Nicolò Oppicelli non ha dubbi: ''"Non bisogna raccogliere tutto ciò che si vede, ma solo ciò che si conosce e in caso di dubbi rivolgetevi ai gruppi micologici sul territorio''

TRENTO. Prime piogge e torna la voglia di funghi. Ma con l'inizio della stagione, torna anche il dubbio di ogni raccoglitore: come distinguere un fungo buono da uno velenoso? Sempre più persone cercano risposte veloci su internet, tra gruppi social e app che promettono di riconoscere i funghi con una semplice foto. Ma secondo Nicolò Oppicelli, micologo, questo modo di fare può essere molto pericoloso.
"Non bisogna raccogliere tutto ciò che si vede, ma solo ciò che si conosce" spiega Oppicelli. Se invece si vuole imparare a riconoscere un fungo nuovo, il consiglio è chiaro: "Mai utilizzare le applicazioni, perché sono pericolosissime e non hanno ancora veridicità e funzionalità". Infatti, dice, è molto meglio "frequentare un gruppo micologico" oppure "raccogliere un esemplare del fungo che si intende riconoscere, magari scattandogli anche una fotografia, e poi rivolgersi ai micologi o agli esperti dei gruppi micologici sul territorio, se non si è sicuri".
Quindi sulle app che promettono di riconoscere un fungo da una foto, Oppicelli non ha dubbi: "Abbiamo fatto dei test vari anche da noi micologi, e il margine d'errore c'è". Paradossalmente le app non sbagliano tanto nel riconoscere o meno un fungo mortale, ma il contrario: "Al posto di funghi commestibili l’app capita che dica che sono immangiabili, o che possono dare dei disturbi". Per questo "attualmente sono assolutamente da scartare".
Anche i gruppi sui social non convincono. "Io posso postare una foto di un fungo sul gruppo dei funghi e chiedere se si può mangiare, e tra le persone arrivano 200 opinioni diverse", racconta e aggiunge: ''Magari arriva la persona di turno, che ti dice 'mangialo, è buonissimo', e invece è tossico. Serve assolutamente prudenza nella materia ed è meglio affidarsi a persone che hanno studiato e sanno quel che dicono". L'unica cosa sicura, sono "i sodalizi micologici sul territorio, non gruppi sui social, dove chiunque può dirsi esperto senza esserlo davvero".
Alla domanda su quali siano gli scambi più pericolosi, Oppicelli corregge subito un'idea comune: non sono tanto i chiodini a essere confusi con l'Amanita phalloides, "in questo periodo se ne parla tanto, ma lo scambio vero e proprio è difficile, perché chi raccoglie di solito li riconosce senza problemi". I casi più frequenti, sono altri. ''Porcini e fiele di terra - spiega - può esserci confusione tra i porcini commestibili e un fungo amaro molto simile, che però più che intossicare ti fa buttare via tutto quello che hai cucinato, perché è amarissimo". Poi c'è la Amanita muscaria "la conosciamo tutti come rossa con le verruche bianche, ma quando piove le verruche possono andare via, e il colore rosso da solo può trarre in inganno". Quindi il fungo dell'olivo presente "dove ci sono alberi latifoglie", è un fungo tossico che viene spesso confuso con i finferli.
Un consiglio pratico e utile: "Esiste la figura del controllo gratuito presso le aziende sanitarie locali, dove il micologo ti dice se i funghi che hai raccolto sono commestibili o meno". A questo, aggiunge Oppicelli, si affianca "la formazione culturale che ognuno di noi può portare avanti nel proprio bagaglio di conoscenze": nel mondo dei funghi dice, "serve tantissima prudenza e anche voglia di imparare e conoscere la materia".
Infine alla domanda se negli ultimi anni i casi di intossicazione da funghi siano aumentati in Trentino, la risposta di Oppicelli è ''Sì'', e la colpa è soprattutto dei social. “I social media sono un po’ l’acqua di rose di tutte le materie”, spiega, “e questo vale anche per gli influencer, tranne le poche figure autorevoli che invitano davvero a fare le cose per bene”. Il resto, conclude, “è causa proprio della superficialità con cui si affronta la materia, anche perché sempre più gente va a funghi”. Il consiglio dell’esperto resta semplice: ”Sempre meglio un controllo gratuito dell'ispettorato micologico che un consiglio sui social''.


















